Get Adobe Flash player

Sistema elettorale 2006-2013

Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 
SISTEMI ELETTORALI - ITALIA

Caratteristiche del sistema elettorale della Camera dei Deputati e del Senato applicato dal 2006 ad oggi

 

Con la riforma parlamentare del 2005[1], l’Italia ha introdotto una variante di sistema elettorale misto che presenta le seguenti caratteristiche:

1)            riguardo alla raccolta delle firme, non sono richieste ai partiti con un gruppo alla Camera o al Senato. Lo stesso vale per le liste collegate con almeno due partiti e che abbiano almeno un seggio al Parlamento Europeo. Per chi non presenta i suddetti requisiti, alla Camera la presentazione delle liste necessita le firme di 1500 e da non più di 2000 elettori nelle liste elettorali di comuni compresi nelle circoscrizioni fino a 500.000 abitanti; da 2.500 e da non più di 3.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle circoscrizioni con più di 500.000 abitanti e fino a 1.000.000 di abitanti; da almeno 4.000 e da non più di 4.500 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle circoscrizioni con più di 1.000.000 di abitanti. Al Senato la dichiarazione di presentazione delle liste deve essere sottoscritta: a) da almeno 1.000 e da non più di 1.500 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle regioni fino a 500.000 abitanti; b) da almeno 1.750 e da non più di 2.500 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle regioni con più di 500.000 abitanti e fino a 1.000.000 di abitanti; c) da almeno 3.500 e da non più di 5.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle regioni con più di 1.000.000 di abitanti.

2)       riguardo alla struttura della votazione, le liste sono bloccate e sulla scheda, accanto ai simboli, non sono indicati i nomi dei candidati. I simboli di liste collegate in una stessa coalizione sono inseriti in un’unica colonna all’interno di un più ampio riquadro. Ciò vale per Camera e Senato.

3)       Spariscono i collegi uninominali e alla Camera il territorio nazionale viene suddiviso in 27 circoscrizioni[2] le quali esprimono un numero di deputati in base agli abitanti.

4)       Alla Camera i 630 seggi vengono assegnati a livello nazionale col metodo del quoziente naturale e resti più alti, mentre al Senato i 315 seggi elettivi (a cui si aggiungono i senatori di nomina presidenziale e quelli di diritto) vengono assegnati a livello regionale con la stessa formula.

5)       Presenza di soglie di sbarramento: alla Camera partecipano all’assegnazione dei seggi le coalizioni di due o più partiti che raggiungono il 10% dei voti validi, mentre per i partiti non coalizzati la soglia è del 4%. Inoltre i partiti coalizzati devono raggiungere la soglia del 2%, ma è previsto il ripescaggio per il miglior partito coalizzato sotto tale soglia. Al Senato la soglia si applica a livello regionale ed è del 20% per le coalizioni, dell’8% per i partiti non coalizzati e del 3% per i partiti coalizzati. Non è previsto, a differenza della Camera, il ripescaggio.

6)       È, inoltre, previsto un premio di maggioranza per la coalizione che ottiene la maggioranza relativa di voti: alla Camera il premio è di 340 seggi (se non è riuscita ad ottenerli da sola), mentre al Senato il premio è calcolato per ogni singola regione (55% dei seggi). Sono escluse dal premio la Valle d’Aosta, il Trentino Alto Adige e il Molise.

 

 

OSSERVAZIONI CRITICHE:

 

1) la proporzionalità del sistema è alterata da:

a)       premio di maggioranza (è possibile che una coalizione che vinca con il 30% dei voti ottenga il 54% dei seggi);

b)      soglie di sbarramento.

2) la frammentazione in realtà sarà incentivata in quanto:

a)       sono stati soppressi i collegi uninominali che incentivano le aggregazioni;

b)      alla Camera vi è una modesta soglia per i partiti coalizzati (2%), inoltre verrà ripescato il partito che prende più voti tra quelli coalizzati sotto la soglia suddetta;

c)       raccolta delle firme in pratica non richiesta.

3) Problemi di governabilità per rischio di maggioranze risicate o, addirittura, divise tra Camera e Senato:

Ad esempio al Senato, in base alle simulazioni fatte sui dati delle ultime elezioni regionali dell’aprile del 2005, il centrosinistra avrebbe una maggioranza risicata (così è stato).

Al Senato, per avere una maggioranza del 55% dei seggi, una coalizione dovrebbe vincere in tutte le regioni.

 

 

Tab. 1: Camera dei Deputati

 

Anni

Formula elettorale

Grandezza media della circoscrizione

Numero delle circoscrizioni

Soglia legale

Premio di maggioranza

Struttura della votazione

2006-2008

Quoziente naturale e resti più alti. Per la Valle d’Aosta si applica il FPTP

617

La circoscrizione estero è formata da 12 seggi suddivisi in 4 circoscrizioni

27

4% naz. per i singoli partiti/liste non coalizzati/e o appartenenti a coalizioni sotto il 10%; 10% per coalizioni; 2% per i partiti collegati alle coalizioni (che devono raggiungere almeno il 10%) con ripescaggio del primo sotto il 2% purché coalizzato

340 seggi su 617 per la coalizione che ottiene la maggioranza relativa; 277 seggi alla coalizione seconda. Valle d’Aosta e i 12 seggi circ. estero non concorrono al l’assegnazione del premio di maggioranza

Lista rigida. Voto di preferenza per i 12 deputati circ. estero

 

Tab. 2: Senato

 

Anni

Formula elettorale

Grandezza media della circoscrizione

Numero delle circoscrizioni

Soglia legale

Premio di maggioranza

Struttura della votazione

2006-2008

Quoziente naturale e resti più alti. Per Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige si applica il FPTP

15,45

La circoscrizione estero è formata da 6 seggi suddivisi in 4 circoscrizioni

20

8% reg. per i singoli partiti/liste non coalizzati/e e per i partiti coalizzati la cui coalizione non raggiunge il 20%; 20% per coalizioni; 3% per i partiti collegati alle coalizioni (che devono raggiungere almeno il 20%)

55% dei seggi assegnati a livello regionale. Sono escluse dal premio la Valle d’Aosta, il Trentino Alto Adige e il Molise.

 

Lista rigida. Voto di preferenza per i 6 senatori circ. estero

 

 

Roberto Brocchini

 


[1] Si tratta della legge n. 270 del 21 dicembre 2005.

[2] Tra esse è compresa la Valle d'Aosta costituita in collegio uninominale.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 04 Dicembre 2013 18:09)