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Sistema elettorale 1948-92

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SISTEMI ELETTORALI - ITALIA

Caratteristiche del sistema elettorale della Camera dei Deputati e del Senato applicato dal 1948 al 1992

Camera dei Deputati

L. n. 1058/1947: sistema proporzionale di lista metodo del correttore +3 per i collegi superiori a 20. Ammesso voto di preferenza fino a 3 candidati nei collegi fino a 15 seggi; fino a 4 candidati nei collegi superiori a 15 seggi. Seggi residui assegnati in un collegio unico nazionale (a differenza dell’elezione dell’Assemblea Costituente non erano ammesse le liste che non avessero ottenuto un quoziente in almeno una circoscrizione).

L. 148 del 31/3/53 (Legge “Scelba”): Sistema proporzionale con premio di maggioranza di 380 seggi su 589 (64,5%) per la lista o liste collegate che avessero raggiunto il 50%+1 dei voti validi.  Metodo del quoziente naturale e resti più alti.

L. 615 del 31/7/54: Ritorno al sistema elettorale del 1948. L’unica differenza è che è stato abbassato il correttore di una unità per l’allocazione dei seggi al primo livello.

Con il referendum del 1991, fu abrogato il voto di preferenza plurimo alla Camera dei Deputati. Pertanto fu consentito di esprimere sempre il voto di preferenza ma per un solo candidato.

 

Senato

L. n. 29 del 1948: sistema formalmente misto (tranne Valle d’Aosta) ma sostanzialmente proporzionale. Il territorio era diviso in collegi uninominali pari al n° dei senatori da eleggere. Il candidato che otteneva il 65% dei voti veniva eletto. In mancanza, la ripartizione dei seggi avveniva a livello regionale tra i gruppi di candidati tra loro collegati col metodo D’Hondt.

 

Roberto Brocchini

 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 10 Agosto 2011 10:45)