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Sistema elettorale Bundestag

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SISTEMI ELETTORALI - EUROPA

IL SISTEMA ELETTORALE TEDESCO

Dati geopolitici

Forma di governo Repubblica federale parlamentare
Superficie 357.376 Km²
Popolazione 80.220.000 ab. (censimento 2011) 82.665.000 ab. (stime 2016)
Densità 231 ab/Km²

Capitale Berlino (3.520.000 ab., 4.085.000 aggl. urbano)
Moneta Euro
Indice di sviluppo umano 0,916 (6° posto)
Lingua Tedesco (ufficiale), Danese, Sorabo, Frisone
Speranza di vita M 78 anni, F 83 anni

 

La Germania è una Repubblica federale parlamentare. Il potere legislativo è affidato ad un Parlamento bicamerale formato dal Bundestag (Dieta Federale) e dal Bundesrat (Consiglio Federale)[1].

Il Bundesrat è formato da 69 membri nominati e revocati dai governi dei Länder di cui ne rappresentano gli interessi a livello federale.

Ogni Land dispone di almeno tre voti; i Länder con più di due milioni di abitanti ne hanno quattro; quelli con più di sei milioni di abitanti ne hanno cinque; quelli con più di sette milioni di abitanti ne hanno sei.

I voti di un Land possono essere espressi solo da tutti i membri presenti o dai loro supplenti: pertanto i Governi locali concorderanno preventivamente le direttive da impartire ai loro rappresentanti nel Bundesrat.

Riguardo al diritto di voto, la Legge Fondamentale tedesca (Grundgesetz) stabilisce la libertà, l’eguaglianza e la segretezza del voto, nonché il divieto di mandato imperativo. Inoltre stabilisce che la durata della legislatura è di 4 anni e, a partire dal 1976, hanno diritto di voto e sono eleggibili i cittadini che abbiano compiuto 18 anni.

L’Assemblea Costituente, nel 1949, elaborò la legge elettorale che fu, in seguito, modificata ma che nel suo meccanismo di funzionamento è rimasta praticamente invariata. I costituenti ritennero di non introdurre un sistema proporzionale puro al fine di evitare la frammentazione partitica, foriera di instabilità governativa indicata fra le principali cause del crollo della Repubblica di Weimar[2]. I cristiano-democratici erano favorevoli all’introduzione di un sistema maggioritario a cui si opposero i socialdemocratici che temevano di essere sottorappresentati.

La Legge Fondamentale non impone un tipo particolare di sistema elettorale da adottare demandando la disciplina alla legge ordinaria federale[3].

Fin dalle prime elezioni del 1949, la Germania ha applicato per l’elezione del Bundestag un sistema elettorale misto a correzione completa[4]. Altri definiscono il sistema tedesco personalized proportional representation (sistema di rappresentanza proporzionale personalizzata)[5], mixed member proportional system (sistema proporzionale a membro misto), o additional member system (sistema a membro addizionale). Le variazioni avvenute nel corso degli anni non ne hanno intaccato gli effetti, per l’appunto, proporzionali. Nelle prime elezioni del 1949 i 400 parlamentari venivano eletti per il 60% (240) nei collegi uninominali (con il metodo first past the post[6]) mentre il 40% (160) con il metodo proporzionale D’Hondt applicato a livello regionale ai gruppi di candidati concorrenti nei collegi uninominali che avessero raggiunto il 5% dei voti validi, o in mancanza, avessero conquistato un seggio uninominale. Ciò non vale per i partiti delle minoranze nazionali (danesi, frisoni, sorbi, sinti e rom). Tutti i seggi venivano ripartiti con metodo proporzionale. Questa caratteristica, che è la base fondamentale del sistema elettorale tedesco, sarà mantenuta in tutte le successive elezioni. L’elettore aveva un solo voto a disposizione secondo la concezione originaria dell’inventore, il ricercatore di matematica l’austriaco Geyerhahn[7], per cui nell’assegnazione dei seggi vengono ripescati i migliori perdenti di ciascun partito nei collegi uninominali.

Attualmente, 598 è il numero minimo di membri del Bundestag che può variare in aumento in base all’eventualità dei mandati compensativi[8].

In merito alla struttura della votazione, l’elettore dispone di una scheda, divisa in due sezioni, sulla quale ha la facoltà di esprimere due voti (già a partire dalle seconde elezioni del 1953): il primo (erststimme), nella parte sinistra della scheda, per i candidati nei collegi uninominali, e l’altro (zweitstimme), nella parte destra, a beneficio di una lista. Quindi il primo voto è un voto teoricamente dato alla persona, cioè ad un candidato particolarmente gradito, in uno dei 299 collegi uninominali in cui è diviso il paese, mentre con il secondo voto sceglie una delle liste in competizione senza la possibilità di modificare l’ordine di presentazione dei candidati. È ammesso disgiungere il voto (stimmensplitting), ossia votare per un candidato nei collegi uninominali (ad es. appartenente alla CDU o alla SPD) e nella parte proporzionale votare per una lista diversa (ad es. il Partito Liberale o i Verdi). La particolarità del sistema elettorale tedesco è che l’assegnazione dei seggi viene effettuata tenendo conto dei voti di lista a livello nazionale, perciò l’output è proporzionale. Dobbiamo evidenziare che i candidati uninominali sono presenti anche nella lista della sezione destra della scheda; pertanto se vengono eletti vanno scomputati dalla lista, facendo avanzare i candidati che si trovano più in basso; per questo il primo voto si conteggia per primo. Pertanto di fatto nei collegi uninominali i candidati sono collegati ai rispettivi partiti presenti. Altro aspetto importante è che non sono ammesse coalizioni preelettorali, per cui i partiti minori non hanno la possibilità di aggregarsi con i maggiori per superare la soglia di sbarramento del 5%. Il collegamento è ammesso solo tra le liste aventi lo stesso simbolo.

Tuttavia vi sono due fattori che attenuano la proporzionalità del sistema elettorale, uno è eventuale e l’altro è strutturale: il fattore eventuale sono i cosiddetti mandati compensativi con i quali se un partito conquista più voti nella parte maggioritaria rispetto a quella proporzionale, ha diritto a mantenere i seggi in più[9]. Il fattore strutturale è la presenza della soglia del 5% a livello nazionale in base alla quale possono partecipare all’assegnazione dei seggi solo quei partiti che hanno raggiunto il 5% dei voti validi o, pur non raggiungendo la soglia, abbiano conquistato almeno tre seggi nei collegi uninominali[10]. Se un partito sotto soglia conquista solo 1 o 2 seggi uninominali ha diritto a mantenerli pur non partecipando all’assegnazione proporzionale.

Come avviene l’assegnazione dei seggi: in primis si assegnano i seggi vinti nei 299 collegi uninominali. Dai seggi di cui ogni lista ha diritto in base al secondo voto (per l’appunto di lista), vengono scomputati gli eventuali seggi conquistati nei collegi uninominali. Nel caso che una lista conquisti più seggi maggioritari di quanti ne avrebbe diritto con il voto di lista, ha diritto a mantenerli (seggi extra o überhangmandate). In quest’ultima evenienza, a partire dalle elezioni del 2013, sono assegnati dei seggi compensativi (balance seats) agli altri partiti in modo da assicurare la completa proporzionalità[11].

A partire dalle elezioni del 1987 la formula D’Hondt è stata rimpiazzata da quella Hare-Niemeyer che tende a rappresentare maggiormente i partiti minori a scapito dei maggiori. La formula Hare-Niemeyer rientra tra quelle del quoziente e si ricava attraverso la seguente formula: cifra ottenuta da una singola lista con il secondo voto (voti di lista)xtotale dei seggi parlamentari/totale dei voti delle liste che hanno raggiunto la soglia del 5% di tutti i secondi voti o, in mancanza di ciò, abbiano conquistato 3 seggi nei collegi uninominali. I seggi residui vengono assegnati col metodo dei più alti resti.

Un esempio chiarirà la meccanica di assegnazione dei seggi con il metodo Hare-Niemeyer.

Tab. 1 - Esempio di funzionamento del metodo Hare-Niemeyer con riferimento alle elezioni del Bundestag tedesco del 2002

Partiti

Voti di lista

Seggi assegnati

Resti

Seggi complessivi

S.P.D.

18.488.668

246

0,954904

247

C.D.U.

14.167.561

189

0,237466

189

C.S.U.

4.315.080

57

0,636936

58

B90/GRUENE

4.110.355

54

0,902404

55

F.D.P.

3.538.815

47

0,268290

47

Totale

44.620.879

593[12]

 

598[13]

 

Quindi, l’assegnazione dei seggi con il metodo Hare-Niemeyer si basa sulla seguente procedura:

1)       si sommano i voti validi di tutti i partiti che hanno diritto alla ripartizione proporzionale dei seggi. Nell’esempio vi sono 5 liste che hanno superato la soglia del 5%.

2)       Si assegnano i seggi dividendo le cifre elettorali (voti di lista) di ciascun partito per il totale dei voti dei partiti che hanno superato la soglia richiesta; il risultato ottenuto si moltiplica per il numero dei seggi complessivi assegnati al Bundestag (ossia 598)[14].

3)       I seggi residui vengono assegnati ai partiti che hanno i resti maggiori.

4)       I seggi assegnati a livello nazionale alle varie liste, vengono poi ripartiti proporzionalmente all’interno di ogni singolo Länder. In altre parole, si dividono i voti ottenuti da un partito al livello di Länder per il numero di voti complessivi ottenuti a livello nazionale e al risultato ottenuto si moltiplica per il totale dei seggi complessivi di cui ha diritto un determinato partito a livello nazionale. Ad esempio, nelle elezioni del 2002 in Nordrhein-Westfalen la SPD ricevette 4.499.388 voti di lista e la quota proporzionale di seggi che dovrebbe ricevere in tale Länder è stata così calcolata:

(4.499.388/18.488.668)x247= 60,109730, cioè 60 seggi. Si sottraggono ad essi i 45 seggi uninominali conquistati in tale Länder e così si assegnano 15 seggi residui. Nel caso in cui un partito conquista più seggi uninominali rispetto a quelli che ha diritto con i voti di lista, ha diritto a mantenere i seggi in più. Per esempio nel Länder di Sassonia-Anhalt la SPD ha conquistato due seggi uninominali in più rispetto a quelli di cui avrebbe avuto diritto con il voto di lista.

A partire dalle elezioni del 2009, la formula elettorale applicata per il Bundestag è la Sainte Laguë-Schepers, denominata anche metodo del divisore con arrotondamento standard, che si basa sulla seguente procedura:

1)  in primo luogo si assegnano i 598 seggi ai singoli Länder in proporzione alla popolazione[15]. Ossia, 74.324.165: 598= 124.287,9. Il divisore è stato arrotondato per difetto a 124.050.

Tab. 2 – Distribuzione dei seggi ai vari a ciascun Land con riferimento alle elezioni del 2013

Seggi

Land

Popolazione al 2012

Divisore

Non arrotondati

Arrotondati

Schleswig-Holstein

2.686.085

124.050

21,65

22

Mecklenburg-Vorpommern

1.585.032

124.050

12,78

13

Hamburg

1.559.655

124.050

12,57

13

Lower Saxony

7.354.892

124.050

59,29

59

Bremen

575.805

124.050

4,64

5

Brandenburg

2.418.267

124.050

19,49

19

Sachsen-Anhalt

2.247.673

124.050

18,12

18

Berlin

3.025.288

124.050

24,39

24

North Rhine-Westphalia

15.895.182

124.050

128,14

128

Saxony

4.005.278

124.050

32,29

32

Hesse

5.388.350

124.050

43,44

43

Thuringia

2.154.202

124.050

17,37

17

Rhineland-Palatinate

3.682.888

124.050

29,61

30

Bavaria

11.353.264

124.050

91,52

92

Baden-Württemberg

9.482.902

124.050

76,44

76

Saarland

919.402

124.050

7,41

7

Totale

74.324.165

 

 

598

 

2) Si distribuiscono i seggi alle liste (sopra soglia) nei singoli Länder, in proporzione ai secondi voti ricevuti dividendo le rispettive cifre elettorali dei secondi voti espressi per il numero complessivo dei seggi di ciascun Land. Il risultato è il divisore comune. Poi, le cifre elettorali dei secondi voti espressi di ogni singola lista soprasoglia sono divise per il divisore comune. I quozienti così ottenuti vengono arrotondati secondo la pratica standard per ottenere il numero di seggi da assegnare, ossia la cifra viene arrotondata per eccesso o per difetto quando la frazione rimanente è maggiore o minore di 0,5, dove il residuo è pari a 0,5 la cifra sarà ridotta. Il divisore è determinato in modo da garantire che il numero complessivo dei seggi sia uguale al totale dei seggi da distribuire.

 

Tab. 3 – Distribuzione dei seggi alle liste soprasoglia in Turingia nelle elezioni del 2013

Partiti

Secondi voti

Divisore

Non arrotondati

Arrotondati

Seggi uninominali vinti

CDU

477.283

60.000

7,95

8

9

THE LEFT

288.615

60.000

4,81

5


SPD

198.714

60.000

3,31

3


GREEN

60.511

60.000

1,01

1


Totale

1.025.123

 

 

17


 

Da notare che la CDU in Turingia ha vinto in 9 collegi uninominali per cui ha diritto a mantenere il seggio in più (seggio extra o überhangmandate). Stesso procedimento viene adottato per gli altri Länder. Sommando tutti i Länder alla CDU dovrebbero essere assegnati un minimo di 242 seggi.

3) Si stabilisce il numero totale di seggi che deve avere il Bundestag e ad ogni partito (sopra soglia) deve essere assegnato un numero di seggi in base ai secondi voti ottenuti. Nelle elezioni del 2013 devono essere assegnati 631 seggi

Tab. 4 – Distribuzione dei seggi alle liste soprasoglia a livello nazionale nelle elezioni del 2013

Partiti

Numero minimo di seggi

Secondi voti

Divisore

Non arrotondati

Arrotondati

Mandati compensativi

CDU

242

14.921.877

58.420

252,42

252

13

CSU

56

3.243.569

58.420

55,52

56


SPD

183

11.252.215

58.420

192,61

193

10

THE LEFT

60

3.755.699

58.420

64,29

64

4

GREEN

61

3.694.057

58.420

63,23

63

2

Totale

602

36.867.417



631

29

 

IL SISTEMA ELETTORALE TEDESCO DAL 1949 AD OGGI

 

Anni e numero di elezioni

Elettorato attivo e passivo

Formula elettorale

Grandezza media della circoscrizione

Numero delle circoscrizioni

Totale seggi

Soglia legale

Struttura della votazione

Allocazione seggi

1949 (1)

Elettorato attivo: 21 anni; passivo: 25 anni

FPTP

1

240

402[16]

 

Voto unico

I partiti potevano scegliere un’allocazione a livello di Land in base al quoziente Hare. In pratica c’era un apparentamento tra le liste a livello di Land per l’allocazione a livello nazionale

D’Hondt

36,36[17]

11

5% a livello regionale (Land) ovvero 1 seggio uninominale

1953 (1)

Ibidem

FPTP

1

242

487[18]

 

Doppio voto

I partiti potevano apparentarsi in più Länder. Dai seggi di cui ogni lista ha diritto, vengono scomputati gli eventuali seggi conquistati nei collegi uninominali. Nel caso che una lista conquisti più seggi maggioritari di quanti ne avrebbe diritto con il voto di lista, ha diritto a mantenerli (mandati compensativi).

D’Hondt

44[19]

11

5% naz. o 1 seggio uninominale

1957-61 (2)

Ibidem

FPTP

1

247

494

 

Doppio voto

In base al voto di lista a livello nazionale. Prima si assegnano i seggi vinti nei collegi uninominali. Dai seggi di cui ogni lista ha diritto, vengono scomputati gli eventuali seggi conquistati nei collegi uninominali. Nel caso che una lista conquisti più seggi maggioritari di quanti ne avrebbe diritto con il voto di lista, ha diritto a mantenerli (mandati compensativi).

D’Hondt

494

1

5% naz. o 3 seggi uninominali

1965-83 (6)

Dalle elezioni del 1972 Elettorato attivo: 18 anni; passivo: 21 anni (18 anni dalle elezioni del 1976)

FPTP

1

248

496

 

Doppio voto

Ibidem

D’Hondt

496

1

5% naz. o 3 seggi uninominali

1987 (1)

Elettorato attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

FPTP

1

248

496

 

Doppio voto

Ibidem

Hare-Niemeyer

496

1

5% naz. o 3 seggi uninominali

1990-98 (3)

Ibidem

FPTP

1

328

656

 

Doppio voto

Ibidem

Hare-Niemeyer

656

1

5% naz.[20] o 3 seggi uninominali

2002-2005 (2)

Ibidem

FPTP

1

299

598

 

Doppio voto

Ibidem

Hare-Niemeyer

598

1

5% naz. o 3 seggi uninominali

2009-2017 (3)

Ibidem

FPTP

1

299

598

 

Doppio voto

In base al voto di lista a livello nazionale. Prima si assegnano i seggi vinti nei collegi uninominali. Dai seggi di cui ogni lista ha diritto, vengono scomputati gli eventuali seggi conquistati nei collegi uninominali. Nel caso che una lista conquisti più seggi maggioritari di quanti ne avrebbe diritto con il voto di lista, ha diritto a mantenerli (seggi extra o overhang seats). In quest’ultima evenienza, a partire dalle elezioni del 2013, sono assegnati dei seggi compensativi (balance seats) agli altri partiti in modo da assicurare la completa proporzionalità

Sainte-Laguë-Schepers

598

1

5% naz. o 3 seggi uninominali

 

 

 

Fonti: http://documenti.camera.it/leg17/dossier/pdf/AC0146.pdf; http://www.wahlrecht.de/english/bundestag.htm; http://www.ipu.org/parline-e/reports/2121_B.htm; http://electionresources.org/de/, https://www.bundeswahlleiter.de/dam/jcr/d9a0da9b-f5d1-4043-8452-bf72ed9e86b2/20131009_erl_sitzzuteilung.pdf e globalgeografia.com

 

 

 

 

 


[1] Il Bundestag elegge il Cancelliere e vota la fiducia al governo.

[2] F. Hermens, Democracy or Anarchy? A Study of proportional representation. Notre Dame, IN: University of Notre Dame Press, 1941 (reprinted with a supplement by the author - New York: Johnson Reprint Corp., 1972).

[3] Verso la fine degli anni ’60, i due maggiori partiti (CDU e SPD), allo scopo di rafforzare la stabilità governativa, presero in considerazione di modificare il sistema elettorale in senso maggioritario secco (first past the post system). A tale proposta si opposero fermamente i liberali (FDP) per ovvie ragioni di sopravvivenza. Alla fine, tuttavia, l'introduzione del FPTP non è riuscita perché gran parte dei membri della SPD erano convinti che non avrebbe agevolato maggiormente la conquista del potere. Da allora non ci sono stati più tentativi di introdurre il sistema maggioritario in Germania.

[4] Sono quei sistemi in cui, pur prevedendo la coesistenza della formula maggioritaria e di quella proporzionale, l’assegnazione totale dei seggi avviene esclusivamente in base al metodo proporzionale. Siamo d’accordo con Chiaramonte che il sistema elettorale tedesco rientra certamente tra quelli misti (anche se ha effetti proporzionali) in quanto metà dei seggi vengono assegnati nei collegi uninominali col first past the post che prevede una selezione del personale politico e della meccanica ben differente rispetto ai sistemi proporzionali. Cfr. A. Chiaramonte, Tra maggioritario e proporzionale - L’universo dei sistemi elettorali misti, Bologna, il Mulino, 2005.

[5] M. Kaase, Personalized Proportional Representation:The «Model» of the West German Electoral System, in A. Lijphart, B. Grofman (a cura di),

Choosing an Electoral System:Issues and Alternatives, New York, Praeger, 1984, 155-164.

[6] Ossia vince chi ottiene un voto in più rispetto agli altri candidati.

[7] Il metodo Geyerhahn è stato elaborato da Siegfried Geyerhahn nella sua opera, Das Problem der verhältnismässingen Vertretung, Tübingen, 1902.

[8] La Costituzione tedesca non stabilisce un numero fisso di parlamentari.

[9]Cfr. M. CACIAGLI, Modelli di comportamento elettorale nella Repubblica federale tedesca (1949-1987) e le prime elezioni della Germania unita, in <<Quaderni dell’Osservatorio Elettorale>>, n. 30, 1993, pp. 71-72.

[10]Nelle elezioni del 1994 il Partito del Socialismo Democratico, pur non raggiungendo la soglia del 5% dei voti di lista, ebbe diritto a concorrere alla ripartizione dei seggi complessivi poiché superò ampiamente la soglia dei tre collegi uninominali.

[11] Nelle elezioni del 2009, i Cristiano-Democratici ebbero ben 21 mandati in eccedenza. Il Tribunale Costituzionale federale ha rilevato che i ‘mandati in eccedenza’ producano regolarmente il cosiddetto “effetto del peso negativo dei voti” in base al quale un aumento dei secondi voti espressi in favore di una lista può paradossalmente produrre una perdita di seggi, mentre la loro diminuzione può portare all’effetto inverso. Il Tribunale giudica incostituzionale l’entità del meccanismo maggioritario ed individua in 15 il numero massimo di ‘mandati in eccedenza’ che possono essere attribuiti. Poco prima delle elezioni del 2013 i gruppi politici parlamentari di Cdu/Csu, Spd, Fdp e Verdi si sono accordati sulla rettifica della legge elettorale: nella prima fase della ripartizione dei seggi, questi vengano attribuiti alle liste regionali dei partiti, secondo la popolazione di ciascun Länd (non più dunque su base nazionale come in precedenza). Per compensare l’effetto dei mandati in eccedenza, si prevede poi una seconda fase per assicurare che i gruppi senza seggi in soprannumero siano rappresentati da un numero maggiore di deputati (‘mandati di compensazione’), in modo da riprodurre la composizione del Parlamento risultante dai secondi voti, al fine di garantire il rispetto dei criteri di proporzionalità dell’elezione del Bundestag. Il nuovo sistema garantisce a tutti i partiti seggi supplementari per compensare - i cosiddetti “Ausgleichmandate” - in modo che la percentuale dei seggi in Parlamento è in linea con la percentuale dei secondi voti ricevuti. Si veda Servizio Studi - Dipartimento istituzioni della Camera dei Deputati, Documentazione e ricerche, Numero 18 del 22/5/2013 in  http://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Testi/AC0146.htm

[12]A tale cifra bisogna aggiungere i due seggi uninominali vinti dal Partito del Socialismo Democratico che ha diritto a mantenerli pur avendo ottenuto il 4,35% dei voti validi. Quindi, rimangono tre seggi residui (per raggiungere 598) che vengono assegnati ai partiti che hanno i resti maggiori (come evidenziato in grassetto nella tabella).

[13]A cui si aggiungono, appunto, i due del Partito del Socialismo Democratico.

[14]Al totale dei seggi complessivi può essere detratto un certo numero di seggi uninominali vinti da partiti che non sono ammessi al riparto proporzionale - perché non raggiungono i requisiti richiesti - com’è successo nelle elezioni del 2002.

[15] https://www.bundeswahlleiter.de/dam/jcr/d9a0da9b-f5d1-4043-8452-bf72ed9e86b2/20131009_erl_sitzzuteilung.pdf

[16] Di cui due sono seggi compensativi.

[17] In caso di apparentamento dei partiti nei vari Lander la ripartizione avveniva a livello nazionale. In tal caso l’ampiezza media era di 400.

[18] Di cui tre sono seggi compensativi.

[19] In caso di apparentamento dei partiti nei vari Lander la ripartizione avveniva a livello nazionale. In tal caso l’ampiezza media era di 484.

[20] Nelle prime elezioni del 1990 a Germania riunificata, la soglia di sbarramento si è applicata distintamente nella parte occidentale e nella parte orientale. Il Partito del Socialismo Democratico (PDS), pur ottenendo complessivamente il 2,43% dei voti, ha superato abbondantemente la soglia nella parte orientale per cui ha potuto partecipare alla ripartizione proporzionale dei seggi.

Ultimo aggiornamento (Martedì 18 Gennaio 2022 21:47)