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José Mujica il Presidente della Repubblica più sobrio del mondo

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CURIOSITÀ POLITICO-ELETTORALI

José Alberto "Pepe" Mujica Cordano, Presidente della Repubblica dell’Uruguay di professione "Chacarero" (floricoltore), è nato a Montevideo nel 1935 da Lucia Cordano (di origini liguri) e Demetrio Mujica un agricoltore morto nel 1940.

Ai tempi della dittatura di Jorge Pacheco  fu leader del Movimento di liberazione Tupamaros di ispirazione marxista, fu imprigionato per 15 anni e duramente torturato. Nel 1994 fu eletto deputato in una corrente del Frente Amplìo (coalizione di partiti e movimenti di sinistra) e nel 1999 senatore. Dal 2010 è Presidente dell’Uruguay e trattiene circa 1.200 dollari al mese che in Uruguay equivalgono allo stipendio di un impiegato. Il rimanente 90% del suo emolumento (12.000 $ al mese) lo dona per progetti di beneficenza e per il mantenimento del suo partito, il Movimento di Partecipazione Popolare. Inoltre dona una parte del suo stipendio a Raul Sendic Fund, che concede prestiti senza interessi per progetti di cooperazione. Il fondo, che prende il nome di un ex guerrigliero Tupamaros che ha guidato la ribellione dei lavoratori di canna da zucchero del 70, è formato con i salari eccedenti di parlamentari e ministri uruguayani. Mujica ha, inoltre, messo a disposizione buona parte degli alloggi del palazzo presidenziale per i senzatetto. Abita in una fattoria a Rincón del Cerro, nella periferia di Montevideo, proprietà della moglie, la senatrice Lucía Topolansky. Mujica possiede una vecchia Volkswagen del 1987 e un piccolo cane. Quando gli chiedono il motivo di tanta austerità, egli risponde: “Questi soldi mi bastano e mi devono bastare. Ci sono uruguaiani che vivono con molto meno”. Inoltre, per Mujica  “povero non è colui che tiene poco, ma colui che necessita di tanto e desidera ancor di più e più”. Per Mujica è necessario un nuovo modello di civilizzazione, cioè un nuovo modo di vivere e, pertanto, è necessario che l’economia di mercato sia governata combattendo lo spreco e il consumismo sfrenato.

Riporto uno stralcio dell’intervista di Riccardo Staglianò pubblicata l’8 novembre sul Venerdì di Repubblica che riassume la filosofia politica e di vita di Josè Mujica:

“La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere. La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere”.

 

Fonti: http://www.eltiempo.com/mundo/latinoamerica/ARTICULO-WEB-NEW_NOTA_INTERIOR-12119113.html, http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mujica, http://www.liguriantighi.it/gior/1302.pdf e http://video.repubblica.it/rubriche/webdocumentari/pepe-mujica-lo-chiamavano-sobrieta/145824/144344

Ultimo aggiornamento (Venerdì 03 Novembre 2017 12:05)