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Assegnazione del premio di maggioranza nei Consigli Comunali nelle elezioni del 2012

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SISTEMI ELETTORALI - ITALIA

In vista delle elezioni comunali di domenica 6 e lunedì 7 maggio 2012 con la circolare n. 8/2012 il Ministero dell’Interno ha chiarito le modalità di assegnazione del premio di maggioranza alla lista o alla coalizione di liste collegate al candidato Sindaco eletto, in particolare nei Comuni con più di 15.000 abitanti. Il Ministero richiama le sentenze del Consiglio di Stato (n. 3021/2010, n. 802/2012 e n. 01197/2012).

Con la sentenza n. 3021/2010 il Consiglio di Stato ha chiarito che la percentuale prevista per l’attribuzione del premio di maggioranza, in favore della lista o gruppo di liste collegate al sindaco eletto al secondo turno (mancato superamento del 50% dei voti validi da parte della lista o gruppo di liste collegate ad altri candidati sindaci), deve essere riferita a tutti i voti validi espressi nel primo turno in favore dei candidati sindaci e non già ai soli voti di lista.

Con successiva sentenza n. 802/2012, il Consiglio di Stato ha stabilito che anche nei casi di sindaco eletto al primo turno, ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza, le percentuali previste dalla richiamata disposizione (40% dei voti validi ottenuti dalla lista o gruppo di liste collegate al candidato sindaco vincente, purché nessuna altra lista o gruppo di liste collegate ai restanti sindaci abbia superato il 50% dei voti validi) devono essere rapportate ai voti complessivamente espressi con riguardo ai candidati sindaci e non già ai soli voti di lista. La sentenza n. 01197/2012 ha inoltre stabilito che la percentuale del 60% deve essere determinata sempre attraverso arrotondamento per eccesso, anche nei casi in cui il numero dei Consiglieri da attribuire alla Lista o gruppo di Liste collegate al Sindaco vincente, contenga una cifra decimale inferiore ai 50 centesimi. Ciò in quanto l'arrotondamento per difetto dei seggi da assegnare al Sindaco vincente non consentirebbe di raggiungere la percentuale minima a questo riservata (60%) e ciò “non corrisponderebbe né alla ratio della norma, né alla volontà del legislatore, rivolta a perseguire il fine fondamentale della migliore governabilità dei medi e grandi comuni”.