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Sistema elettorale per l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale

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SISTEMI ELETTORALI - ITALIA

Sistema elettorale per l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale

Il sistema di governo dei Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti o superiore si differenzia sotto i seguenti profili:

1) il sistema elettorale dei Sindaci e dei consiglieri comunali:

2) la presidenza del Consiglio Comunale: nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti tale organo è eletto autonomamente dal Consiglio mentre negli altri Comuni tale funzione può essere esercitata dal Sindaco se lo statuto non dispone diversamente;

3) l’incompatibilità tra la carica di consigliere e di assessore: essa opera solo nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti mentre negli altri Comuni può essere introdotta nello statuto.

Riguardo all’elezione dei Sindaci e dei consiglieri comunali nelle Regioni a Statuto ordinario (compresa la Sardegna), il sistema elettorale è maggioritario per l’elezione del Sindaco e proporzionale corretto (con premio di maggioranza) per il Consiglio. Il sistema, tuttavia, presenta differenze a seconda delle dimensioni dei Comuni.

Nei Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti (in Italia sono oltre 7.000), deve essere presentato il nome e cognome del candidato alla carica di Sindaco assieme alla lista di candidati al Consiglio Comunale, quindi il candidato Sindaco può collegarsi con una sola lista. È proclamato eletto Sindaco al primo turno il candidato che ottiene il maggior numero di voti, cioè la maggioranza relativa (sistema maggioritario ad un turno); solo nella rarissima evenienza di parità di voti si procede al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti (in caso di ulteriore parità viene eletto il più anziano di età). Invece, nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, ciascun candidato alla carica di Sindaco deve dichiarare all’atto della presentazione della candidatura, il collegamento con una o più liste presentate per l’elezione del Consiglio Comunale. È proclamato eletto Sindaco il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi; se nessun candidato ottiene tale maggioranza si procede al ballottaggio fra i due che hanno ottenuto il maggior numero di voti (sistema maggioritario a doppio turno). Nei Comuni fino a 15.000 abitanti, alla lista collegata al candidato Sindaco vincente spettano 2/3 dei seggi a prescindere dai voti ottenuti; il rimanente 1/3 viene ripartito tra le minoranze e assegnato col metodo D’Hondt. Non è prevista alcuna soglia di sbarramento e non è ammesso il voto disgiunto. Invece, nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti alla lista/e collegata/e al candidato Sindaco vincente spettano 3/5 dei seggi (si applica il metodo D’Hondt con premio di maggioranza[1]); il rimanente 2/5 dei seggi viene assegnato alle minoranze col metodo D’Hondt. Non sono ammesse all’assegnazione dei seggi quelle liste che abbiano ottenuto al primo turno meno del 3% dei voti validi e che non appartengano a nessun gruppo di liste che abbia superato tale soglia. Inoltre è ammesso il voto disgiunto, cioè la possibilità di votare per una lista appartenente ad un candidato Sindaco diverso da quello prescelto. La legge n. 215 del 2012 per i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, riprendendo un modello già sperimentato dalla legge elettorale regionale della Campania,  prevede:

1)       la cd. quota di lista: nelle liste dei candidati nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore a due terzi; peraltro, solo nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti il mancato rispetto della quota può determinare la decadenza della lista;

2)       l’introduzione della cd. doppia preferenza di genere, che attribuisce all’elettore la facoltà di esprimere due preferenze (anziché una, come previsto dalla normativa previgente) purché riguardanti candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza.

Una ulteriore misura volta a favorire la parità di genere nella politica è stata introdotta dalla legge di riforma del finanziamento della politica (art. 1, comma 7, L. 96/2012) che prevede la decurtazione del 5% dei contributi per i partiti che presentano un numero di candidati del medesimo sesso superiore ai due terzi del totale. La norma si applica alle elezioni politiche, europee e regionali.

Riguardo all’elezione dei Sindaci e dei consiglieri comunali nelle Regioni a Statuto speciale, la Sicilia fu la prima Regione a riformare il sistema elettorale comunale (L. regionale n. 7/1992). Essa prevedeva il voto in due schede separate (una per la scelta del Sindaco e l’altra per la scelta della lista e dei consiglieri). Inoltre, era previsto un premio di maggioranza del 20% per la lista vincente e di minoranza (del 10%) per la lista seconda arrivata. Il ricorso alla doppia scheda, ha comportato in molte ipotesi che il Sindaco vincente si trovasse in minoranza in Consiglio. Per cui con legge regionale n. 35/1997, la Sicilia ha adottato un sistema elettorale molto simile a quello previsto per le regioni ordinarie.

La legge regionale n. 17/2016 ha esteso il sistema maggioritario ai comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti (in precedenza si applicava ai Comuni fino a 10.000 abitanti).

Pertanto, si applica il sistema ad un turno unico per i Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti e il doppio turno per quelli con popolazione superiore. Per i Comuni con pop. fino a 15.000 ab. ogni candidatura a Sindaco è collegata ad una sola lista di candidati per l’elezione del Consiglio comunale. È possibile votare per un candidato a Sindaco e per una lista ad esso non collegata. Alle liste collegate al Sindaco eletto spetta il 60% dei seggi. Se una lista non collegata al Sindaco eletto prende più del 50% dei voti validi, ad essa viene attribuito il 60% dei seggi e alla lista collegata al Sindaco vincente viene assegnato il 40% dei seggi. Per i Comuni con pop. > 15.000 ab. vige lo stesso sistema previsto per le Regioni ordinarie salvo la presenza della soglia di sbarramento del 5% dei voti validi. Al fine della determinazione del quoziente elettorale circoscrizionale non si tiene conto dei voti riportati dalle liste non ammesse all'assegnazione dei seggi (art. 4 l.r. 35/1997). La l. r. n. 17 ha modificato le norme in materia di composizione del consiglio comunale ed ha reintrodotto il c.d. "effetto trascinamento", per cui il voto espresso per la lista si estende al candidato Sindaco, ma non viceversa. È ammesso il voto disgiunto e la possibilità di esprimere fino a due preferenze purché di diverso genere. Se vengono espresse dello stesso genere si annulla la seconda preferenza.

In Friuli Venezia Giulia (legge regionale n. 19/2013) si applica il sistema ad un turno unico per i Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti e il doppio turno per quelli con popolazione superiore. Per i Comuni con pop. fino a 15.000 ab. ogni candidatura a Sindaco può essere collegata a più liste di candidati per l’elezione del Consiglio comunale e non è ammesso il voto disgiunto né il turno di ballottaggio. Alle liste collegate al Sindaco eletto spetta il 60% dei seggi.

Ciascun elettore può, inoltre, esprimere uno o due voti di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale compresi nella lista votata. Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l'altra un candidato di genere femminile, pena la nullità della seconda preferenza. Per i Comuni con pop. fino a  3.000 ab. alle liste collegate con il candidato a Sindaco vincente spettano i 2/3 dei seggi. Negli altri comuni alla lista o al gruppo di liste collegate al candidato proclamato eletto Sindaco è attribuito il 60% dei seggi assegnati al Consiglio Comunale.

Per i Comuni con pop. > 15.000 ab. vige lo stesso sistema previsto per le Regioni ordinarie salvo l’assenza della soglia di sbarramento.

In Trentino Alto Adige nei Comuni con pop. fino a 3.000 ab. appartenenti alla Provincia di Trento si applica il sistema maggioritario ad un turno e alle liste collegate al Sindaco eletto spettano i 2/3 dei seggi. Il seggio del Sindaco è detratto da quello spettante alla lista collegata. L’elettore può esprimere fino a due voti di preferenza. Nei Comuni con pop. fino a 15.000 ab. appartenenti alla Provincia di Bolzano si vota con due schede distinte. Nella scheda per l’elezione del Sindaco occorre scrivere il nome del candidato scelto nell’apposito spazio. I candidati a Sindaco sono tutti i candidati a consigliere che non abbiano espressamente rinunciato a concorrere anche alla carica di Sindaco.

Il seggio del Sindaco eletto è detratto da quelli spettanti alla lista collegata. L’attribuzione dei seggi alle liste (o gruppi di liste) si effettua con il metodo del quoziente naturale e dei più alti resti. A tale fine è consentito anche il collegamento di più liste tra di loro. L’elettore può esprimere fino a quattro voti di preferenza.

Nei Comuni con pop. > 3.000 ab. appartenenti alla Provincia di Trento e con pop. > 15.000 ab. appartenenti alla Provincia di Bolzano si applica il sistema maggioritario a doppio turno. Tuttavia solo nella Provincia di Trento viene applicato il premio di maggioranza del 60% alle liste collegate con il Sindaco eletto. Nella Provincia di Bolzano l’attribuzione dei seggi alle liste (o gruppi di liste) si effettua con il metodo del quoziente naturale e dei più alti resti. Per entrambe le Provincie il seggio del Sindaco eletto è detratto da quelli spettanti alla lista collegata. Non esiste soglia di sbarramento. Nei Comuni appartenenti alla Provincia di Bolzano l’elettore può esprimere fino a quattro voti di preferenza, mentre nei comuni appartenenti alla Provincia di Trento l’elettore può esprimere fino a due voti di preferenza. Sia nei Comuni appartenenti alla Provincia di BZ, sia in quelli appartenenti alla Provincia di TN non è ammesso il voto disgiunto (abolito dalla legge regionale n. 7 del 2004).

In Valle D’Aosta si applica il sistema ad un turno unico per i Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti e il doppio turno per quelli con popolazione superiore e, oltre al Sindaco, si elegge il Vicesindaco. Per i Comuni con pop. fino a 15.000 ab. ogni candidatura a Sindaco e Vicesindaco può essere collegata ad una sola lista di candidati per l’elezione del Consiglio comunale e non è ammesso il voto disgiunto. Alle liste collegate al Sindaco eletto spettano i 2/3 dei seggi e vi è una soglia di sbarramento del 5% dei voti validi. Per i Comuni con pop. > 15.000 ab. si applica il sistema maggioritario a doppio turno per Sindaco e Vicesindaco con premio di maggioranza del 60% dei seggi ed è ammesso il voto disgiunto. L’elettore può esprimere fino a tre preferenze purché non siano dello stesso sesso pena annullamento della scheda. Non è presente la soglia di sbarramento.

 

 

SISTEMA ELETTORALE COMUNALE REGIONI A STATUTO ORDINARIO E SARDEGNA

COMUNI CON POPOLAZIONE FINO A 15.000 ABITANTI

COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 15.000 ABITANTI

1) SCHEDA ELETTORALE: unica in cui troviamo i nomi dei candidati a Sindaco con accanto a ciascuno il contrassegno della lista da cui vengono appoggiati (obbligo di collegamento dei candidati sindaci a una lista per il consiglio). Per scegliere il candidato alla carica di Sindaco sarà sufficiente tracciare un segno sul simbolo della lista che lo sostiene. È consentito esprimere una preferenza, scrivendo nell’apposito spazio il cognome del candidato alla carica di Consigliere, appartenente alla lista collegata al Sindaco votato. Per i Comuni con pop. >5.000 abitanti è prevista la facoltà di esprimere fino a 2 preferenze, purché di diverso genere.

Non è ammesso il cd. voto disgiunto e  ciascun candidato Sindaco può collegarsi con una sola lista.

1) SCHEDA ELETTORALE: unica in cui troviamo i nomi dei candidati a Sindaco con accanto a ciascuno il contrassegno delle liste (possono essere più di una) da cui vengono appoggiati (obbligo di collegamento dei candidati sindaci a una o più liste per il consiglio). Il cittadino può esprimere il proprio voto in tre diversi modi:
- ponendo un segno solo sul simbolo della lista votando e automaticamente anche per il Sindaco da essa sostenuto;
- ponendo un segno sul simbolo di una lista (con facoltà di esprimere fino a 2 preferenze, purché espresse per diverso genere) diversa da quella appartenente al candidato Sindaco prescelto. Quindi con voto disgiunto;
- ponendo un segno solo sul nome del Sindaco, votando solo per il Sindaco e non per la lista o le liste collegate.

2) COME VIENE ELETTO IL SINDACO: si applica il sistema elettorale maggioritario (plurality) a turno unico: è eletto Sindaco il candidato che ottiene la maggioranza relativa dei voti al 1° turno. In caso di parità tra i primi due si tiene un 2° turno fra gli stessi. Se dovesse sussistere tale parità viene eletto Sindaco il più anziano d’età.

2) COME VIENE ELETTO IL SINDACO:  si applica il sistema elettorale maggioritario (majority) a doppio turno: è eletto Sindaco il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti al 1° turno. Se nessun candidato ottiene tale quorum si tiene un 2° turno di ballottaggio tra i primi due (cd. ballottaggio chiuso).

Possono presentarsi le seguenti ipotesi:

a) Sindaco eletto al 1° turno e maggioranza collegata che ha raggiunto il 40% dei voti validi (scatta il premio di maggioranza del 60%);

b) Sindaco eletto al 1° turno ma la lista/e collegate non raggiungono almeno il 40% dei voti validi (non scatta il premio di maggioranza e la ripartizione dei seggi avviene con metodo proporzionale);

c) Sindaco eletto al 1° turno ma una lista/e a lui avverse raggiungono il 50% dei voti (non scatta il premio di maggioranza e il Sindaco si trova in minoranza al Consiglio Comunale);

d) Sindaco eletto al 2° turno e nessuna lista/e raggiunge al 1° turno il 50% dei voti (scatta il premio di maggioranza del 60%);

e) Sindaco eletto al 2° turno ma al 1° turno una lista/e a lui avverse raggiungono il 50% dei voti (non scatta il premio di maggioranza e il Sindaco si trova in minoranza al Consiglio Comunale).

3) COME VIENE ELETTO IL CONSIGLIO COMUNALE: spetta un premio di maggioranza di 2/3 alla lista collegata al candidato Sindaco a prescindere dalla percentuale di voti ottenuti dal medesimo. Il rimanente 1/3 viene ripartito tra le minoranze col D’Hondt. Saranno dichiarati eletti i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze, a prescindere dalla loro posizione in lista che sarà considerata solo nel caso in cui due candidati ottengano il medesimo numero di preferenze.

3) COME VIENE ELETTO IL CONSIGLIO COMUNALE: spetta un premio di maggioranza di 3/5 alla lista/e collegata/e solo in presenza di determinate ipotesi (si rimanda al punto 2). I rimanenti 2/5 vengono assegnati alle minoranze col D’Hondt. Saranno dichiarati eletti i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze, a prescindere dalla loro posizione in lista che sarà considerata solo nel caso in cui due candidati ottengano il medesimo numero di preferenze.

4) CANDIDATURA ALLA CARICA DI SINDACO E LISTA DEI CANDIDATI ALLA CARICA DI CONSIGLIERE COMUNALE: il candidato Sindaco può collegarsi con una sola lista che deve comprendere un numero di candidati non superiore al numero dei consiglieri da eleggere (si veda L. n. 42/2010) e non inferiore ai tre quarti, e cioè:

 

- almeno 7 e non più di 9, nei Comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti;

- almeno 9 e non più di 12, nei Comuni con popolazione da 3001 a 10.000 abitanti;

- almeno 12 e non più di 16, nei Comuni con popolazione

da 10.001 a 15.000 abitanti (art. 37, comma 1, ed art. 71, comma 3 del d. lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni).

4) CANDIDATURA ALLA CARICA DI SINDACO E LISTA DEI CANDIDATI ALLA CARICA DI CONSIGLIERE COMUNALE: ciascun candidato alla carica di Sindaco deve dichiarare, all'atto della presentazione della candidatura, il collegamento con una o più liste presentate per l'elezione del consiglio comunale. Ogni lista deve comprendere un numero di candidati non superiore al numero dei consiglieri da eleggere (si veda L. n. 42/2010) e non inferiore ai due terzi (art. 73 comma 1, ed art. 37, comma 1, del d. lgs. 18 agosto 2000, n. 267). Quindi il numero dei candidati da comprendere in ciascuna lista sarà:

 

- da 11 a 16, nei Comuni con popolazione da 15.001 a 30.000 abitanti.

- da 16 a 24, nei Comuni con popolazione da 30.001 a 100.000 abitanti e che non siano capoluoghi di provincia;

- da 21 a 32, nei Comuni con popolazione da 100.001 a 250.000 abitanti, o che, pur avendo popolazione inferiore a 100.000 abitanti, siano capoluoghi di provincia;

- da 24 a 36, nei Comuni con popolazione da 250.001 a 500.000 abitanti;

- da 27 a 40, nei Comuni con popolazione da 500.001 abitanti ad un milione di abitanti;

-  da 32 a 48, nei Comuni con più di un milione di abitanti

 

5) DICHIARAZIONE DI PRESENTAZIONE DELLA LISTA: nessuna sottoscrizione è richiesta per la dichiarazione di presentazione delle liste nei Comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti.

5) DICHIARAZIONE DI PRESENTAZIONE DELLA LISTA/E: al 1° turno il candidato Sindaco può collegarsi con più liste (in tal caso devono presentare e firmare lo stesso programma). La dichiarazione di presentazione delle liste di candidati al consiglio e delle collegate candidature a Sindaco deve essere sottoscritta da:

-           non meno di 1000 e da non più di 1500 elettori, nei Comuni con popolazione superiore ad un milione di abitanti;

-           non meno di 500 e da non più di 1000 elettori, nei Comuni con popolazione compresa tra 500.001 ed un milione di abitanti;

-           non meno di 350 e da non più di 700 elettori, nei Comuni con popolazione compresa tra 100.001 e 500.000 abitanti;

-           non meno di 200 e da non più di 400 elettori, nei Comuni con popolazione compresa tra 40.001 e 100.000 abitanti;

-           non meno di 175 e da non più di 350 elettori, nei Comuni con popolazione compresa tra 20.001 e 40.000 abitanti;

-           non meno di 100 e da non più di 200 elettori, nei Comuni con popolazione compresa tra 10.001 e 20.000 abitanti;

-           non meno di 60 e da non più di 120 elettori, nei Comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti;

-           non meno di 30 e da non più di 60 elettori, nei Comuni con popolazione compresa tra 2.001 e 5.000 abitanti;

-           non meno di 25 e da non più di 50 elettori, nei Comuni con popolazione compresa tra 1000 e 2.000 abitanti.

 

Dichiarazione da parte del candidato alla carica di sindaco di collegamento con la lista o con le liste presentate per l'elezione del Consiglio Comunale.

Tale dichiarazione ha efficacia solo se convergente con analoga dichiarazione presentata dai delegati delle liste interessate.

Sottoscrizione da parte dei presentatori.

La dichiarazione deve essere firmata dagli elettori presentatori.

Il candidato Sindaco al 2° turno può collegarsi con ulteriori liste rispetto a quelle con cui è stato fatto il collegamento al 1° turno (apparentamento).

 

 

 


[1]Nei seguenti casi non scatta il premio di maggioranza e la ripartizione avviene con criterio proporzionale in base ai voti ottenuti dalle varie liste:

a) Sindaco eletto al 1° turno ma la lista/e collegate non raggiungono almeno il 40% dei voti (non scatta il premio di maggioranza e la ripartizione dei seggi avviene con metodo proporzionale);

b) Sindaco eletto al 1° turno ma una lista/e a lui avverse raggiungono il 50% dei voti (non scatta il premio di maggioranza e il Sindaco si trova in minoranza al Consiglio Comunale);

c) Sindaco eletto al 2° turno ma al 1° turno una lista/e a lui avverse raggiungono il 50% dei voti (non scatta il premio di maggioranza e il Sindaco si trova in minoranza al Consiglio Comunale).

Ultimo aggiornamento (Venerdì 07 Luglio 2017 00:20)