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Elezione del Presidente della Repubblica

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Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.

In base all’art. 84 Cost. può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d'età e goda dei diritti civili e politici.

In base all’art. 83 Cost. il Presidente della Repubblica deve essere eletto dal parlamento in seduta comune (630 deputati, 321 senatori inclusi gli attuali 6 senatori a vita) a cui si aggiungono 3 delegati per ogni regione (salvo la Valle d’Aosta che ha un solo rappresentante).

Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni. La Costituzione nulla stabilisce su un possibile rinnovo o meno.

Sempre secondo l’art. 83 della Costituzione nei primi 3 scrutini è necessaria la maggioranza qualificata dei 2/3 (almeno 673 voti): all’inizio c’è una soglia molto alta, la maggioranza dei due terzi dell’assemblea. Dalla quarta votazione in poi, però, il quorum si abbassa ed è sufficiente la maggioranza assoluta, 505 voti.

Dal 1949 a oggi solo 2 presidenti (Cossiga nel 1985 e Ciampi nel 1999) sono stati eletti entro le prime 3 votazioni. Quattro invece sono stati eletti al quarto scrutinio (Einaudi nel 1949, Gronchi nel 1955,  Napolitano nel 2013 e Mattarella nel 2015).

L’elezione più complicata in assoluto fu quella di Giovanni Leone nel 1971, per cui furono necessarie ben 23 votazioni.

Ad oggi, il Presidente della Repubblica eletto con il più ampio consenso è stato Sandro Pertini, con 832 voti sui 995 presenti e votanti (83,6%). Seguono Giovanni Gronchi (79%) e Francesco Cossiga (76,8%). Sergio Mattarella invece è stato eletto con il 66,8% dei voti, settimo per percentuale di consenso. Quattro sono stati i Presidenti della Repubblica eletti con meno del 60% dei consensi. Si tratta di Luigi Einaudi (59,4%), Giorgio Napolitano nel 2006 (54,3%), Antonio Segni (52,6%) e Giovanni Leone (52%).

Data l’attuale composizione del Parlamento e in base alle proiezioni Openpolis sull’appartenenza politica dei delegati regionali, la forza più rappresentata durante le votazioni per l’elezione del capo dello Stato sarà il Movimento 5 stelle con 236 esponenti. Seguono la Lega (212), il Partito Democratico (152), Forza Italia (136), gruppo misto (116) e Fratelli d’Italia (63). Dati questi numeri né il centrodestra né il centrosinistra nelle loro attuali composizioni avrebbero la forza per eleggere da sole il prossimo capo dello Stato. Pertanto, accordi trasversali saranno inevitabili. Tuttavia, è da considerare la possibilità di assenza di alcuni componenti per la questione coronavirus.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 24 Gennaio 2022 10:54)