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Metodo D'Hondt

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LESSICO POLITICO-ELETTORALE

Nel 1878 in seguito ad un libro del Professore di Diritto Civile e Fiscale dell’Università di Gand, Victor d’Hondt, si svilupperà la scuola proporzionalista belga che prenderà le distanze dal metodo Hare e si baserà anch’essa sul principio delle liste concorrenti. Con D’Hondt fu introdotta la formula matematica basata sull’assegnazione dei seggi mediante il metodo del comune divisore che verrà spiegato in seguito. Secondo Teixeira de Mattos l’invenzione del metodo del comune divisore spetta ai tedeschi Burnitz e a Varrentrapp i quali nel 1863 lo proposero per l’elezione dell’Assemblea legislativa di Francoforte[1]. La loro proposta però non fu accolta.

Nell’agosto del 1885 ci fu una conferenza internazionale, organizzata dall’Association Réformiste pour l’adoption de la représentation proportionnelle di cui D’Hondt fu uno dei fondatori nel 1881. In tale conferenza furono stabiliti essenzialmente due princìpi: 1) il sistema maggioritario era fortemente non rappresentativo e causava corruzione; 2) il metodo migliore per l’assegnazione dei seggi era il D’Hondt. Da sottolineare che tale conferenza mancarono i rappresentanti inglesi della British proportional representation Society sostenitori del metodo Hare.

Gallagher sostenne che in realtà il metodo del divisore fu inventato da Thomas Jefferson (Presidente degli Stati Uniti dal 1801 al 1809 e autore della dichiarazione di indipendenza) che lo fece introdurre negli USA per l’allocazione dei seggi spettanti agli Stati membri al Congresso fra il 1790 e il 1830[2]. È molto probabile che D’Hondt non fosse a conoscenza del metodo di Jefferson. Ad ogni modo i metodi D’Hondt e Jefferson sono sostanzialmente identici.

Le proprietà assiomatiche del metodo D'Hondt sono state studiate e hanno dimostrato che il metodo D'Hondt è l'unico metodo coerente, monotonico, stabile ed equilibrato che favorisce la formazione di coalizioni tra partiti[3]. Un metodo è coerente se tratta allo stesso modo i partiti che hanno ottenuto lo stesso numero di voti. Per monotonicità, il numero di seggi forniti a qualsiasi stato o partito non diminuirà se dei seggi alla Camera aumentano. Un metodo è stabile se due partiti fusi in una sola lista non guadagnano né perdono più di un seggio. Con il metodo D'Hondt, qualsiasi alleanza non può perdere il seggio. Altro aspetto importante che accomuna tutti i metodi del divisore è che essi, pur non eliminando i resti, eliminano la necessità di ricorrere ad essi. Ciò per il fatto che escludono la possibilità che rimangano dei seggi non assegnati.

Il metodo D’Hondt consiste nel dividere i voti ottenuti dai partiti per 1, 2, 3, …. n (dove n è il numero dei seggi da assegnare).

Supponiamo di avere una circoscrizione che assegna 5 seggi:

Partiti

Cifra elettorale / 1

Cifra elettorale / 2

Cifra elettorale / 3

Cifra elettorale / 4

Cifra elettorale / 5

A

1.300 (1)

650 (3)

433,3 (5)

325

260

B

780 (2)

390

260

195

156

C

320

160

106,6

80

64

D

100

50

33,3

25

20

E

500 (4)

250

166,6

125

100

 

Una volta divise le cifre elettorali dei partiti, si prendono i quozienti (chiamati anche medie) ottenuti e si ordinano in senso decrescente fino al quinto che rappresenta il divisore comune. In seguito si dividono le cifre elettorali di ciascun partito per il divisore comune come segue:

divisore comune = 433,3

A 1.300 / 433,3 = 3

B 780 / 433,3 = 1

C 320 / 433,3 = 0

D 100 / 433,3 = 0

E 500 / 433,3 = 1

Metodo D’Hondt

Partiti

Seggi totali

A

3

B

1

C

0

D

0

E

1


Il metodo D’Hondt è il più diffuso al mondo tra le formule proporzionali. È applicato soprattutto nell’Europa continentale e in America latina. In Europa è adottato ad esempio in Albania, Austria (allocazione complessiva dei seggi), Belgio[4], Bulgaria, Croazia, Danimarca (assegnazione seggi a livello regionale), Finlandia, Islanda, Macedonia, Moldova, Montenegro, Paesi Bassi (Camera dei Rappresentanti), Principato di Monaco (applicato nella parte proporzionale), Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, San Marino, Serbia, Slovenia (assegnazione seggi a livello nazionale), Spagna (per il Congresso dei Deputati) e Turchia. In Italia era applicato al Senato (periodo 1994-2001) per l’assegnazione del 25% dei seggi, mentre in Germania è stato adottato dal 1949 al 1985. In America latina è applicato in Argentina, Brasile (Camera dei Deputati), Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Nicaragua, Paraguay e Repubblica Dominicana (Camera dei Deputati), Uruguay. In Estonia viene applicato, per l’assegnazione dei mandati compensativi, una versione rettificata del metodo D’Hondt[5].

In Medio Oriente è applicato in Israele e Libano, in Oceania nelle Isole Figi. In Asia in Giappone (applicato nella parte proporzionale). In Africa viene applicato in Angola, Burundi, Capo Verde e Mozambico.

 


[1]V. Teixeira de Mattos, La rappresentanza proporzionale in teoria e in pratica, Torino, 1910, p. 197.

[2]M. Gallagher, Proportionality, “Disproportionality and Electoral Systems”, in Electoral Studies, 10, 1991, p. 35.

[3]M. L.Balinski,- H. P. Young, (1978). "The Jefferson method of Apportionment", in SIAM Review 20, 2, 1978, pp. 278-84.

 

[4]Storicamente è stato il primo paese al mondo ad aver applicato il sistema proporzionale di lista, a partire dal 1899.

[5]In questa versione i divisori sono 1, 2,9, 3,9 …n.

Ultimo aggiornamento (Sabato 22 Maggio 2021 22:40)