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Sistema elettorale Regione Emilia Romagna

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SISTEMI ELETTORALI - ITALIA

Il Consiglio regionale dell’Emilia Romagna ha deliberato nel 2014 un sistema elettorale di tipo misto  proporzionale a premio di maggioranza variabile (l. r. n. 21 del 23 luglio 2014 modificata dalla l. r. n. 23 del 6 novembre 2019), con l’attribuzione dell’80% dei seggi con metodo proporzionale (su base circoscrizionale) e del 20% con metodo maggioritario (su un unico collegio regionale). 
L’Assemblea è formata da 50 consiglieri, compresi il Presidente della Giunta regionale e il candidato alla carica di Presidente della Giunta arrivato secondo. È stabilito il limite di due mandati consecutivi per il Presidente della Giunta.

Riguardo la struttura della votazione, ogni elettore può votare solo per un candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale, votare sia per il candidato Presidente sia per una delle liste collegate, votare per il candidato Presidente e per una lista non collegata (cd. voto disgiunto), oppure votare a favore solo di una lista ed in questo caso il voto si estende anche al candidato/a Presidente collegato/a. L’elettore ha la possibilità di esprimere fino a due preferenze all’interno della lista prescelta, purché per candidati di diverso sesso (la c.d. “doppia preferenza di genere”).

Riguardo alle circoscrizioni, la ripartizione dei seggi è effettuata dividendo il numero degli abitanti della regione per i 40 seggi e assegnando i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

In ogni circoscrizione, le liste provinciali devono comprendere un numero di candidate e candidati non inferiore al numero di seggi assegnati e non superiore allo stesso numero aumentato di un quarto, con arrotondamento all’unità superiore se il decimale è pari o superiore a 5. Non sono ammesse le liste che non rispettano la parità di genere: nelle liste circoscrizionali provinciali devono quindi essere rappresentati candidati di entrambi i generi in modo paritario, con lo scarto massimo di una unità in caso di numero dispari.

Sono ammesse solo le liste presenti con il medesimo contrassegno in almeno cinque circoscrizioni provinciali. Ogni lista provinciale deve essere sottoscritta da un numero di elettori che varia a seconda della popolazione della circoscrizione. Nessun elettore può sottoscrivere più di una lista di candidati. I candidati possono presentarsi fino ad un massimo di tre circoscrizioni, purché sotto lo stesso simbolo.

In merito all’attribuzione dei seggi alle liste l’ufficio elettorale circoscrizionale procede alla somma dei voti validi ottenuti da ciascuna candidata o candidato alla carica di Presidente nella circoscrizione e stabilisce la cifra elettorale di ciascuna lista circoscrizionale. Ossia quanti voti ha complessivamente ottenuto in tutta la provincia ogni singola lista. L’ufficio elettorale regionale stabilisce le liste ammesse al riparto dei seggi. Come già previsto, le liste che non raggiungono il 3% dei voti validi non partecipano al riparto dei seggi, a meno che non siano collegate a un candidato Presidente che abbia ottenuto almeno il 5% dei voti. Dopodiché l’ufficio elettorale circoscrizionale stabilisce il quoziente elettorale della circoscrizione mediante questo calcolo: somma dei voti validi ottenuti dalle liste ammesse all’assegnazione dei seggi diviso il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione +1 (metodo Hagenbach Bischoff). Attribuisce ad ogni singola lista tanti seggi quante volte il quoziente elettorale è contenuto nei voti di ciascuna lista; determina la somma dei resti di ogni lista e quanti sono i seggi non assegnati; determina la cifra individuale di ogni candidata e candidato (totale dei voti di preferenza) e la graduatoria dei candidati di ciascuna lista; comunica all’Ufficio centrale regionale con estratto del verbale tutte le informazioni relative ai punti precedenti. L’attribuzione dei seggi residui da parte dell’Ufficio centrale regionale avviene con queste procedure:

verifica quanti sono i seggi che devono essere assegnati in sede di collegio unico; somma i voti residui (resti) riportati da ciascun gruppo di liste; divide il totale dei voti residui per il numero dei seggi ancora da assegnare e ottiene così il quoziente elettorale regionale; divide il totale dei resti di ogni singolo gruppo di liste aventi lo stesso contrassegno per il quoziente, assegna i relativi seggi e recupera poi con i maggiori resti, per attribuire, fino ad esaurimento, tutti i seggi ai vari raggruppamenti. Dopo di che compie un’ulteriore operazione, perché a questo punto si sa a quale raggruppamenti di liste vanno attribuiti i seggi, ma non si sa dove, cioè a quale lista di quale circoscrizione provinciale. Si procede allora ad una ulteriore verifica per stabilire, per ogni gruppo di liste aventi il medesimo contrassegno, la percentuale dei voti residui ottenuta in ogni singola circoscrizione (voti residui moltiplicati per 100 diviso quoziente circoscrizionale); si redige la relativa graduatoria e i seggi vengono assegnati secondo l’ordine della graduatoria stessa.

In merito all’assegnazione dei seggi nella parte maggioritaria, l’Ufficio centrale regionale procede al riparto dei seggi della quota maggioritaria (10 seggi). Il sistema elettorale prevede un premio di maggioranza variabile a garanzia della governabilità: i 9 seggi (incluso quello per il Presidente della Giunta regionale) sono assegnati alla coalizione vincente qualora questa non raggiunga il 50% dei seggi (ossia 25 su 50) nel riparto proporzionale (in cui sono assegnati 40 seggi in circoscrizioni provinciali); in caso contrario, se la coalizione raggiunge o supera il 50% dei seggi, ottiene un premio di 4 seggi. In ogni caso, alla coalizione vincente saranno assegnati almeno 27 seggi, anche attraverso una riduzione del numero dei seggi attribuiti alle opposizioni, quando questa cifra non sia raggiunta neppure con il premio di maggioranza (invece nella “Tatarella” questa fattispecie prevedeva l’aumento dei seggi consiliari).