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Sistemi elettorali elezione Parlamento Europeo 2019

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Elezioni per il Parlamento europeo

Il Parlamento europeo inizialmente era composto da deputati designati dai Parlamenti nazionali dei 6 Stati fondatori, tuttavia i trattati costitutivi ne avevano previsto l'elezione a suffragio universale diretto. Il Consiglio ha dato attuazione a tale disposizione con l'Atto del 20 settembre 1976. Nel 1979 ci sono state le prime elezioni dirette.

Nel 1992 il trattato di Maastricht aveva stabilito che le elezioni dovessero svolgersi secondo una procedura uniforme adottata all'unanimità dal Consiglio sulla base di una proposta elaborata dal Parlamento. Tuttavia, non essendo il Consiglio riuscito a raggiungere un accordo, il trattato di Amsterdam ha introdotto la possibilità di adottare princìpi comuni.

Il Consiglio Europeo nel 2002 con una decisione approvata dal Parlamento Europeo, ha stabilito dei princìpi comuni a cui devono ispirarsi i paesi membri UE nell’elezione dei parlamentari europei, ossia che devono adottare sistemi elettorali proporzionali (con possibilità di scelta tra quelli di voto alla lista e il voto singolo trasferibile), prevedere l’elettorato attivo e passivo per i cittadini dell’UE residenti nei paesi membri di cui non hanno la nazionalità e stabilire che la carica di parlamentare europeo è incompatibile con qualsiasi altra.

Gli Stati membri possono decidere se applicare una soglia di sbarramento, purché questa non sia superiore al 5% su base nazionale e possono dividere il territorio nazionale in diverse circoscrizioni per l’allocazione dei seggi, purché non sia inficiata la proporzionalità del sistema di voto. Sulla base di questi principi generali il sistema elettorale nei 28 paesi membri è divenuto più omogeneo, tuttavia la discrezionalità è ancora molto ampia. Oltre al numero di circoscrizioni e all’eventuale soglia di sbarramento, gli Stati sono infatti lasciati liberi di decidere l’età dell’elettorato attivo e di quello passivo, la formula elettorale (ossia il meccanismo di traduzione dei voti in seggi), il metodo di elezione dei singoli deputati nonché l’eventuale presenza di sanzioni per coloro che si astengono.

Per effetto del referendum del 2016, i cittadini del Regno Unito di Gran Bretagna hanno sancito a maggioranza la fuoriuscita dall’Unione Europea anche se dal punto di vista giuridico la procedura si dovrebbe concludere a novembre del 2019. Dei 73 parlamentari spettanti alla Gran Bretagna solo 27 verranno assegnati ad alcuni paesi membri: Francia e Spagna avranno 5 seggi in più, Italia e Paesi Bassi ne avranno 3 in più, Irlanda 2 in più e Austria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Polonia, Romania, Slovacchia e Svezia ne avranno 1 in più. Quindi, come nelle precedenti elezioni del 2014 i deputati da eleggere saranno 751 che si ridurranno a 705 con la fuoriuscita della Gran Bretagna. Questo sarà un aspetto fondamentale da tenere presente per gli equilibri della maggioranza parlamentare che dovrà costituirsi.

Riguardo alle caratteristiche dei sistemi elettorali, ci si dovrebbe attendere effetti meno proporzionali in Polonia e Irlanda che hanno una grandezza media circoscrizionale inferiore agli altri Stati membri. In Polonia è addirittura prevista una soglia di sbarramento del 5% a livello nazionale. Mentre il sistema elettorale della Germania dovrebbe espletare gli effetti più prossimi alla proporzionalità perfetta avendo la magnitudo più alta (96) in assenza di soglia di sbarramento.

 

SISTEMI ELETTORALI PER L’ELEZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO NEI 28 PAESI MEMBRI

Paese

Totale seggi

N. circoscrizioni

Grandezza media circoscrizioni

Formula elettorale

Soglia legale

Struttura della votazione

Obbligatorietà del voto

Elettorato attivo e passivo

Austria

18

1

18

D’Hondt

4%

1 preferenza

No

Attivo: 16 anni; passivo: 18 anni

Belgio

21

3

7

D’Hondt

No

Preferenze da 1 ad N candidati

Si (previsto pagamento di una multa fino a 137€)

Attivo: 18 anni; passivo: 21 anni

Bulgaria

17

1

17

Hare-Niemeyer[1]

No

1 preferenza

Si

Attivo: 18 anni; passivo: 21 anni

Cipro

6

1

6

Quoziente naturale (Hare) e più alti resti

1,8%

Preferenze variabili da 1 a 2

Si, ma non sono applicate sanzioni

Attivo: 18 anni; passivo: 21 anni

Croazia

11

1

12

D’Hondt

5%

1 preferenza

No

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

Danimarca

13

1

13

D’Hondt

No

1 preferenza

No

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

Estonia

6

1

6

D’Hondt

No

Lista bloccata

No

Attivo: 18 anni; passivo: 21 anni

Finlandia

13

1

13

D’Hondt

No

1 preferenza

No

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

Francia

74

1

79

D’Hondt

5%[2]

Lista bloccata

No

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

Germania

96

1

96

Sainte Laguë

No

Lista bloccata

No

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

Grecia

21

1

21

Hagenbach Bischoff

3%

Preferenze

Si, ma non sono previste sanzioni

Attivo: 17 anni; passivo: 25 anni

Irlanda

11

3

3,67

Voto singolo trasferibile

No

Preferenze

No

Attivo: 18 anni; passivo: 21 anni

Italia

73

5

73

Quoziente naturale (Hare) e più alti resti

4%

Preferenze variabili da 1 a 3*

No

Attivo: 18 anni; passivo: 25 anni

Lettonia

8

1

9

Sainte Laguë

5%

1 preferenza**

No

Attivo: 18 anni; passivo: 21 anni

Lituania

11

1

11

Hagenbach Bischoff

5%

5 preferenze

No

Attivo: 18 anni; passivo: 21 anni

Lussemburgo

6

1

6

Hagenbach Bischoff

No

6 preferenze***

Si. È previsto il pagamento di un’ammenda che aumenta in caso di recidiva. Sono esclusi dalle sanzioni coloro che si trovano in un comune diverso da quello in cui avrebbero dovuto votare e coloro che hanno compiuto 75 anni.

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

Malta

6

1

6

Voto singolo trasferibile

No

Preferenze

No

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

Paesi Bassi

26

1

26

D’Hondt

No

1 preferenza

No

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

Polonia

51

13

3,92

D’Hondt

5%

1 preferenza

No

Attivo: 18 anni; passivo: 21 anni

Portogallo

21

1

21

D’Hondt

No

Lista bloccata

No

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

Regno Unito

73

12

6,08

D’Hondt****

No

Lista bloccata (tranne Irlanda del Nord)

No

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

Repubblica Ceca

21

1

21

D’Hondt

5%

2 preferenze

No

Attivo: 18 anni; passivo: 21 anni

Romania

32

1

31

D’Hondt

5%

Lista bloccata

No

Attivo: 18 anni; passivo: 23 anni

Slovacchia

13

1

13

Hagenbach Bischoff

5%

2 preferenze

No

Attivo: 18 anni; passivo: 21 anni

Slovenia

8

1

8

D’Hondt

No

1 preferenza

No

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

Spagna

54

1

54

D’Hondt

No

Lista bloccata

No

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

Svezia

20

1

20

Sainte Laguë

4%

Possibilità di aggiungere o rimuovere i nomi di una lista

No

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

Ungheria

21

1

21

D’Hondt

5%

Lista bloccata

No

Attivo: 18 anni; passivo: 18 anni

*l’elettore può esprimere fino a 3 preferenze nella circoscrizione n. 1, mentre nelle circoscrizioni n. 2, 3 e 4 può esprimere fino a 2 preferenze, mentre nella circoscrizione n. 5 può esprimere 1 sola preferenza.

**In Lettonia è ammesso anche il cd. “voto negativo”, ossia la possibilità di cancellare i candidati non graditi.

***l’elettore può votare anche per  candidati di liste diverse e può cumulare fino a 2 voti su un medesimo candidato.

****In Irlanda del Nord si applica il voto singolo trasferibile.

Da notare che in alcuni paesi in cui è consentito il voto di preferenza, vi sono delle soglie che in candidati devono raggiungere per mutare l’ordine di classificazione. Ad esempio in Austria un candidato deve ottenere un numero di preferenze pari al 7% dei voti del suo partito per poter superare in graduatoria gli altri candidati. Nella Repubblica Ceca e Svezia la soglia è del 5%, nei Paesi Bassi, Bulgaria e Croazia del 10%, mentre in Slovacchia è del 15%.

NB: nei paesi membri di Malta, Repubblica Ceca e Slovacchia non sono ammessi a votare i cittadini residenti all’estero.

 

Fonti consultate: http://cise.luiss.it/, http://www.cortecostituzionale.it/documenti/convegni_seminari/CC_SS_Formule_elettorali_03032011.pdf, http://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do;jsessionid=?cidTexte=JORFTEXT000028792529&dateTexte=&oldAction=dernierJO&categorieLien=id,   http://www.europarl.europa.eu/ftu/pdf/en/FTU_1.3.4.pdf , http://epthinktank.eu/2013/11/14/2014-european-elections-national-rules-2/ , http://www.europarl.europa.eu/eplibrary/InfoGraphic-2014-European-elections-national-rules.pdf, http://europedecides.eu/2014/02/moving-the-goalposts-what-will-be-the-impact-of-electoral-rule-changes/,  https://www.cesifo-group.de/ifoHome/facts/DICE/Other-Topics/Miscellaneous/European-Union-Legislation/european-parliament-elections/fileBinary/european-parliament-elections.pdf, http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/ATAG/2018/623556/EPRS_ATA(2018)623556_EN.pdf , http://www.europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/21/il-parlamento-europeo-modalita-di-elezione, https://en.wikipedia.org/wiki/2019_European_Parliament_election_in_France

 

https://cise.luiss.it/cise/2019/05/22/leuropa-al-voto-ma-con-quali-regole/

 


[1] S. Soare, Bulgaria: sostenere o non sostenere il governo in carica, questo è il dilemma, in http://cise.luiss.it/cise/wp-content/uploads/2014/07/DCISE6_193-200.pdf

[2] Per ottenere i rimborsi elettorali è sufficiente che una lista raggiunga il 3% dei voti validi.