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Analisi elezioni regionali Basilicata 2019

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NEWS

Domenica 24 marzo 307.188 cittadini lucani si sono recati alle urne (con un’affluenza pari al 53,52% su 573.970  elettori) per l’elezione del Presidente della Giunta regionale e dei consiglieri regionali.

Sia il Presidente della Regione sia i componenti del Consiglio regionale (20 più il Presidente) sono eletti a suffragio universale. Entrano di diritto nel consiglio regionale il Presidente della Giunta ed il candidato presidente arrivato secondo.

Diventa Presidente il candidato che ottiene la maggioranza dei voti validi a livello regionale. Questi deve essere collegato ad una lista o ad una coalizione in corsa per il Consiglio regionale.

La principale novità riguarda l’abolizione del listino regionale, in cui entravano candidati nominati dai vertici dei partiti collegati al candidato Presidente. Alla lista (o alla coalizione) del presidente eletto viene attribuita una maggioranza in base alla percentuale dei voti raggiunta: fino al 30 per cento dei voti, sono attribuiti 10 seggi più il Presidente; dal 30 al 40 per cento, 11 seggi più il Presidente; oltre il 40 per cento 12 più il Presidente.

Gli elettori dispongono di una sola scheda nella quale hanno 3 opzioni: 1) votare il solo candidato Presidente, 2) votare una singola lista all’interno di una circoscrizione e in tal caso il voto si estende anche la Presidente, 3) votare sia per il Presidente sia per una lista a lui collegata essendo vietato il voto disgiunto (si tratta di una novità rispetto alle elezioni del 2013). L’elettore ha la facoltà di esprimere fino a due preferenze purché di diverso genere (si tratta di una novità rispetto alle elezioni del 2014). Nel caso vengano espresse dello stesso genere si annulla la seconda.

L’elezione del Consiglio regionale, invece, prevede una competizione tra liste, presentate all’interno delle due circoscrizioni elettorali, coincidenti con le due province della Regione.

La circoscrizione di Matera elegge tredici consiglieri, mentre quella di Potenza sette. I seggi sono assegnati con il sistema proporzionale: in sede provinciale con la formula del quoziente corretto +1 (metodo Hagenbach-Bischoff) e recupero dei seggi residui nel collegio unico regionale (liste provinciali) col metodo del quoziente naturale e più alti resti.

È previsto uno sbarramento del 3% per le liste non coalizzate.

Sono ammesse all’assegnazione dei seggi le liste circoscrizionali o gruppi di liste circoscrizionali appartenenti a coalizioni che abbiano ottenuto, nell’intera Regione, almeno l’8% dei voti validi. Se la coalizione prende meno dell’8%, la singola lista deve raggiungere il 4% dei voti validi a livello regionale per poter partecipare all’assegnazione dei seggi.

Si sono presentati quattro candidati e, in linea alle previsioni dei sondaggi, la vittoria è andata al candidato della coalizione di centrodestra Vito Bardi (ex generale della Guardia di Finanza) che subentra al presidente uscente Marcello Pittella del Partito Democratico, non ricandidato in quanto arrestato e sottoposto ad indagini per lo scandalo dei concorsi nella sanità. Bardi ha ottenuto il 42,2% dei voti. La coalizione di centrosinistra (che comprendeva anche la sinistra rappresentata dalla lista Progressisti per la Basilicata) ha presentato il farmacista Carlo Trerotola che è giunto secondo col 33,11% dei voti. Al terzo posto l’imprenditore Antonio Mattia del Movimento 5 Stelle che ha ottenuto il 20,32%. Ultimo candidato il docente universitario Valerio Tramutoli di Basilicata Possibile (lista di sinistra ecologista e ambientalista) che ha ottenuto il 4,37% dei voti.

Il Movimento 5 Stelle è diventato il primo partito della Regione guadagnando 37.439 voti e 11,3 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni regionali del 2013. Comunque, bisogna tenere presente che, rispetto alle politiche del 2018, perso 80.500 voti e 24,09 punti percentuali. La Lega, che non era presente alle regionali del 2013, è il secondo partito guadagnando 55.393 voti e 19,15 punti percentuali rispetto alle politiche del 2018. Forza Italia, terzo partito, alle regionali del 2013 era presente come Popolo della Libertà (nel quale, oltre a Forza Italia, vi era confluito Alleanza Nazionale oggi Fratelli d’Italia). Quindi la comparazione va fatta tra Popolo della Libertà e Forza Italia assieme a Fratelli d’Italia con un saldo attivo di 14.547 voti in più corrispondenti a 2,47 punti percentuali. Tuttavia, rispetto alle politiche del 2018, Forza Italia perde 12.449 voti e 3,26 punti percentuali, mentre Fratelli d’Italia guadagna 5.525 voti pari a 2,22 punti percentuali. Il Partito Democratico, che alle regionali del 2013 era il primo partito, ha subìto un notevole ridimensionamento perdendo 36.307 voti e 17,09 punti percentuali rispetto alle regionali del 2013 e 28.230 voti e 8,4 punti percentuali rispetto alle politiche del 2018.

Riguardo la partecipazione elettorale, c’è da rilevare che è stata superiore rispetto al 2013 (33.394 votanti in più pari a 5,92 punti percentuali). Se consideriamo i voti validi per le liste che sono al netto del cosiddetto astensionismo in senso lato, ossia coloro che pur recandosi alle urne lasciano in bianco la scheda o la annullano deliberatamente, notiamo che sono stati assai superiori rispetto al 2013 (52.860 voti validi in più pari a 9,3 punti percentuali).

Ricordiamo che la Lega, che non era presente alle regionali del 2013, con Salvini ha allargato il suo bacino elettorale in tutta la penisola con un’azione politica incentrata soprattutto sul tema dell’immigrazione e della sovranità nazionale.

 

Tab. 1 – Basilicata. Differenze regionali 2019 e politiche 2018 riguardanti i principali partiti

Regionali Basilicata 2019

Camera dei Deputati 2018 proporzionale Basilicata

partito

voti validi

voti validi in %

partito

voti validi

voti validi in %

Differenza voti validi in valore assoluto

Differenza voti validi in punti percentuali

Movimento 5 Stelle

58.658

20,27

Movimento 5 Stelle

139.158

44,36

-80.500

-24,09

Comunità Democratica/Partito Democratico

22.423

7,75

Partito Democratico

50.653

16,15

-28.230

-8,4

Forza Italia

26.457

9,14

Forza Italia

38.906

12,4

-12.449

-3,26

Progressisti per la Basilicata

12.908

4,46

Liberi e Uguali

20.219

6,44

-7.311

-1,98

Lega

55.393

19,15

Lega

19.704

6,28

35.689

12,87

Fratelli d'Italia

17.112

5,91

Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni

11.587

3,69

5.525

2,22

Votanti in %

Votanti in %

 

 

 

 

53,52

 

 

71,11

 

 

 

 

Tab. 2 – Basilicata. Differenze regionali 2019-2013

Regionali Basilicata 2019

 

Regionali Basilicata 2013

 

 

 

partito

voti validi

voti validi in %

partito

voti validi

voti validi in %

Differenza voti validi in valore assoluto

Differenza voti validi in punti percentuali

Movimento 5 Stelle

58.658

20,27

Movimento 5 Stelle

21.219

8,97

37.439

11,30

Lega Salvini Basilicata

55.393

19,15

Non presente

 

 

55.393

19,15

Forza Italia + Fratelli d'Italia

43.569

15,05

Il Popolo della Libertà

29.022

12,27

14.547

2,78

Comunità Democratiche-Partito Democratico + Avanti Basilicata

47.380

16,38

Partito Democratico + Pittella Presidente

96.591

40,85

-49.211

-24,47

Progressisti per la Basilicata

12.908

4,46

Sinistra ecologia e libertà

12.204

5,16

704

-0,70

IDEA-Per Un'Altra Basilicata

12.094

4,18

Unione di centro

9.002

3,81

3.092

0,37

Partito Socialista Italiano

10.913

3,77

Partito Socialista Italiano

17.680

7,48

-6.767

-3,71

BASILICATAPRIMA riscatto

9.748

3,37

Italia dei valori

8.160

3,45

1.588

-0,08

Lista del Presidente Trerotola-Centro Democratico-Progetto Popolare

9.559

3,3

Centro Democratico

11.938

5,05

-2.379

-1,75

Verdi-Realtà Italia

5.492

1,9

Realtà Italia

14.012

5,93

-8.520

-4,03

Altri

23.616

8,16

Altri

16.642

7,05

6.974

1,11

_Totale

289.330

100

_Totale

236.470

100

 

 

 

Sia in termini di voto al presidente sia in quelli di voto alle liste e alle coalizioni, il centrodestra ha superato chiaramente il centrosinistra. Vito Bardi ha ottenuto 26.168 voti in più (pari a 9,09 punti percentuali) di Carlo Trerotola, mentre la sua coalizione ha superato quella della maggioranza uscente per 26.548 voti (pari a 9,18 punti percentuali).

 

Tab. 3 – Basilicata. Differenze voti candidati e voti alla coalizione

Candidati Presidente

Numero di liste a sostegno dei candidati

Voti candidati

Voti liste collegate

Diff. In valore assoluto

Diff. In %

Voti personali in % sul totale dei voti attribuiti ai soli candidati

Vito Bardi

5

124.716

122.548

2.168

1,74

34,78

Carlo Trerotola

6

97.866

96.000

1.866

1,91

29,93

Antonio Mattia

1

60.070

58.658

1.412

2,35

22,65

Valerio Tramutoli

1

12.912

12.124

788

6,10

12,64

_Totale

13

295.564

289.330

6.234

2,11

100,00

 

Come si evince dalla tabella 3, tutti i candidati presidente hanno ottenuto più voti delle liste o delle coalizioni a supporto. Vito Bardi è stato il candidato Presidente, in valore assoluto, che ha ottenuto più voti personali rispetto alla propria coalizione di riferimento (2.168 voti, pari a una differenza dell’1,74%).

 

Tab. 4 – Basilicata. Differenze voti coalizioni regionali 2019/2013

Regionali Basilicata 2019

 

Regionali Basilicata 2013

 

 

Coalizione

voti validi

voti validi in %

Coalizione

voti validi

voti validi in %

Differenza voti validi in valore assoluto

Differenza voti validi in punti percentuali

Centrodestra

124.716

42,2

Centrodestra

48.370

19,39

76.346

22,81

Centrosinistra

97.866

33,11

Centrosinistra

148.696

59,6

-50.830

-26,49

Movimento 5 Stelle

60.070

20,32

Movimento 5 Stelle

32.919

13,19

27.151

7,13

Basilicata Possibile (sinistra ecologista)

12.912

4,37

Basilicata 2.0 (sinistra)

12.888

5,17

24

-0,80

 

 

 

Altri

6.610

2,65

 

 

 

Come si evince dalla tabella 4, rispetto alle precedenti elezioni del 2013, la coalizione uscente di centrosinistra ha perso 50.830 voti pari a ben 26,49 punti percentuali. Al contrario, la coalizione di centrodestra in termini di voti ne guadagna 76.346, pari a 22,81 punti percentuali.

In definitiva, da queste elezioni si evincono questi aspetti rilevanti:

-          un calo della partecipazione elettorale in confronto alle politiche del 2018, ma un aumento in confronto alle regionali del 2013;

-          affermazione netta della Lega rispetto alle ultime politiche del 2018, mentre nel 2013 non aveva partecipato alle regionali,

-          un aumento di voti del Movimento 5 Stelle rispetto alle precedenti elezioni regionali del 2013 anche se bisogna pur sempre tener conto che ultime politiche di un anno fa ha subìto un calo consistente seppur, in una certa misura, fisiologico.