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Vitalizi e pensioni dei parlamentari

Con la riforma dei regolamenti delle Camere del 2012 il vitalizio è stato abolito in favore di un assegno pensionistico calcolato col metodo contributivo ossia a quanto il parlamentare ha versato durante gli anni del mandato. L’assegno scatta trascorsi 4 anni 6 mesi e 1 giorno e l’importo è di circa 1.000€ al mese una volta compiuti 65 anni. Se la legislatura si interrompe prima di tale periodo, il parlamentare perde tutti i contributi versati e non può cumularli a pensioni di altro genere né riscattarli. Per ogni mandato oltre il quinto, il requisito anagrafico è diminuito di un anno fino al minimo inderogabile di 60 anni. Quindi ad un parlamentare che resta in carica per due legislature intere, gli viene erogata la pensione già a 60 anni.

Quando si parla di vitalizi, si fa riferimento a quelli erogati a ex deputati e senatori che hanno maturato il diritto al vitalizio prima che intervenisse l’abolizione. Sono circa 2.600 gli ex parlamentari che ricevono vitalizi, come dichiarato dal presidente dell’Inps Tito Boeri, nel corso di un’audizione alla Camera del 5 maggio 2016. L’ammontare della spesa dello Stato per queste prestazioni è, al 2018, superiore ai 200 milioni di euro, mentre i contributi versati risultano inferiori a 37 milioni. Questa sproporzione è dovuta al sistema retributivo in quanto il lavoratore percepisce la pensione in base alla media delle retribuzioni degli ultimi anni lavorativi a prescindere dai contributi versati.

Esistono poi casi di ex parlamentari che sono rimasti in carica solo pochi giorni, durante i quali magari non sono mai fisicamente entrati in Parlamento, e godono del vitalizio. ad esempio, di Piero Craveri, nipote di Benedetto Croce e senatore radicale per qualche giorno nel 1987, Luca Boneschi (dimesso pochi giorni dopo l’elezione a deputato al fine di evitare di godere dell’immunità parlamentare) e Angelo Pezzana (deputato del Partito Radicale rimasto in carica per una solo settimana). Nel caso di parlamentari rimasti in carica per poco tempo, e che hanno ottenuto il vitalizio in giovane età, la sperequazione tra quanto versato e quanto ricevuto è naturalmente ancora maggiore.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 28 Giugno 2018 15:32)