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Sistema elettorale Regione Lombardia

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SISTEMI ELETTORALI - ITALIA

La legge regionale n. 17 del 31 ottobre 2012, “Norme per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione”,  è stata modificata dalla legge regionale n. 38 del 28 dicembre 2017.
Tale legge disciplina le elezioni in Lombardia contestualmente con le norme statali contenute nelle leggi nn. 108/68 e 43/95 in quanto compatibili e per quanto non diversamente disciplinato dalla legge regionale.

L’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione.

Il numero di consiglieri è fissato a 80 compreso il Presidente della Regione.
È eletto Presidente della Regione il candidato che ottiene il maggior numero di voti validi sul territorio regionale. Non è più ammessa la candidatura per un terzo mandato consecutivo. Viene applicato un sistema elettorale misto sulla base di liste provinciali concorrenti; un seggio di consigliere è riservato al miglior perdente tra i candidati alla presidenza. Il listino regionale (bloccato) è stato abolito.

CIRCOSCRIZIONI E LISTE:

Il territorio della Lombardia è suddiviso in 11 circoscrizioni corrispondenti alle Province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese che vedranno assegnarsi i seggi in proporzione alla popolazione risultata residente all’ultimo censimento generale. Ogni Provincia ha diritto ad eleggere almeno un rappresentante al Consiglio Regionale. Non è necessaria la raccolta firme per il candidato Presidente e per le liste espressione di partiti o movimenti rappresentati da gruppi consiliari o parlamentari già presenti in Consiglio o in almeno una delle due Camere alla data di indizione delle elezioni. L’obbligo rimane, invece, per le altre liste provinciali. Le liste, con il medesimo contrassegno, per poter partecipare al voto devono essere ammesse in almeno 5 circoscrizioni.

Le liste provinciali sono formate da un numero di candidati non superiore al numero dei consiglieri da eleggere nella circoscrizione elettorale e non inferiore a un terzo

In caso di elezioni anticipate, il numero di firme richieste è ridotto alla metà. Le  liste devono essere composte da candidati di entrambi i sessi opportunamente alternati per posizione e, comunque, quelli dello stesso sesso non devono superare il 60%.

STRUTTURA DELLA VOTAZIONE:

l’elettore può esprimere fino a due preferenze purché di diverso genere. Se scrive due preferenze dello stesso genere viene annullata la seconda. All’interno di un’unica scheda l’elettore può votare:

- per un candidato alla carica di Presidente della Regione;

- per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per una delle liste a esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste;

- per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per una delle altre liste a esso non collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste (cosiddetto “voto disgiunto”);

- solo per una lista e in tale caso il voto si intende validamente espresso anche per il candidato Presidente collegato a tale lista. Qualora l'elettore esprima il voto a favore di un candidato Presidente della Regione e la preferenza per più di una lista, è ritenuto valido il solo voto al candidato Presidente e nulli i voti di lista.

ASSEGNAZIONE SEGGI:

l’ufficio centrale regionale determina la cifra elettorale regionale di ciascun gruppo di liste provinciali, sommando le cifre elettorali circoscrizionali attribuite alle liste provinciali e la cifra elettorale regionale di maggioranza attribuita alla coalizione di liste ovvero al gruppo di liste non riunito in coalizione con cui il Presidente della Regione eletto ha dichiarato collegamento, sommando le cifre elettorali circoscrizionali attribuite alle singole liste provinciali che ne fanno parte. Sono escluse dalla ripartizione dei seggi le liste provinciali il cui gruppo ha ottenuto nell'intera Regione meno del 3% dei voti validi a meno che non sia collegato a un candidato Presidente che abbia ottenuto almeno il 5% dei voti. Poi avviene l’assegnazione dei seggi alla coalizione di liste collegate al candidato Presidente eletto e a quelle non collegate con il metodo D’Hondt. Successivo riparto dei seggi tra i gruppi di lista della coalizione vincente con il metodo del quoziente Hagenbach-Bischoff ossia, dividendo la cifra elettorale regionale di maggioranza per il numero dei seggi spettanti con l’aggiunta di una unità.

Vi è l’attribuzione di un premio di maggioranza che si prefigge di garantire la governabilità al candidato Presidente che otterrà più voti. Alle liste collegate al candidato Presidente eletto sono assegnati:

- almeno 44 seggi (ossia il 55% dei seggi consiliari) se il Presidente ha ottenuto meno del 40% dei voti validi;

- almeno 48 seggi (ossia il 60% dei seggi consiliari) se il Presidente ha ottenuto una percentuale pari al 40% o superiore dei voti validi. Una quota minima pari al 30% dei seggi deve essere tassativamente assegnata alle minoranze.