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Spiegazione pratica del Rosatellum

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Esempio pratico: supponiamo che in un collegio uninominale si presenti un candidato appartenente a Forza Italia e che sia sostenuto dai seguenti partiti: Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Partito Pensionati, Movimento Direzione Italia. Supponiamo che su 1000 elettori  di centro destra 400 votino il candidato di Forza Italia, mentre gli altri 600 votino come segue: 260 FI, 240 Lega, 80 FdI, 5 Direzione Italia, 15 Partito Pensionati.

Al candidato di FI spettano 1000 voti, mentre i 400 voti che ha ottenuto si ripartiscono tra le liste in proporzione ai voti ottenuti. Per cui a FI (260 voti ottenuti pari al 26%) spettano (260+il 26% di 400) 364 voti, alla Lega (240 voti ottenuti pari al 24%) spettano (190+il 24% di 400) 286 voti, a FdI (80 voti ottenuti pari al 8%) spettano (100+l’8% di 400) 132 voti, a Direzione Italia (15 voti ottenuti pari al 1,5%) spettano (15+l’1,5% di 400) 21 voti, al Partito Pensionati (5 voti ottenuti pari allo 0,5%) spettano (5+lo 0,5% di 400) 7 voti.

Pertanto, un elettore della Lega o di Fratelli d’Italia che non gradisce il candidato di Forza Italia vede i suoi voti trasferiti automaticamente al candidato in proporzione ai voti ottenuti dalle liste collegate al medesimo. Anche gli elettori del candidato di Forza Italia che non gradiscono votare Lega Nord, sarebbero costretti a subire il trasferimento dei loro voti a questo partito in proporzione ai voti ricevuti. Appare evidente che la scelta effettiva dell’elettore non sarebbe del tutto rispettata.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 15 Novembre 2017 11:00)