Proposta di legge Rosatellum 2.0

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La nuova legge elettorale, il cd. Rosatellum (dal nome del suo proponente, il parlamentare del Partito Democratico Ettore Rosato), disciplina l’elezione dei membri della Camera dei Deputati e del Senato. Sostituisce l’Italichellum (per la Camera dei Deputati) e il Consultellum (per il Senato)[1].

La riforma, è stata approvata in via definitiva dal Senato il 26 di ottobre. Hanno votato a favore: Partito Democratico, Forza Italia, Lega Nord, Alleanza Popolare e Alleanza lIberalpopolare-Autonomie. Hanno votato contro: Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Movimento Democratico Progressista e Fratelli d’Italia.

Si tratta di un sistema elettorale di tipo misto a meccanica indipendente (a componenti maggioritarie per il 36,83% e proporzionali per il 63,17%)[2]. Vediamo le sue principali caratteristiche:

  • il 36% dei parlamentari è eletto in collegi uninominali con il first past the post system (232 deputati e 102 senatori) e il 64% sono eletti con un sistema proporzionale di lista (399 deputati e 213 senatori);
  • La soglia di accesso in Parlamento è il 3% dei voti validi a livello nazionale per i partiti che corrono da soli e del 10% per le coalizioni (nel calcolo della soglia non sono considerati i partiti sotto l’1% dei voti);
  • Il numero dei collegi sarà probabilmente 100 (con liste che vanno da 2 a 4 candidati);
  • I capilista potranno candidarsi fino a 5 circoscrizioni oltre la collegio uninominale (nella precedente versione fino a 3);
  • La scheda è unica e l’elettore non ha la possibilità di esprimere preferenze né di disgiungere il voto. Se vota solo la lista che è collegata al candidato all’uninominale il voto si estende anche a quest’ultimo. Viceversa, se l’elettore vota solo il candidato all’uninominale il suo voto si estende anche alla lista e nel caso di più liste sarà ripartito proporzionalmente in base ai voti ottenuti nel collegio;
  • Per i nuovi partiti, o per chi non ha un gruppo politico in Parlamento basta raccogliere 750 firme.

[1]Con la sentenza n. 35 del 25 gennaio 2017, la Corte Costituzionale si era pronunciata sull'Italicum (previsto per la Camera dei Deputati) dichiarandone una parziale illegittimità costituzionale. Mentre per il Senato si applicava la legge elettorale derivante dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 1 del 2014 che aveva dichiarato parzialmente incostituzionale la legge Calderoli (cd. Porcellum). Italichellum, è un termine “macedonia” da me coniato che deriva dalla fusione di Italicum e Consultellum.

[2]Nei sistemi elettorali misti a meccanica indipendente (o a separazione completa) l’assegnazione dei seggi nella parte maggioritaria è indipendente da quella proporzionale e viceversa.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 15 Novembre 2017 11:02)