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I candidati delle presidenziali in Francia 2017

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ARCHIVIO POLITICA

Domenica prossima, 23 aprile, si svolgerà il primo turno delle elezioni presidenziali francesi.

François Hollande, rappresenta il primo caso di un Presidente della Repubblica in carica che non si ricandida per un secondo mandato. Sulla sua decisione ha inciso certamente la sua impopolarità che ha raggiunto livelli record principalmente a causa del peggioramento della situazione economica di ampi strati della popolazione.

Sono 11 i candidati che si presenteranno al primo turno.

Si tratta della prima elezione presidenziale francese in cui sono stati selezionati i candidati di entrambi i principali partiti di centro-sinistra e di centro-destra attraverso primarie aperte.

L’eurodeputato Benoît Hamon (Partito Socialista) che ha vinto le primarie indette dal centro-sinistra sconfiggendo l’ex premier Manuel Valls. Hamon è stato Ministro dell’economia sociale e solidale del primo governo Valls dal 2012 al 2014 e rappresenta l’ala sinistra del Partito Socialista. Nel secondo governo Valls, Hamon non è stato confermato per contrasti sulla politica economica di Valls spostata su posizioni neoliberiste. Hamon è favorevole a politiche redistributive a favore dei ceti meno abbienti, al salario sociale, all’abolizione dell’immunità parlamentare e alla regolamentazione delle droghe leggere per sconfiggere i trafficanti.

François Fillon (I Repubblicani, nuovo partito  erede dell’UMP), che è stato Primo Ministro durante la presidenza Sarkozy, ha vinto le primarie del centro-destra sconfiggendo a sorpresa Alain Juppé che è stato Ministro degli Esteri del terzo governo Fillon e Primo Ministro dal 1995 al 1997 durante la presidenza Chirac. Fillon è stato coinvolto in uno scandalo per aver assunto la moglie gallese Penelope Clarke che avrebbe percepito circa 500mila euro come assistente parlamentare senza che questa ne avesse svolto le funzioni sulla base dell’investigazione effettuata dai funzionari di polizia autorizzati dal Presidente dell’Assemblea Nazionale su richiesta del Procuratore nazionale. Inoltre è accusato di averla fatta assumere come consulente di un giornale di proprietà di un suo amico, incarico per il quale Penelope Fillon avrebbe percepito 400mila euro senza lavorare. Fillon è anche sospettato di avere impiegato due dei suoi figli come avvocati per incarichi particolari, in un momento in cui i figli erano solo studenti di giurisprudenza. Gli scandali, lo hanno molto penalizzato nei sondaggi.

Marine Le Pen, ex avvocato,è la candidata del Fronte Nazionale che durante la campagna elettorale ha proposto fermamente l’uscita dall’euro della Francia e relazioni privilegiate con la Russia di Putin. La sua posizione è per un sovranismo integrale ossia politico, economico e culturale. Tra le sue principali proposte, quella di organizzare un referendum per l’uscita dalla Francia dall’UE e dall’euro, di mettere fine agli accordi di Schengen con la chiusura delle frontiere e di inserire nella Costituzione la precedenza ai cittadini francesi per servizi pubblici e sussidi rispetto agli stranieri. È per la riduzione a 60 anni dell’età pensionabile, per l’abrogazione dello ius soli e per politiche sociali a favore dei soli francesi. Le Pen incarna l’ondata populista di destra che sta attraversando l’Europa. Anche Le Pen ha dovuto affrontare qualche problema giudiziario essendo stata accusata di aver usato fondi dell’europarlamento per stipendiare la direttrice della sua campagna in Francia. Inoltre, il Parlamento europeo le ha revocato l’immunità parlamentare perché nel 2015 aveva twittato immagini di violenze commesse dall’ISIS.

Emmanuele Macron (investment banker di Banca Rothschild e precedentemente ispettore delle finanze al Ministero dell’economia), è stato Ministro dell’Economia, dell’Industria e affari digitali durante la presidenza Hollande. Macron è stato un membro del Partito Socialista dal 2006 e nel 2015, ha dichiarato la sua fuoriuscita definendosi ormai un indipendente. Nell’aprile del 2016 ha fondato un nuovo movimento social liberale En Marche (il cui nome ufficiale è Associazione per il rinnovamento della vita politica) il cui obiettivo è prendere voti da destra a sinistra con un programma piuttosto generico seppur rivolto soprattutto ai lavoratori dipendenti e autonomi. I sondaggi lo darebbero per favorito al ballottaggio con la Le Pen.

Jean-Luc Mélenchon (La Francia Indomabile) nel 2008 ha lasciato il Partito Socialista fondando il Front de Gauche (Fronte di Sinistra) dopo essere stato in precedenza Ministro dell’Educazione dal 2000 al 2002. Mélenchon ha duramente criticato le politiche della presidenza Hollande proponendo una redistribuzione della ricchezza (attraverso un reddito di cittadinanza o salario sociale e l’aumento del salario minimo), l’abbandono dei trattati dell'UE e la salvaguardia dell'indipendenza della politica francese dagli Stati Uniti. Rappresenta il populismo di sinistra.

Gli altri candidati sono il gollista e sovranista Nicolas Dupont-Aignan (Debout la France), François Asselineau per la destra sovranista dell’Unione Popolare Repubblicana che propone l’uscita dall’UE e dalla NATO denunciando l’imperialismo statunitense, il gollista di sinistra Jacques Cheminade di Solidarietà e Progresso che propone l’uscita dalla NATO, dall’euro e il ritorno al franco, Nathalie Arthaud dell’estrema sinistra di Lotta Operaia, Jean Lassalle ex centrista di Resistiamo! e Philippe Poutou per il Nuovo Partito Anticapitalista.

I sondaggi vedono Le Pen e Macron in un testa a testa serrato, seguiti con poco margine di distanza da Fillon e Mélenchon. Hamon, che sconta la profonda crisi del Partito Socialista francese, pare non avere alcuna chance di poter competere per il turno di ballottaggio che sarà inevitabile.

Come sempre, i sondaggi vanno presi “con le molle” in quanto esiste un numero cospicuo di persone incerte fino all’ultimo su chi votare o, comunque, reticenti. Quindi, le sorprese sono dietro l’angolo.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 21 Settembre 2017 15:10)