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Sistema elettorale Parlamento dell'Australia

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SISTEMI ELETTORALI - OCEANIA

Dati geopolitici (global geografia.com)

Forma di governo Monarchia federale parlamentare
Superficie 7.692.024 Km²
Popolazione 23.402.000 ab. (censimento 2016) 25.209.000 ab. (stime 2019)
Densità 3,3 ab/Km²
Territori Esterni Isola di Christmas (136 Km², 1.850 ab.)
Isola Macquarie (128 Km², 0 ab.)
Isole Ashmore e Cartier (2 Km², 0 ab.)
Isole Cocos (o Keeling) (14 Km², 550 ab.)
Isole Heard e McDonald (370 Km², 0 ab.)
Isole del Mar dei Coralli (81 Km², 0 ab.)

Capitale Canberra (412.000 ab., 435.000 aggl. urbano)
Moneta Dollaro australiano
Indice di sviluppo umano 0,935 (2° posto)
Lingua Inglese, lingue aborigene
Speranza di vita M 80 anni, F 85 anni

 

L’Australia è una Monarchia costituzionale parlamentare a struttura federale dove formalmente il capo dello Stato è il Sovrano del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord rappresentato da un Governatore generale[1].

[1] Nel 1999 si era svolto un referendum istituzionale sulla scelta tra Monarchia e Repubblica. I risultati definitivi diedero la vittoria ai sostenitori della Monarchia con il 54,87% dei voti. Aveva votato il 95,1% degli aventi diritto. https://en.wikipedia.org/wiki/Australian_republic_referendum,_1999

Ha ottenuto l’indipendenza nel 1901 e due mesi dopo si sono svolte per la prima volta le elezioni politiche per la Camera dei Rappresentanti e per il Senato.

Per la Camera dei Rappresentanti dal 1901 al 1917 venne applicato il plurality system in collegi uninominali (first past the post system) mentre per il Senato, fino al 1949, venne applicata una variante del voto alternativo, ossia un sistema elettorale preferenziale (plurality system) in collegi plurinominali[2]. Per gli elettori australiani è previsto, fin dal 1924, il voto obbligatorio e già a partire dalle elezioni politiche del 1903[3] fu introdotto il suffragio universale integrale, anche se bisogna tenere presente che gli aborigeni furono esclusi dal diritto di voto fino al 1963.

I 151 componenti la Camera dei Rappresentanti è ripartito tra i vari Stati della federazione e Territori federali proporzionalmente alla popolazione. I 76 componenti del Senato rappresentano gli Stati e i territori federali: agli Stati federali sono assegnati 12 senatori mentre ai territori federali 2 per ciascuno indipendentemente dalla popolazione. Per Camera e Senato, sia l’elettorato attivo, sia quello passivo sono fissati a 18 anni. La Camera dei Rappresentanti dura in carica 3 anni, il Senato 6 anni (metà dei senatori sono rinnovati per 3 anni). I partiti principali sono il Partito Laburista, il Partito Liberale, i Verdi e il Partito Nazionale.

Per il voto al Senato, l’elettore australiano riceve una scheda in cui l’ordine dei candidati è determinato attraverso un’estrazione a sorte condotta dall’Ufficio elettorale di ciascuno Stato membro o Territorio federale. La scheda elettorale è divisa in due sezioni che esprimono i due metodi alternativi di voto[4]:

se si vota sopra la linea, l’elettore ha la facoltà di numerare sei caselle da 1 a 6 (optional preferential voting above the line)[5], mettendo un 1 nella casella sopra il partito o il gruppo che rappresenta la prima scelta, il numero 2 nella casella sopra il partito o il gruppo che rappresenta la seconda scelta e così via finché non si abbia numerato almeno sei caselle sopra la linea.

Le preferenze saranno prima distribuite ai candidati del partito o gruppo che corrisponde alla prima scelta, quindi ai candidati del partito o al gruppo della seconda scelta e così via, fino a quando tutte le preferenze non saranno state distribuite.

Se si vota sotto la linea, è necessario numerare almeno 12 caselle da 1 a 12.

Di conseguenza si inserisce un 1 nella casella accanto al candidato che rappresenta la prima scelta, e i numeri 2, 3, 4 e così via almeno fino al numero 12. Gli elettori saranno liberi di continuare a numerare quante preferenze preferiscono oltre il numero minimo specificato[6].

Quindi, a differenza di Malta e Irlanda, l’elettore ha la possibilità di votare per una lista di partito.

Come per Malta e Irlanda il numero minimo di voti sufficiente ad un candidato per aggiudicarsi il seggio è dato dalla quota Droop e l’eventuale surplus di voti è assegnato proporzionalmente agli altri candidati piazzatisi secondi nell’ordine di preferenza sulle schede del candidato eletto. Nel caso rimangano ancora dei seggi da assegnare, viene eliminato il candidato meno votato e si riversano le seconde preferenze sugli altri e così via, fino a che non siano assegnati tutti i seggi in palio.

Riguardo la Camera dei Rappresentanti viene applicato, fin dal 1919, il sistema elettorale del voto alternativo, col quale l’elettore dispone di una scheda in cui sono inseriti, mediante estrazione a sorte, i nominativi dei candidati dei vari partiti. Affinché il voto sia valido l’elettore deve esprimere un ordine preferenziale per tutti i candidati presenti sulla scheda (full preferential vote). Viene eletto il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti preferenziali[7] e, nel caso che nessun candidato raggiunga tale quorum, viene eliminato il candidato meno votato e si riversano le seconde preferenze sugli altri candidati e così via, fino a che un candidato raggiunga la maggioranza richiesta.

Tab. 1 – Il sistema elettorale applicato per la Camera dei Rappresentanti dal 1901 ad oggi.

Anni e numero di elezioni

Formula elettorale

Grandezza media della circoscrizione

Numero delle circoscrizioni

N° complessivo di seggi

Struttura della votazione

1901-1917 (7)

FPTP

1

75

75

Cardinale categorico

1919-1946 (11)

Majority

1

75

75

Ordinale

1949-1983 (14)

Majority

1

124

124

Ordinale

1984-1990 (3)

Majority

1

148

148

Ordinale

1993 (1)

Majority

1

147

147

Ordinale

1996-1998 (2)

Majority

1

148

148

Ordinale

2001-2016 (6)

Majority

1

150

150

Ordinale

2019 (1)

Majority

1

151

151

Ordinale

 

Tab. 2 – Il sistema elettorale applicato per il Senato dal 1901 ad oggi.

Anni e numero di elezioni

Formula elettorale

Grandezza media della circoscrizione

Numero delle circoscrizioni

N° complessivo di seggi

Struttura della votazione

1901-1917 (7)

Voto multiplo (block voting)

3

8

23

Ordinale

1919-1946 (10)

Plurality

2,4

8

19

Ordinale

1949-2019 (27)

Voto singolo trasferibile

6

8

Da 60 a 76

Ordinale

 

 

 

 


[1] Nel 1999 si era svolto un referendum istituzionale sulla scelta tra Monarchia e Repubblica. I risultati definitivi diedero la vittoria ai sostenitori della Monarchia con il 54,87% dei voti. Aveva votato il 95,1% degli aventi diritto. https://en.wikipedia.org/wiki/Australian_republic_referendum,_1999

[2]www.aec.gov.au/pubs/electoral_systems.htm

[3] Nelle elezioni del 1901 le donne avevano diritto di voto negli Stati membri dell’Australia del Sud e dell’Australia Occidentale. Cfr. https://en.wikipedia.org/wiki/Australian_federal_election,_1901

[4]Non è possibile per l’elettore australiano votare in entrambe le sezioni.

[5]Nel marzo del 2016 è stata approvata dal Parlamento la proposta di riforma del sistema di votazione da parte del governo liberal-nazionale guidato da Turnbull (leader del Partito Liberale), con l’appoggio dei Verdi e di una parte del Partito Laburista. È stato eliminato l’obbligo di esprimere una sola preferenza per la lista (cd. group voting ticket), se si votava sopra la linea della scheda elettorale. Inoltre è stato eliminato l’obbligo di esprimere l’ordine di preferenza per tutti i candidati se si votava sotto la linea della scheda. L’obiettivo della riforma è di ridurre la possibilità di elezione dei micro partiti che spesso risultano decisivi nella formazione dei governi e nelle scelte legislative. Cfr. http://www.abc.net.au/news/2016-02-22/senate-election-reforms-announced-including-preferential-voting/7188792

[6]Cfr. http://www.aec.gov.au/Voting/How_to_Vote/Voting_Senate.htm e http://www.aec.gov.au/Voting/How_to_Vote/practice/practice-senate.htm

[7] Ossia il 50%+1 dei voti validi.

Ultimo aggiornamento (Sabato 24 Agosto 2019 15:26)