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Sistema elettorale Parlamento del Giappone

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SISTEMI ELETTORALI - ASIA

SISTEMA ELETTORALE GIAPPONE

Forma di governo Monarchia costituzionale parlamentare
Superficie 377.972 Km²
Popolazione 127.095.000 ab. (censimento 2015)
Densità 336 ab/Km²

Capitale Tokyo (9.105.000 ab., 37.750.000 aggl. urbano)
Moneta Yen giapponese
Indice di sviluppo umano 0,891 (20° posto)
Lingua Giapponese
Speranza di vita M 80 anni, F 87 anni


Il Giappone è una Monarchia costituzionale parlamentare che dal 1947 al 1990 ha applicato un sistema elettorale di natura maggioritaria per l’elezione dei suoi parlamentari. È l’unico Impero esistente al mondo.

Il potere legislativo è affidato ad un Parlamento bicamerale denominato Dieta che è composta dalla Camera dei Rappresentanti e dalla Camera dei Consiglieri. La Camera dei Rappresentanti ha la prevalenza sulla legislazione e può superare il veto della Camera dei Consiglieri a maggioranza dei 2/3 mentre in materia di bilancio quest’ultima può solo ritardare l’approvazione. A differenza della Camera dei Rappresentanti, la Camera dei Consiglieri non può essere sciolta dal Primo Ministro. La Dieta elegge il Primo Ministro in seguito nominato formalmente dall’Imperatore.

Alla fine degli anni ’80 una serie di scandali, che hanno coinvolto soprattutto i vertici del Partito Liberal Democratico da sempre al potere, hanno portato ad una revisione del sistema elettorale e della legge sul finanziamento pubblico dei partiti.

La riforma del governo Morihiro del 1993, come nel caso italiano, portò all’introduzione di nuovo sistema elettorale di tipo misto a prevalenza maggioritario (usando la terminologia anglosassone, mixed member majoritarian o parallel system).

Attualmente i 465 membri della Camera dei Rappresentanti durano in carica 4 anni e sono selezionati come segue: 289 sono eletti nei collegi uninominali con il first past the post system; 176 membri eletti in lista bloccata con il metodo D’Hondt in 11 distretti plurinominali. L'elettorato attivo è fissato a 18 anni mentre quello passivo a 25 anni.

Riguardo alla Camera dei Consiglieri, 242 membri eletti per 6 anni (1/2 rinnovati ogni 3 anni) con un sistema misto di cui: 146 vengono eletti in 47 distretti (corrispondenti alle Prefetture) e i rimanenti 96 in circoscrizione nazionale. Dei 242 membri 1/2 rinnovati ogni 3 anni. Pertanto dei 121 membri 32 sono eletti in collegi uninominali con il first past the post system; 41 sono eletti in 13 distretti plurinominali con il voto singolo non trasferibile e i rimanenti 48 sono eletti con il metodo D’Hondt in collegio unico nazionale con la possibilità per l’elettore di esprimere un voto di preferenza.

L'elettorato attivo è fissato a 18 anni mentre quello passivo a 30 anni.

Il Partito Liberaldemocratico (conservatori, nazionalisti) è da sempre il dominatore della scena politica.

CARATTERISTICHE DEL SISTEMA ELETTORALE CAMERA DEI RAPPRESENTANTI (Shugiin)

Anni e numero di elezioni

Formula elettorale

Grandezza media della circoscrizione

Numero delle circoscrizioni

Totale seggi

Soglia legale

Struttura della votazione

Allocazione seggi

1946

Plurality

8,75

53

464

 

Voto limitato[1]

 

1947-1993 (18)

Plurality[2]

3,96

123

487,45

 

Voto unico o singolo non trasferibile

 

1996

 

Plurality[3]

1

300

500

 

Doppio voto: l’elettore vota separatamente un candidato nei collegi uninominati e una lista (bloccata) nella parte proporzionale

Separazione completa tra i due livelli

D’Hondt

18,18

11

-

2000-2012 (4)

Plurality[4]

1

300

480

 

Ibidem

Ibidem

D’Hondt

16,36

11

-

2014

Plurality[5]

1

295

475

 

Ibidem

Ibidem

D’Hondt

16,36

11

-

2017

Plurality[6]

1

289

465

 

Ibidem

Ibidem

D’Hondt

16

11

-

 

Fonti: http://www.stat.go.jp/data/chouki/zuhyou/27-08-a.xls (elezioni dal 1958 al 1967); http://www.ipu.org/parline-e/reports/2161_arc.htm (1969-1993); http://www.stat.go.jp/data/chouki/zuhyou/27-08-b.xls (1996-2003); https://en.wikipedia.org/wiki/Elections_in_Japan; http://www.ipu.org/parline-e/parlinesearch.asp; www.globalgeografia.com

 

 


[1] L’elettore dispone di due voti nei distretti che eleggono da 4 a 10 rappresentanti e tre voti nei distretti che ne eleggono da 11 a 14. Cfr. A. Lijphart, Electoral systems and Party Systems. A Study of Twenty-Seven Democracies, 1945-1990 (New York, Oxford: Oxford University Press, 1994, p. 40.

[2] Il candidato vincente deve ottenere almeno il 25% dei voti validi nel collegio. Cfr. Interparliamentary Union.

[3] Ibidem.

[4] Ibidem.

[5] Ibidem.

[6] Ibidem.

Ultimo aggiornamento (Domenica 29 Ottobre 2017 14:33)