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FORME DI GOVERNO

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LESSICO POLITICO-ELETTORALE

Per forma di governo s'intende il rapporto che sussiste tra gli organi dell'ordinamento costituzionale nell'esercizio del potere politico. Si tratta di una definizione che interessa i regimi politici democratici, poiché i regimi dittatoriali sono caratterizzati dal fatto che il potere politico è totalmente concentrato nelle mani di una sola persona o di un partito politico. Nei regimi democratici competitivi, per conoscere l'effettivo funzionamento delle istituzioni politiche, accanto alle norme costituzionali hanno una notevole importanza altre variabili come i sistemi di partito (numero dei partiti rilevanti e il loro livello di strutturazione) e le cleavages di natura economica, etnica, linguistica e religiosa.

La distinzione classica è quella tra forme di governo presidenziali e forme di governo parlamentari. Accanto a queste troviamo le forme di governo miste o, come le definisce Elia, a componenti parlamentari e presidenziali. Duverger è stato il primo studioso a coniare il termine "semi-presidenziale" con riferimento alle forme di governo miste, rompendo la classica bipartizione tra presidenzialismo e parlamentarismo.

Partendo dall'analisi delle forme di governo presidenziali pure dobbiamo anzitutto dire che esse sono tutte necessariamente repubblicane, in quanto prevedono l'elezione popolare diretta o indiretta del Presidente della Repubblica. L’elezione indiretta avviene attraverso una procedura di secondo grado, dove il corpo elettorale elegge un apposito collegio ad hoc il quale ha come unica funzione quella di eleggere il Presidente. Altre caratteristiche essenziali:

- il Presidente dura in carica per un periodo fisso stabilito dalla Costituzione e non può essere sfiduciato dal Parlamento; può solo eventualmente essere rimosso tramite la procedura prevista per l’impeachment (incriminazione) che ha carattere penale e non politico. Il Presidente d'altra parte non dispone del potere di sciogliere il Parlamento. Quindi c'è una separazione strutturale dei poteri.

- Il Presidente della Repubblica è un organo monocratico (primus solus), in quanto solo lui è detentore del potere esecutivo, mentre i Ministri sono suoi semplici collaboratori da lui nominati e licenziati liberamente senza l'intervento del Parlamento. Il prototipo dei sistemi politici presidenziali è rappresentato dagli Stati Uniti d'America, che presentano come caratteristica essenziale un sistema costituzionale basato sulla formula montesqueiana della separazione dei poteri fra gli organi costituzionali. Questa consiste nel fatto che Presidente della Repubblica e Parlamento, traggono la loro origine e la loro sopravvivenza autonoma e distinta dal corpo elettorale. Il Presidente della Repubblica, che nel sistema americano è il capo dell’esecutivo, non necessita del sostegno del Parlamento il quale a sua volta non può essere sciolto dal Capo dello Stato. Nella nomina dei Ministri il Presidente degli Stati Uniti non è completamente autonomo in quanto deve ricevere l'approvazione del Senato. Le forme di governo presidenziali si sono diffuse soprattutto nel continente americano.

A differenza delle forme di governo presidenziali, che abbiamo affermato sono tutte repubblicane, dato che il Capo dello Stato è necessariamente una carica che ha natura elettiva, le forme di governo parlamentari possono essere repubblicane quando il Capo dello Stato è eletto dal Parlamento, ovvero monarchiche quando il Capo dello Stato (Sovrano o Regina) è tale per via ereditaria. Le forme di governo parlamentari pure si fondano sul principio della sovranità parlamentare.

Ciò significa che i Governi sono investiti, sostenuti ed eventualmente sfiduciati dal Parlamento che in un sistema puramente parlamentare è l'unico organo che ha la legittimazione democratica da parte del corpo elettorale.

Il Presidente della Repubblica che è il Capo dello Stato, è generalmente eletto dal Parlamento (sempre che non sia un Monarca) per un periodo fisso stabilito dalla Costituzione.

In tale forma di governo il Capo dello Stato (Presidente della Repubblica o Monarca) è politicamente irresponsabile (in base all'antico principio monarchico the King cannot do wrong) e svolge un ruolo politicamente neutrale super partes anche se non inattivo rispetto ai conflitti interpartitici, e il suo compito fondamentale è quello di garantire il corretto funzionamento degli organi costituzionali.

In letteratura esistono diverse varianti di sistemi parlamentari secondo il rapporto tra il Primo Ministro e i Ministri. Il Capo del Governo può essere:

1) un primo sopra ineguali;

2) un primo tra ineguali;

3) un primo tra eguali.

Un primo sopra ineguali è un Primo Ministro che è anche il leader del partito, che nomina e revoca a suo piacimento i Ministri i quali sono a lui subordinati.

La Gran Bretagna che rappresenta il prototipo delle forme di governo parlamentari rientra nella suddetta variante dove il Primo Ministro è il vero dominus, poiché assomma le funzioni di Capo del Governo e di leader del partito di maggioranza in un sistema bipartitico. Il Primo Ministro ha anche il potere di nominare e revocare i Ministri liberamente e di fissare l'agenda dei lavori parlamentari, disponendo di una maggioranza coesa e disciplinata. Quindi può trovarsi in una posizione addirittura più forte del Presidente degli Stati Uniti.

Un primo tra ineguali presenta le stesse caratteristiche del primo sopra ineguali, tranne il fatto che per la presenza di un sistema multipartitico moderato potrebbe avere un po' meno potere decisionale. Esempi di questo tipo possono essere offerti dalla Germania, dalla Svezia, dalla Spagna e dal Giappone che per molti anni ha avuto un sistema a partito predominante anche se il partito al potere è sempre stato diviso in molte correnti e fazioni che hanno sempre indebolito operativamente il Primo Ministro.

Un primo tra eguali rappresenta il caso di un Primo Ministro che non ha il potere di nominare e revocare i Ministri, i quali sono a lui "imposti" dal Parlamento o addirittura dalle segreterie dei partiti. Inoltre l'agenda dei lavori parlamentari è totalmente decisa dai capigruppo dei partiti.

L'esempio più vicino a questa variante, è l'Italia, che ha sempre avuto Governi deboli e inefficienti (se si eccettua il periodo De Gasperi) in un sistema di pluralismo polarizzato. Il Primo Ministro che non a caso in Italia si chiama Presidente del Consiglio (per sottolineare che è solo un primus inter pares), ha quasi sempre dovuto cedere al volere dei segretari dei partiti della maggioranza sia nella nomina dei Ministri, sia nelle politiche pubbliche da adottare.

Da ricordare che l’Italia, dal 1946 al dicembre 2016, ha avuto 63 governi la cui durata media è stata di poco superiore ad un anno. Una menzione particolare bisogna farla per Israele che rappresentava l'unico paese democratico al mondo a prevedere l'elezione popolare diretta del Primo Ministro, nel quadro di un sistema parlamentare. La particolarità di tale sistema è data dal fatto che nel caso che il Parlamento approvi la sfiducia al Primo Ministro, si va a nuove elezioni per entrambi gli organi costituzionali. A livello operativo la riforma si è rivelata fallimentare per cui il Parlamento israeliano, prendendo atto di ciò, ha ripristinato l’elezione parlamentare del Primo Ministro. Inoltre, al fine di garantire una maggiore stabilità governativa, ha introdotto l’istituto della sfiducia costruttiva.

Infine abbiamo le forme di governo miste che prevedono elementi caratteristici delle forme di governo presidenziali come l'elezione diretta o indiretta del Capo dello Stato, ed elementi caratterizzanti il parlamentarismo come il rapporto fiduciario tra il Governo guidato da un Primo Ministro e il Parlamento. In questo sistema troviamo una diarchia alla guida dell'esecutivo tra Presidente della Repubblica e Primo Ministro. Questa diarchia può oscillare in favore di uno dei due organi a seconda sia dei poteri previsti dalle norme costituzionali, sia dall'assetto partitico esistente. Inoltre, può essere assai importante il fatto che il Presidente della Repubblica sia il leader o meno del partito di maggioranza. Il prototipo dei sistemi misti è rappresentato dalla Francia della Quinta Repubblica, anche se storicamente il primo esempio fu costituito dalla Germania di Weimar.

In definitiva dal punto di vista scientifico non esistono forme di governo migliori in assoluto ma bisogna vedere il contesto in cui si calano, tenendo in considerazione altre variabili come la forma di stato, i sistemi elettorali e il tipo di cultura politica esistente in un dato paese.

 

Bibliografia

 

- M. Duverger, Institutions politiques e droit constitutionnel. Les grands systèmes politiques, 1955, (trad. it. S. Castelli, I sistemi politici, Bari, Laterza, 1978).

- L. Elia, Forme di governo, in Enciclopedia del diritto, Milano, Giuffrè, 1970.

- G. Pasquino, "Forme di governo", in Dizionario di politica a cura di Bobbio, Matteucci e Pasquino, Torino, UTET, 1990, 1a ed., pp. 410-414.

- G. Sartori, Ingegneria costituzionale comparata, Bologna, Il Mulino, 1995.

 

PROPRIETÀ

SISTEMI PRESIDENZIALI

SISTEMI PRESIDENZIALI CORRETTI

SISTEMI PARLAMENTARI

SISTEMI PARLAMENTARI CORRETTI

SISTEMI

MISTI

ELEZIONE

DEL CAPO DELLO STATO

DIRETTA O INDIRETTA

DIRETTA O INDIRETTA

PARLAMENTARE

(salvo che non sia un Monarca)

PARLAMENTARE

(salvo che non sia un Monarca)

DIRETTA O INDIRETTA

ELEZIONE

DEL PRIMO MINISTRO

-

-

PARLAMENTARE

PARLAMENTARE o DIRETTA

PRESIDENZIALE

(ha bisogno della fiducia del Parlamento)

POTERE ESECUTIVO

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (organo monocratico)

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (organo monocratico)

GOVERNO (Presidente del Consiglio è un primus inter pares)

GOVERNO

(Primo Ministro predomina sui Ministri e può revocarli)

DIARCHIA (Presidente della Repubblica e Primo Ministro)

POTERE DI SCIOGLIMENTO DEL PARLAMENTO

 

NO

 

NO

 

SI

 

SI

 

SI

POTERE DEL PARLAMENTO DI SFIDUCIARE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

 

NO

 

 

NO

 

 

NO

 

 

NO

 

 

NO

POTERE DEL PARLAMENTO DI SFIDUCIARE IL PRIMO MINISTRO

 

-

 

-

 

SI

 

SI

 

SI

POTERE DEL PARLAMENTO DI SFIDUCIARE I MINISTRI

 

NO

 

SI

 

SI

 

SI

 

SI

POTERE DEL PRESIDENTE DI NOMINARE E REVOCARE LIBERAMENTE I MINISTRI

 

 

SI

 

 

SI

 

 

NO

 

 

NO

 

 

NO

POTERE DEL PRESIDENTE DI INIZIATIVA LEGISLATIVA

 

SI

 

SI

 

NO

 

NO

 

SI

POTERE DI VETO DEL PRESIDENTE SUPERABILE A MAGGIORANZE QUALIFICATE

 

 

SI

 

 

SI

 

 

NO

 

 

NO

 

 

NO

Roberto Brocchini

Ultimo aggiornamento (Lunedì 12 Dicembre 2016 10:00)