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Elezioni legislative Grecia 2015 (settembre)

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ARCHIVIO POLITICA

Il 20 settembre si sono tenute le elezioni per il rinnovo del Parlamento monocamerale greco (Vouli). Si tratta della quarta elezione svoltasi negli ultimi 41 mesi. Tsipras si è confermato vincitore con un margine superiore rispetto alle indicazioni dei sondaggi che davano un testa a testa tra Syriza e Nuova Democrazia con una forbice di 2-3 punti percentuali.

Sicuramente, oltre al fatto che buona parte dell’elettorato ha votato per quello che considera il male minore (lesser evil), è risultato decisivo il peso delle inchieste della Magistratura che hanno coinvolto il leader di Nuova Democrazia Vangelis Meimarakis, coinvolto nello scandalo del bilancio truccato che ha causato la drammatica crisi greca.

L’Unione Popolare, nuova formazione politica antieuro (favorevole al ripristino della dracma) nata da una scissione da Syriza e sostenuta dall’eccentrico ex ministro delle finanze Varoufakis, non è riuscita nemmeno a raggiungere la fatidica soglia del 3% per poter ottenere seggi parlamentari.

Tsipras dovrà vedersela con i partner europei che impongono alla Grecia di attuare il Memorandum che prevede l’abolizione del contratto collettivo di lavoro (e quindi possibilità di licenziare più facilmente) che era stato ripristinato proprio dal precedente governo Tsipras. Alba Dorata (formazione politica ultranazionalista) si è confermata la terza formazione politica.

Rispetto alle precedenti elezioni di gennaio, quasi tutti i partiti che ottengono seggi hanno subìto una lieve erosione a livello di voti assoluti, ad eccezione di To Potami (Il Fiume) e dei Greci Indipendenti (ANEL) che perdono rispettivamente il 40,58% e il 31,68%. L’Unione dei Centristi entra in Parlamento guadagnando il 68,24% dei voti. Rispetto alle precedenti elezioni c’è stato un calo della partecipazione elettorale di circa 750.000 elettori e in termini percentuali si passa da un 63,87% di votanti al 56,57 (-7,3 punti percentuali). Si tratta della percentuale più bassa dal 1974, il che è molto preoccupante per il sistema politico greco se si considera che il voto è obbligatorio anche se nella pratica non vengono applicate le sanzioni previste dalla legge. Si profila il rinnovo della coalizione di governo uscente Syriza-Anel con una maggioranza di 155 seggi su 300. Vedremo se il neogoverno reggerà e farà fronte alla tempesta, rectius tsunami socio-economico in fieri.

 

Tab. 1 – Contronto legislative gennaio/settembre 2015 tra le formazioni politiche che superano la soglia del 3%

Legislative settembre 2015

Legislative gennaio 2015

Legislative settebre/gennaio 2015

Partiti

Voti ass.

Voti in %

Voti ass.

Voti in %

Diff. Voti ass.

Diff. Voti in %

Diff. Voti in punti percentuali

Coalition of the Radical Left (SYRIZA)

1.925.904

35,46

2.246.064

36,34

-320.160

-14,25

-0,88

New Democracy (ND)

1.526.205

28,1

1.718.815

27,81

-192.610

-11,21

0,29

Popular Association-Golden Dawn (ΧΑ)

379.581

6,99

388.447

6,28

-8.866

-2,28

0,71

Democratic Coalition (PASOK-DIMAR)

341.390

6,28

289.482

4,68

51.908

17,93

1,6

Communist Party of Greece (KKE)

301.632

5,55

338.138

5,47

-36.506

-10,80

0,08

The River (Potami)

222.166

4,09

373.868

6,05

-151.702

-40,58

-1,96

Independent Greeks-National Patriotic Alliance (ANEL)

200.423

3,69

293.371

4,75

-92.948

-31,68

-1,06

Union of Centrists (EK)

186.457

3,43

110.826

1,79

75.631

68,24

1,64

 

 

 

 

 

Tot. Voti validi

5.431.850

55,2

6.181.274

62,36

-749.424

-12,12

-7,16

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 16 Ottobre 2019 11:13)