Get Adobe Flash player

Elezioni legislative Turchia 2015

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
ARCHIVIO POLITICA

Domenica 7 giugno si sono svolte le elezioni parlamentari per il rinnovo della Grande Assemblea Nazionale.

Durante la campagna elettorale, il Governo dell’AKP è stato accusato del declino dell’economia con l’aumento della disoccupazione, di aver ostacolato le milizie curde nella liberazione di Kobane dall’ISIS, di corruzione e

di voler introdurre un sistema presidenziale che avrebbe attribuito ad Erdoğan un potere senza limitazioni.

Inoltre, il 5 giugno in un comizio dell’HDP a Diyarbakır sono state lanciate due bombe che hanno provocato l’uccisione di 4 persone e ferito più di 100 sostenitori, mentre brogli elettorali sono stati segnalati nelle province di Adiyaman, Istanbul, Mus, Sakarya e Kocaeli. L’elettorato turco, si è espresso soprattutto contro il progetto di deriva presidenzialista.

Nonostante le preoccupazioni pre-elettorali da parte dell'Unione europea e l'OSCE di parzialità dei media, di possibili estesi brogli elettorali, le elezioni sono state elogiate dal Parlamento Europeo per essere ben organizzate e sono state dichiarate libere e eque.

I risultati definitivi hanno dato la vittoria al Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Justice and Development Party – AKP di orientamento conservatore filo-islamico) che ha ottenuto 18.867.411 di voti (- 2.531.671 voti rispetto alle elezioni del 2011) pari al 40,84% e 258 seggi (-53 rispetto al 2011) pari al 49,67% perdendo dopo 13 anni la maggioranza assoluta dei seggi. Il Partito del Popolo Repubblicano (Republican People's Party – CHP di orientamento di centrosinistra che si rifà ai principi del kemalismo) si conferma la seconda formazione politica ottenendo 11.518.139 di voti (+362.167 voti rispetto alle elezioni del 2011) pari al 24,93% e 132 seggi (-3 rispetto al 2011) pari al 24%. Si conferma al terzo posto il Partito del Movimento Nazionalista (Nationalist Movement Party – MHP di orientamento di destra nazionalista) che ha ottenuto 7.520.006 voti (+1.934.493 voti rispetto alle elezioni del 2011) pari al 16,28% e 80 seggi (+ 27 rispetto al 2011) pari al 14,55%. L’MHP ha eroso voti all’AKP a causa delle trattative di pace condotte da quest’ultimo con i curdi.

Per la prima volta nella storia elettorale turca, entra in Parlamento un partito filo-curdo, il Partito Democratico dei Popoli (Peoples' Democratic Party – HDP di orientamento progressista) erede del Partito della Democrazia e della Pace (Peace and Democracy Party – BDP) formato da una costellazione di piccoli partiti e movimenti di sinistra, che è stata la causa principale dell’erosione dei consensi dell’AKP. L’HDP ha ottenuto 6.058.489 di voti pari al 13,12% e 80 seggi. L’HDP, il cui statuto prevede metà candidati siano di genere femminile, ha eletto 30 donne (su 80 deputati). Inoltre il partito filo-curdo include tra i deputati anche esponenti di diverse minoranze come quella degli aleviti, delle comunità armena, azera, yezida, mhallama, araba, siriaca ed anche ex membri dell’AKP e del CHP.

Riguardo alle ipotesi sulla formazione del governo si ipotizzano due scenari: o un governo di minoranza di breve periodo a guida AKP, o un governo di coalizione tra l’AKP e i nazionalisti dell’MHP. Vedremo.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 16 Ottobre 2019 11:14)