Get Adobe Flash player

FORMULA ELETTORALE

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
LESSICO POLITICO-ELETTORALE

La maggior parte della letteratura politologia classifica i sistemi di votazione in base al tipo di formula elettorale applicata, ossia al meccanismo di traduzione dei voti in seggi. Le formule elettorali si distinguono in due grandi tipologie:

1)    formule maggioritarie;

2)    formule proporzionali.

Le formule maggioritarie possono essere a maggioranza relativa (plurality), a maggioranza assoluta o semplice (majority) e a maggioranza qualificata. Per maggioranza relativa s’intende una maggioranza qualsiasi. In pratica quando un’alternativa conquista un numero maggiore di voti rispetto agli altri concorrenti senza altre condizioni. Ad esempio, se vi è un solo seggio in palio al vincitore basta prendere un voto in più del secondo arrivato. Per maggioranza assoluta s’intende il 50%+1 degli aventi diritto, mentre per maggioranza semplice il 50%+1 dei votanti e dei voti validi. Per maggioranza qualificata s’intende una maggioranza superiore al 50%+1 (es. 2/3, 3/4 ecc.) che può essere calcolata sugli aventi diritto, sui votanti o sui voti validi.

Le formule proporzionali sono quelle che si pongono come scopo di garantire una certa corrispondenza tra i voti ottenuti e i seggi da assegnare.

Le formule proporzionali si dividono in due grandi categorie:

a) metodo del quoziente;

b) metodo del divisore.

Il metodo del quoziente si basa sul rapporto tra i voti ottenuti e i seggi da assegnare, dopodiché si assegnano questi ultimi dividendo le cifre elettorali ottenute dalle varie liste per il quoziente. Il metodo del divisore consiste nel dividere le cifre elettorali di ciascuna lista per una serie di numeri successivi e si prendono i quozienti elettorali ottenuti, ordinandoli in senso decrescente fino all’ultimo quoziente utile per l’assegnazione dell’ultimo seggio. Le formule del quoziente, a differenza di quelle del divisore, danno luogo al problema dell’assegnazione dei seggi residui.

La classificazione in base alla formula aritmetica ha il vantaggio della chiarezza e della semplicità, ma non è certamente esaustiva nel definire gli effetti (output) che nella prassi espletano i vari sistemi elettorali. Non per nulla l’errore semantico cui spesso si va incontro è di confondere la formula matematica, che è una parte, con il sistema elettorale, che è il tutto, pensando che la sola formula sia decisiva nel determinare il livello di proporzionalità di un dato sistema. Inoltre, anche se tenessimo conto solo della formula bisogna rilevare che essa presenta delle innumerevoli varietà per questo risulta difficile inquadrarla in due sole classi. Quindi faremo una classificazione tenendo conto, oltre alle principali e maggiormente diffuse formule elettorali, anche delle altre variabili come la struttura della votazione e le dimensioni della circoscrizione che, con riferimento ai sistemi elettorali con formula proporzionale, si rivela di importanza decisiva nella determinazione del livello di proporzionalità prodotto. Accanto alle due tipologie principali di sistemi elettorali ne esiste un’altra che rappresenta un tertium genus: ci riferiamo ai sistemi elettorali misti che hanno iniziato ad avere una certa diffusione a partire dalla fine degli anni ‘80.

 

 

a maggioranza relativa (plurality)

FORMULE MAGGIORITARIE:        a maggioranza assoluta (majority)

a maggioranza qualificata

 

 

 

del divisore

FORMULE PROPORZIONALI:

del quoziente

Ultimo aggiornamento (Lunedì 27 Febbraio 2012 11:49)