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CIRCOSCRIZIONE

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LESSICO POLITICO-ELETTORALE

Il rapporto tra elettori, eletti e area territoriale rappresenta uno degli aspetti salienti dei sistemi elettorali.

La circoscrizione[1] è l'area territoriale nella quale vengono attribuiti un certo numero di seggi, ed è considerata come unità di riferimento per i candidati e i votanti. La dimensione della circoscrizione ha due aspetti: da un lato corrisponde all'ampiezza territoriale, dall'altro è in relazione con il numero dei seggi che sono messi in palio.

Si tratta di una variabile fondamentale dei sistemi elettorali che si rivela, sotto certi aspetti, più determinante come indice di proporzionalità della stessa formula elettorale. Le circoscrizioni in base alla loro ampiezza si distinguono in:

a) circoscrizione unica nazionale: l'intero territorio di uno Stato forma un'unica circoscrizione nella quale vengono eletti i membri del Parlamento nazionale,

b) circoscrizione plurinominale: il territorio di uno Stato viene diviso in più circoscrizioni alle quali viene attribuito un certo numero di seggi,

c) circoscrizione uninominale: in ogni circoscrizione è attribuito un solo seggio. Di solito è connesso ai sistemi maggioritari, anche se essi si possono realizzare pure in circoscrizioni plurinominali (scrutinio di lista maggioritario). Dopo la Rivoluzione francese viene sancito il principio che i parlamentari rappresentano l’intera nazione, quindi ci si dovrebbe aspettare che in tutti gli Stati le circoscrizioni siano di ampiezza nazionale. Invece, non è così.

Israele e Olanda, rappresentano i soli Stati in cui i seggi sono ripartiti in un’unica circoscrizione coincidente con quella dell’intero territorio nazionale.

Nella stragrande maggioranza dei casi, i vari Stati dividono e assegnano i loro seggi in circoscrizioni plurinominali, nei quali la formula elettorale può essere di tipo proporzionale o maggioritaria. Possiamo affermare che i collegi uninominali sono incompatibili con la rappresentanza proporzionale. Il netto prevalere delle circoscrizioni substatali, è dovuto a due fondamentali motivi: il primo di natura storica: prima che si affermassero le idee della rappresentanza nazionale, le elezioni parlamentari avevano una connotazione fortemente localistica. Il secondo motivo è di natura pratica: le circoscrizioni locali permettono un contatto diretto tra elettori ed eletti e quindi una migliore conoscenza.

La distribuzione dei seggi all’interno delle circoscrizioni[2], può avvenire seguendo diversi criteri: il primo si basa su una ripartizione in base alla popolazione, che è il metodo più utilizzato, e consiste nell’attribuire ad una circoscrizione tanti seggi in proporzione al numero di abitanti. La ripartizione delle circoscrizioni si compie dividendo il numero degli abitanti residenti nel paese con quello dei seggi parlamentari. Il risultato ottenuto (arrotondato a quello intero superiore) rappresenta il quoziente della prima distribuzione. Successivamente si procede ad un’ulteriore distribuzione dei seggi in base al numero d’abitanti delle diverse circoscrizioni in cui è diviso un paese. La suddivisione delle aree elettorali non avviene esclusivamente in base a criteri meramente aritmetici in quanto deve tenere in considerazione anche le questioni di carattere politico, culturale (tradizioni storiche, etniche e linguistiche), e di autonomia politico-amministrativa.

Un altro criterio possibile è la ripartizione dei seggi in base alla presenza di minoranze varie e a tal fine vengono costituiti dei collegi, in maniera da favorire e mantenere particolari zone geografiche, concepite come aree di rappresentanza delle minoranze etniche. Un esempio è dato dalla Nuova Zelanda che prevede un collegio speciale per gli indigeni Maori. In Slovenia un seggio ciascuno viene assegnato alle minoranze appartenenti alla comunità italiana e ungherese, mentre in Finlandia un seggio è assegnato alla minoranza svedese attraverso un apposito collegio. Infine, la ripartizione dei seggi può avvenire su base statale e questo criterio di distribuzione della rappresentanza si collega al tipo di forma di stato federale. Una delle caratteristiche del federalismo è la presenza di un Parlamento bicamerale dove, accanto ad una Camera bassa rappresentativa del popolo, troviamo una Camera Federale che rappresenta i singoli Stati membri della Federazione. Il Canada, gli Stati Uniti, l’Argentina e la Germania rappresentano alcuni esempi.

 

 


[1]Il termine circoscrizione viene generalmente usato solo per i sistemi proporzionali, mentre per i sistemi maggioritari prevale l'uso del termine collegio.

[2]Il termine inglese col quale si indica la distribuzione dei seggi all’interno delle circoscrizioni è apportionment.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 27 Febbraio 2012 11:42)