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Gli effetti del sistema maggioritario uninominale a doppio turno (majority system) applicato per l’elezione dell’Assemblea Nazionale in Francia sui principali partiti

Gli effetti del sistema maggioritario uninominale a doppio turno (majority system) applicato per l’elezione dell’Assemblea Nazionale in Francia sui principali partiti

La notevole instabilità politica della “Quarta Repubblica”[1], dovuta principalmente alla partitocrazia che generava ripetute crisi ministeriali, portò la Francia sul finire degli anni Cinquanta ad una profonda crisi politico-istituzionale con l’aggravamento della crisi in Algeria dove l’esercito francese attuò una forte repressione nei confronti della popolazione locale che reclamava l’indipendenza.

Per far fronte alla gravissima situazione in Algeria, il presidente della repubblica Coty affidò la guida del governo al generale Charles De Gaulle, personaggio di grande prestigio, per aver animato  la resistenza durante l'occupazione tedesca. A De Gaulle furono affidati i poteri necessari per introdurre modifiche costituzionali portate a compimento nel 1958 (che segnò la nascita della “Quinta Repubblica” francese) con la riforma in senso semipresidenziale dello Stato[2].

De Gaulle fece introdurre il sistema elettorale maggioritario uninominale a doppio turno (majority system), per l’elezione dei deputati dell’Assemblea Nazionale, nell’ottobre del 1958[3] ed è tuttora applicato (salvo la parentesi 1985-86 dove fu introdotto il sistema proporzionale con sbarramento[4]). Il sistema elettorale varato per l’Assemblea Nazionale e l’introduzione nel 1962 dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica sempre con il majority system e con eventuale ballottaggio che avviene tra i primi due candidati al primo turno, ha favorito una bipolarizzazione del sistema partitico ed un depotenziamento dei partiti antisistema penalizzati nel meccanismo delle alleanze al secondo turno.

In questo lavoro, ci occuperemo deli effetti del sistema maggioritario uninominale a doppio turno (majority system) applicato per l’elezione dell’Assemblea Nazionale in Francia sui principali partiti.

Dall’analisi del sistema elettorale maggioritario francese, in 2 elezioni su 14 (0,14%) il secondo partito a livello di voti ottenuti conquista più seggi rispetto al primo partito. Nelle elezioni del 1958 l’Unione per la Nuova Repubblica, secondo a voti, conquista un numero di seggi superiore (+17,03% nella differenza voti-seggi) rispetto al Partito Comunista vincitore a voti che, addirittura, si è piazzato sesto in base ai seggi con una sottorappresentazione di ben 17,12 punti percentuali. Il Partito Comunista, a differenza degli altri partiti dell’arco costituzionale, era profondamente avverso alla creazione della V Repubblica. Per questa ragione, al secondo turno non si era alleato con nessuno pagando, quindi, in termini di seggi. Nelle elezioni del 1978 il Partito Socialista vincitore a voti viene superato a seggi dal secondo partito, Raggruppamento per la Repubblica ma anche dal terzo partito l’Unione per la Repubblica.

Questa è la prova empirica che tale sistema non presenta il requisito della monotonicità.

Il picco massimo di sovrarappresentazione del primo partito si è verificato nelle elezioni del 2002 (+27,45 punti percentuali), mentre quello del secondo partito in quelle del 1993 (+18,18 punti percentuali).

Nelle 14 elezioni esaminate per l’Assemblea Nazionale francese i partiti vincitori in termini di voti sono stati sovrarappresentati mediamente di 14,3 punti percentuali, mentre i partiti piazzatisi secondi sono stati sovrarappresentati con una media nettamente inferiore (+2,7 punti percentuali).

Nelle elezioni considerate (1958-2017) il partito che ha ottenuto più voti all’Assemblea Nazionale nella maggior parte delle elezioni è stato l’Unione per un Movimento Popolare[5]. Precisamente nelle elezioni che vanno dal 1962 al 1973, 1993, 2002 e 2007 (7 elezioni su 14). La stessa formazione politica è sempre giunta seconda nelle altre elezioni. Nel 1958 è stata sconfitta dal Partito Comunista a voti ma non a seggi, mentre nel 1981, 1988, 1997, 2012 dal Partito Socialista sia a voti sia a seggi e nelle recenti elezioni del 2017 da La Repubblica in Marcia !.

Il Partito Socialista[6] è risultato vincitore in 5 elezioni su 14 (1978, 1981, 1988, 1997 e 2012), mentre nelle recenti elezioni del 2017 ottiene il suo peggior piazzamento, risultando quinto.

Dal calcolo del livello di proporzionalità medio dei due principali partiti francesi, a partire dalle elezioni del 1958, l’Unione per un Movimento Popolare risulta essere sovrarappresentata di 12,03 punti percentuali (media 25,7% di voti e 37,73% di seggi) mentre il Partito Socialista risulta essere mediamente sovrarappresentato di 4,08 punti percentuali (media 21,63% di voti e 25,71% di seggi). Tra le formazioni politiche di rilievo considerate, vi è l’Unione per la Democrazia Francese[7] che risulta essere sovrarappresentata di 2,33 punti percentuali (media 12,13% di voti e 14,45% di seggi) e il Partito Comunista[8] che, al contrario subisce una sottorappresentazione di 6,52 punti percentuali (media 13,62% di voti e 7,10% di seggi). A partire dalle elezioni del 1997 è emersa tra i principali partiti una formazione politica di estrema destra, il Fronte Nazionale che, per il fatto che al ballottaggio si trova isolata anche dagli altri partiti di destra, subisce una sottorappresentazione di 7,23 punti percentuali (media 8,04% di voti e 0,82% di seggi).

I partiti giunti terzi in termini di voti ottenuti risultano sovrarappresentati in sole 2 elezioni su 14 (mediamente risultano sottorappresentati di 5,62 punti percentuali).

Per quanto riguarda il livello di concentrazione del sistema partitico francese, a partire dalle elezioni del 1958 ad oggi all’Assemblea Nazionale i primi due partiti hanno ottenuto un numero di voti di poco superiore al 50%. Nelle elezioni del 2007 si è avuta la massima concentrazione pari al 64,27% mentre la concentrazione minima è stata nel 1958 dove i primi due partiti hanno ottenuto 36,54% di voti. La concentrazione massima di seggi si è avuta nelle elezioni del 2007 dove i primi due partiti hanno ottenuto una percentuale di seggi pari all’86,49%. Soltanto nelle elezioni del 2002, 2007 e 2012 i primi due partiti a livello di voti ottengono un numero di seggi superiore all’80%.

Abbiamo calcolato il livello di disproproporzionalità applicando l’indice di Lijphart[9] e esaminando tutte le elezioni tenutesi col majority system double ballot, il massimo livello di disproporzionalità si è avuto in quelle del 1993 (+20,39 punti percentuali), mentre in quelle del 1978 si è avuto il livello minimo di disproporzionalità (+4,81 punti percentuali).

Il quadro complessivo dell’andamento del voto per l’Assemblea Nazionale francese, dal 1958 ad oggi, si può vedere nella tab. 13, mentre nella tab. 15 sono riportati i valori medi di disproporzionalità dei due maggiori partiti.

Tab. 1 – Rendimento Les Républicains

Anno

Voti in valori assoluti

% Voti

Seggi in valori assoluti

% Seggi

Sovra/sotto

Posizionamento

1958

3.603.958

17,59

189

34,62

17,03

1962

5.855.744

31,94

229

49,25

17,31

1967

7.218.112

32,27

201

41,27

9,00

1968

8.442.413

38,12

294

60,37

22,25

1973

6.035.532

25,41

178

37,63

12,22

1978

6.333.173

22,54

150

30,55

8,01

1981

5.258.328

20,87

85

17,31

-3,56

1988

4.687.047

19,19

126

21,91

2,72

1993

5.188.196

20,39

248

42,98

22,59

1997

3.977.964

15,70

140

24,26

8,56

2002

8.408.023

33,30

356

60,75

27,45

2007

10.289.737

39,54

313

54,25

14,71

2012

7.037.268

27,12

194

33,62

6,50

2017

3.573.427

15,77

112

19,41

3,64

Media

6.136.352

25,70

201

37,73

12,03

 

Tab. 2 – Effetti meccanici Les Républicains

Effetti meccanici

Data elezione

%

Massima sovrarappresentazione

2002

+27,45%

Massima sottorappresentazione

1981

-3,56%

 

 

Tab. 3 – Rendimento del Centre National des Indépendants et Paysans (CNIP)[10]

Anno

Voti in valori assoluti

% Voti

Seggi in valori assoluti

% Seggi

Sovra/sotto

Posizionamento

1958

2.815.176

13,74

132

24,18

10,44

1962

1.404.177

7,66

28

6,02

-1,64

1967

729.980

3,26

7

1,44

-1,82

1968

428.872

1,94

8

1,64

-0,30

1973

810.086

3,41

15

3,17

-0,24

1978

525.975

1,87

 

 

-1,87

1981

643.826

2,56

10

2,04

-0,52

1988

 

 

 

[11]

 

 

1993

122.194

0,48

 

 

-0,48

14°

1997

132.814

0,52

 

 

-0,52

14°

2002

14.403

0,06

 

 

-0,06

28°

2007

 

 

 

 

 

2012

 

 

 

 

 

 

Media

762.750

3,55

20

3,85

0,30

 

 

 

Tab. 4 – Effetti meccanici Centre National des Indépendants et Paysans (CNIP)

Effetti meccanici

Data elezione

%

Massima sovrarappresentazione

1958

+10,44%

Massima sottorappresentazione

1978

-1,87%

 

 

Tab. 5 – Rendimento del Union pour la Démocratie Française/Mouvement Démocrate

Anno

Voti in valori assoluti

% Voti

Seggi in valori assoluti

% Seggi

Sovra/sotto

Posizionamento

1978

5.562.828

19,80

124

25,25

5,45

1981

4.835.552

19,20

62

12,63

-6,57

1988

4.519.459

18,50

129

22,43

3,93

1993

4.855.274

19,08

215

37,26

18,18

1997

3.601.279

14,21

113

19,58

5,37

2002

1.226.462

4,86

28

4,78

-0,08

2007

1.981.107

7,61

3

0,52

-7,09

2012

458.098

1,77

2

0,35

-1,42

2017

932.227

4,12

42

7,28

3,16

Media

3.108.032

12,13

80

14,45

2,33

 

 

 

 

 

 

 

Tab. 6 – Effetti meccanici Union pour la Démocratie Française/Mouvement Démocrate

Effetti meccanici

Data elezione

%

Massima sovrarappresentazione

1993

+18,18%

Massima sottorappresentazione

2007

-7,09%

 

 

 

Tab. 7 – Rendimento del Parti Socialiste

Anno

Voti in valori assoluti

% Voti

Seggi in valori assoluti

% Seggi

Sovra/sotto

Posizionamento

1958

3.167.354

15,46

40

7,33

-8,13

1962

2.298.729

12,54

65

13,98

1,44

1967

4.224.110

18,88

117

24,02

5,14

1968

3.662.443

16,54

57

11,70

-4,84

1973

4.537.348

19,10

89

18,82

-0,28

1978

6.403.265

22,79

104

21,18

-1,61

1981

9.077.435

36,03

269

54,79

18,76

1988

8.493.702

34,77

260

45,22

10,45

1993

4.476.716

17,60

55

9,53

-8,07

1997

5.961.612

23,53

250

43,33

19,80

2002

6.086.599

24,11

141

24,06

-0,05

2007

6.436.520

24,73

186

32,24

7,51

2012

7.618.326

29,35

280

48,53

19,18

2017

1.685.677

7,44

30

5,20

-2,24

Media

5.294.988

21,63

139

25,71

4,08

 

Tab. 8 – Effetti meccanici Partiti Socialiste

Effetti meccanici

Data elezione

%

Massima sovrarappresentazione

1997

+19,80%

Massima sottorappresentazione

1958

-8,13%

 

 

 

Tab. 9 – Rendimento del Parti Communiste Français

Anno

Voti in valori assoluti

% Voti

Seggi in valori assoluti

% Seggi

Sovra/sotto

Posizionamento

1958

3.882.204

18,95

10

1,83

-17,12

1962

4.003.553

21,84

41

8,82

-13,02

1967

5.039.032

22,53

73

14,99

-7,54

1968

4.434.832

20,02

34

6,98

-13,04

1973

5.085.356

21,41

73

15,43

-5,98

1978

5.791.525

20,61

86

17,52

-3,09

1981

4.065.962

16,14

44

8,96

-7,18

1988

2.765.761

11,32

27

4,70

-6,62

1993

2.336.254

9,18

24

4,16

-5,02

1997

2.519.281

9,94

36

6,24

-3,70

2002

1.216.178

4,82

22

3,75

-1,07

2007

1.115.663

4,29

15

2,60

-1,69

2012

1.793.192

6,91

10

1,73

-5,18

2017

615.487

2,72

10

1,73

-0,98

Media

3.190.306

13,62

36

7,10

-6,52

 

Tab. 10 – Effetti meccanici del Parti Communiste Français

Effetti meccanici

Data elezione

%

Massima sovrarappresentazione

Mai stato sovrarappresentato

Massima sottorappresentazione

1958

-17,12%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tab. 11 – Rendimento del Front National[12]

Anno

Voti in valori assoluti

% Voti

Seggi in valori assoluti

% Seggi

Sovra/sotto

Posizionamento

1973

122.498

0,52

0

0,00

-0,52

11°

1978

82.743

0,29

0

0,00

-0,29

13°

1981

44.414

0,18

0

0,00

-0,18

1988

2.359.528

9,66

35

6,11

-3,55

1993

3.159.477

12,42

1

0,17

-12,25

1997

3.785.383

14,94

1

0,17

-14,77

2002

2.862.960

11,34

0

0,00

-11,34

2007

1.116.136

4,29

0

0,00

-4,29

2012

3.528.663

13,60

2

0,35

-13,25

2017

2.990.454

13,20

8

1,39

-11,81

Media

2.005.226

8,04

5

0,82

-7,23

 

Tab. 12 – Effetti meccanici del Front National

Effetti meccanici

Data elezione

%

Massima sovrarappresentazione

Mai stato sovrarappresentato

Massima sottorappresentazione

1997

-14,77%

 

 

 

Tab. 13 – Sovra/sottorappresentazione media dei primi 3 partiti nell’Assemblea Nazionale

1° partito

2° partito

Sovra/sotto 1°

Sovra/sotto 2°

3° partito

Sovra/sotto 3°

Anno

% voti

%seggi

% voti

%seggi

% voti

%seggi

1958

18,95

1,83

17,59

34,62

-17,12

17,03

15,46

7,33

-8,13

1962

31,94

49,25

21,84

8,82

17,31

-13,02

12,54

13,98

1,44

1967

32,27

41,27

22,53

14,99

9,00

-7,54

18,88

24,02

5,14

1968

38,12

60,37

20,02

6,98

22,25

-13,04

16,54

11,70

-4,84

1973

25,41

37,63

21,41

15,43

12,22

-5,98

19,10

18,82

-0,28

1978

22,79

21,18

22,54

30,55

-1,61

8,01

20,61

17,52

-3,09

1981

36,03

54,79

20,87

17,31

18,76

-3,56

19,20

12,63

-6,57

1988

34,77

45,22

19,19

21,91

10,45

2,72

18,50

22,43

3,93

1993

20,39

42,98

19,08

37,26

22,59

18,18

17,60

9,53

-8,07

1997

23,53

43,33

15,70

24,26

19,80

8,56

14,94

0,17

-14,77

2002

33,3

60,75

24,11

24,06

27,45

-0,05

11,34

0

-11,34

2007

39,54

54,25

24,73

32,24

14,71

7,51

7,61

0,52

-7,09

2012

29,35

48,53

27,12

33,62

19,18

6,50

13,6

0,35

-13,25

2017

28,21

53,38

15,77

19,41

25,17

3,64

13,2

1,39

-11,81

Media

29,61

43,91

20,89

22,96

14,30

2,07

15,65

10,03

-5,62

 

Tab. 14 – Effetti meccanici del sistema elettorale sui primi tre partiti

Effetti meccanici

Data elezione

%

Massima sovrarappresentazione 1° partito

2002

+27,45%

Massima sottorappresentazione 1° partito

1958

-17,12%

Massima sovrarappresentazione 2° partito

1993

+18,18%

Massima sottorappresentazione 2° partito

1968

-13,04%

Massima sovrarappresentazione 3° partito

1967

+5,14%

Massima sottorappresentazione 3° partito

1997

-14,77%

 

 

 

Tab. 15 – Francia. Gli effetti del maggioritario a doppio turno per l’Assemblea Nazionale dal 1958 al 2017

Elezioni

Formula elettorale

Grandezza media delle circoscrizioni

Indice di disproporzionalità di Lijphart

Sottorappresentazione dei partiti arrivati secondi

1958

Majority

1

17,12

NO (Union pour la Nouvelle République +17,03%)

1962

Majority

1

15,17

SI (Parti Communiste Français -13,02%)

1967

Majority

1

8,27

SI (Parti Communiste Français -7,54%)

1968

Majority

1

17,65

SI (Parti Communiste Français -13,04%)

1973

Majority

1

9,10

SI (Parti Communiste Français -5,98%)

1978

Majority

1

4,81

NO (Rassemblement pour la République +8,01%)

1981

Majority

1

11,16

SI (Rassemblement pour la République -3,56%)

1988

Majority

1

6,59

NO (Rassemblement pour la République +2,72%)

1993

Majority

1

20,39

NO (Union pour la Démocratie Française +18,18%)

1997

Majority

1

14,18

NO (Rassemblement pour la République +8,56%)

2002

Majority

1

13,75

SI (Parti Socialiste -0,05%)

2007

Majority

1

11,11

NO (Parti Socialiste +7,51%)

2012

Majority

1

12,84

NO (Union pour un Mouvement Populaire  +6,50%)

2017

Majority

1

14,41

NO (Les Républicains  +3,64%)

 

Tab. 16 – Francia. Livello di proporzionalità medio dei due partiti principali nelle elezioni dell’Assemblea Nazionale dal 1958 al 2017.

Unione per un Movimento Popolare +12,03%

Partito Socialista +4,08%

 

 

 


[1]Nel periodo della Quarta Repubblica (1946-1958), vi sono stati ben 24 governi la cui durata media è stata di 6 mesi.

[2]La Costituzione fu approvata a larga maggioranza dai cittadini francesi.

[3]Il maggioritario a doppio turno era già stato applicato nella III Repubblica (1876 al 1939 con alcune eccezioni nel 1885-1889 e 1919-1924).

[4]Fu voluto da Mitterrand per ammortizzare la prevedibile sconfitta del Partito Socialista e alleati.

[5]De Gaulle fondò nel 1947 il Rassemblement du Peuple Français (RPF) che aveva come primario obiettivo di rafforzare il potere esecutivo contrastando la partitocrazia della Quarta Repubblica. L’RPF era collocato al di là della divisione tra destra e sinistra e rimase in vita fino al 1955. L’Union pour la Nouvelle République (UNR) è un partito di orientamento conservatore fondato nel 1958 e dissolto nel 1968 che si rifà al gollismo. Nel 1962 si allea con l’Unione Democratica del Lavoro (UNR-UDT). Nel 1967 diventa Union des démocrates pour la cinquième République (UD-Ve). Nel giugno del 1968 Unione per la Difesa della Repubblica in reazione agli avvenimenti di maggio. Dal 1968 al 1977 l’UNR diventa Union des Démocrates pour la République (UDR). Dal 1978 al 2002 Rassemblement pour la République (RPR), in seguito Union pour un Mouvement Populaire (UMP) e nel 2015 Les Républicains (LR).

[6]Il Partito Socialista è un partito fondato nel 1905 con il nome di Section Française de l'Internationale Ouvrière (SFIO). Nelle elezioni del 1967 e 1968 si presenta come Fédération de la Gauche Démocrate et Socialiste (che comprende partiti della sinistra non comunista). Nel 1969 diventa Partito Socialista.

[7]L’Union pour la Démocratie Française (UDF) era un partito di centrodestra non gollista fondato nel 1978 a sostegno di Valéry Giscard d'Estaing, alleato del Rassemblement pour la République (RPR) e dissolto nel 2007. Successore Mouvement Démocrate (MoDem) fondato da François Bayrou che si presenta da solo nelle elezioni del 2007. Nelle elezioni del 2012 assume la denominazione di Centre pour la France che include altre formazioni minori.

[8]Il Parti Communiste Français (PCF) è nato nel 1920 da una scissione con la Section Française de l'Internationale Ouvrière (SFIO) e alleato del Partito Socialista a partire dagli anni 70. Nel 2008 nasce il Front de Gauche di cui il maggiore esponente è il Partito Comunista.

[9]L’indice di disproporzionalità di Lijphart si calcola sommando in valore assoluto la differenza tra %seggi e %voti dei primi due partiti e dividendo il risultato per 2.

[10]Il CNIP è un partito di orientamento liberal-conservatore fondato nel 1949 da René Coty (ex Presidente della Repubblica dal 1954 al 1959) dalla fusione con i seguenti partiti: Centre National de Independents, Parti Paysant d'Union Sociale a cui si aggiunge successivamente il Parti Républicain de la Liberté. Nelle elezioni del 1967, 1968 e 1973 presenta candidati anche nelle file dell'Union des Démocrates pour la Cinquième République (UDR). Nelle elezioni del 1978, 1981, 1986 e 1988 presenta candidati nelle file del Rassemblement pour la République (RPR). Nelle elezioni del 2007 e 2012 presenta candidati nelle file dell'Union pour un Mouvement Populaire (UMP).

[11]Conquista 2 seggi in apparentamento con UDF e RPR.

[12]Il FN è un partito fondato nel 1973, di orientamento nazionalista (in origine estrema destra). In questi ultimi anni, data la sfumatura della distinzione tra destra e sinistra, ha assunto posizioni di stampo populiste/sovraniste contro l’establishment politico-burocratico dell’UE.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 25 Gennaio 2018 18:23)

 

Cruciverba di archivio elettorale

http://www.armoredpenguin.com/crossword/Data/2017.12/0407/04075640.021.html

Per risolvere il cruciverba clicca su solve Online all'interno del link.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 04 Dicembre 2017 15:58)

 

Cambi di gruppo nel Parlamento italiano

In questi giorni in Senato ben 3 senatori hanno abbandonato il proprio partito. Si tratta del presidente del Senato Pietro Grasso che ha abbandonato il Pd passando al gruppo misto, Roberto Calderoli che ha abbandonato la Lega passando al gruppo misto e Giovanni Piccoli che dopo aver lasciato Forza Italia vi rientra. A novembre 2017 si contano 234 cambi di gruppo al Senato e 299 alla Camera per un totale di 533.

Nella precedente legislatura (2008-2013) i cambi di gruppo erano mediamente di 4 al mese. Nell'attuale legislatura sono poco più che raddoppiati, passando a circa 10.

Fonte: Openpolis

Ultimo aggiornamento (Giovedì 16 Novembre 2017 18:18)

 

Spiegazione pratica del Rosatellum

Esempio pratico: supponiamo che in un collegio uninominale si presenti un candidato appartenente a Forza Italia e che sia sostenuto dai seguenti partiti: Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Partito Pensionati, Movimento Direzione Italia. Supponiamo che su 1000 elettori  di centro destra 400 votino il candidato di Forza Italia, mentre gli altri 600 votino come segue: 260 FI, 240 Lega, 80 FdI, 5 Direzione Italia, 15 Partito Pensionati.

Al candidato di FI spettano 1000 voti, mentre i 400 voti che ha ottenuto si ripartiscono tra le liste in proporzione ai voti ottenuti. Per cui a FI (260 voti ottenuti pari al 26%) spettano (260+il 26% di 400) 364 voti, alla Lega (240 voti ottenuti pari al 24%) spettano (190+il 24% di 400) 286 voti, a FdI (80 voti ottenuti pari al 8%) spettano (100+l’8% di 400) 132 voti, a Direzione Italia (15 voti ottenuti pari al 1,5%) spettano (15+l’1,5% di 400) 21 voti, al Partito Pensionati (5 voti ottenuti pari allo 0,5%) spettano (5+lo 0,5% di 400) 7 voti.

Pertanto, un elettore della Lega o di Fratelli d’Italia che non gradisce il candidato di Forza Italia vede i suoi voti trasferiti automaticamente al candidato in proporzione ai voti ottenuti dalle liste collegate al medesimo. Anche gli elettori del candidato di Forza Italia che non gradiscono votare Lega Nord, sarebbero costretti a subire il trasferimento dei loro voti a questo partito in proporzione ai voti ricevuti. Appare evidente che la scelta effettiva dell’elettore non sarebbe del tutto rispettata.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 15 Novembre 2017 11:00)

 

Referendum sull'indipendenza della Catalogna 2017

Il governo regionale della Catalogna ha indetto il 1 ottobre un referendum sull’indipendenza della Catalogna dal regno di Spagna.

Nel giugno del 2017 il governo catalano ha fatto richiesta di referendum la quale è stata approvata il 6 settembre 2017 con una legge dal parlamento catalano con 72 voti a favore (Uniti per il Sì e Candidatura di Unità Popolare), 11 astenuti (Catalogna Sì è Possibile) e nessun voto contrario, mentre i partiti d’opposizione (Partito Popolare, Partito Socialista di Catalogna e Cittadini) contrari all’indipendenza non hanno partecipato al voto. La legge è stata controfirmata dal presidente della Generalitat de Catalunya Carles Puigdemont (del partito Convergenza per la Catalogna). La legge prevede che l'indipendenza sarebbe vincolante anche senza un quorum di partecipazione.

Il Tribunale Costituzionale ha sospeso il referendum su richiesta urgente del governo del regno di Spagna (guidato da Mariano Rajoy del Partito Popolare) che ha chiesto l’annullamento della legge istitutiva del referendum in base al principio dell’indissolubilità e indivisibilità dello Stato sancita dall’articolo 2 della Costituzione. Inoltre, la Procura generale spagnola ha denunciato le autorità catalane di disobbedienza e prevaricazione ed ha ordinato il sequestro di tutto il materiale elettorale. La polizia spagnola ha proceduto all’arresto del vicepresidente della Generalitat de Catalunya e di importanti funzionari regionali. I manifestanti hanno opposto una pacifica resistenza e alcuni di essi sono stati feriti in seguito a scontri con le forze dell’ordine. Da rilevare che il Mossos (polizia regionale catalana) non ha eseguito gli ordini dello Stato centrale spagnolo.

Il quesito del referendum in base alle legge catalana istitutiva del referendum è stato il seguente:

“Voleu que Catalunya sigui un estat indipendente en forma de República?” (“Vuoi che la Catalogna sia una Stato indipendente sotto forma di Repubblica?”)

Risultati del referendum

voti in valori assoluti

% voti

 

Favorevoli all’indipendenza

2.020.144

91,96

 

Contrari all’indipendenza

176.565

8,04

 

Voti validi

2.196.709

100,00

 

Elettori

Votanti

Votanti in %

Voti validi in %

Schede non valide

Schede non valide in %

5.343.358

2.262.424

42,34

41,11

65.715

1,23

La situazione politico-istituzionale spagnola è gravissima in cui l’aspetto prevalente che emerge agli occhi dell’opinione pubblica, al di là delle questioni giuridiche, è l’atteggiamento pesantemente repressivo del governo centrale spagnolo nei confronti dei cittadini catalani che pacificamente volevano esprimere la loro opinione attraverso il principale strumento dei regimi democratici, ossia il voto. Saremo come sempre curiosi di vedere il seguito che, rebus sic stantibus, appare tutt’altro che roseo. Sarà auspicabile che le rispettive élites spagnola e catalana, magari con la mediazione dell’UE, trovino un accordo per un uscita consensuale. La catalexit appare un processo irreversibile.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 02 Ottobre 2017 21:32)