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Analisi elezioni regionali Emilia Romagna 2020

Domenica 26 gennaio 2.373.974 cittadini emiliano-romagnoli si sono recati alle urne (con un’affluenza pari al 67,67% su 3.508.179 elettori) per l’elezione del Presidente della Giunta regionale e dei consiglieri regionali.

Il Consiglio regionale è formato da 50 consiglieri, compresi il Presidente della Giunta regionale e il candidato alla carica di Presidente della Giunta arrivato secondo. È stabilito il limite di due mandati consecutivi per il Presidente della Giunta.

Riguardo la struttura della votazione, ogni elettore può votare solo per un candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale, votare sia per il candidato Presidente sia per una delle liste collegate, votare per il candidato Presidente e per una lista non collegata (cd. voto disgiunto), oppure votare a favore solo di una lista ed in questo caso il voto si estende anche al candidato/a Presidente collegato/a. L’elettore ha la possibilità di esprimere fino a due preferenze all’interno della lista prescelta, purché per candidati di diverso sesso (la c.d. “doppia preferenza di genere”).

I seggi sono ripartiti tra le circoscrizioni provinciali in base alla popolazione.

In merito all’attribuzione dei seggi alle liste 40 dei 50 seggi previsti sono quindi assegnati, in prima battuta, nelle circoscrizioni provinciali con i quozienti interi, individuati dividendo i voti di ogni lista per il numero dei seggi più uno (metodo Hagenbach-Bischoff), e, successivamente, sulla base dei resti riportati nel collegio unico regionale. Sono ammesse alla competizione elettorale solo le liste con il medesimo contrassegno presenti in almeno 5 circoscrizioni provinciali

le liste che non raggiungono il 3% dei voti validi non partecipano al riparto dei seggi, a meno che non siano collegate a un candidato Presidente che abbia ottenuto almeno il 5% dei voti.

È previsto il premio di maggioranza: la coalizione vincente, che abbia ottenuto un numero di seggi pari o inferiore a 24 sulla base del riparto proporzionale, avrà a disposizione, oltre al seggio del presidente, altri 9 seggi. Mentre ne otterrà solo 4 nel caso in cui abbia ottenuto un numero di seggi superiore a 24. In ogni caso, alla coalizione vincente saranno assegnati almeno 27 seggi, anche attraverso una riduzione del numero dei seggi attribuiti alle opposizioni, quando questa cifra non sia raggiunta neppure con il premio di maggioranza.
Si sono presentati sette candidati: Stefano Bonaccini (Partito Democratico), Lucia Borgonzoni (Lega), Simone Benini (Movimento 5 Stelle), Marta Collot (Potere al Popolo), Stefano Lugli (L’Altra Emilia Romagna), Laura Bergamini (Partito Comunista), Domenico Battaglia (Movimento 3V).

Ma, come previsto dai sondaggi, gli unici candidati in grado di competere per la vittoria sono stati il presidente in carica Stefano Bonaccini (Partito Democratico) e Lucia Borgonzoni (Lega). La campagna elettorale è stata vivacizzata dall’ingresso del Movimento delle Sardine che si è caratterizzato per la sua presa di posizione contro la politica di Salvini.

La vittoria è andata a Bonaccini della coalizione di centrosinistra che è quindi rieletto per un secondo mandato ottenendo il 51,42% dei voti. La coalizione di centrosinistra, oltre al Partito Democratico, includeva altre 5 liste: la Lista Bonaccini Presidente, Emilia-Romagna Coraggiosa Ecologista e Progressista, Europa Verde, +Europa - Psi - Pri e Volt Emilia Romagna. La coalizione di centrodestra (che comprendeva Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Progetto Emilia-Romagna Rete civica, Il Popolo della Famiglia - Cambiamo!, Giovani per l'Ambiente) ha presentato Lucia Borgonzoni, senatrice bolognese e figlia dell’architetto Giambattista Borgonzoni che ha ottenuto il 43,63% dei voti. Al terso posto, nettamente distanziato il candidato del Movimento 5 Stelle Simone Benini col 3,48%. Infine, gli altri quattro candidati hanno ottenuto meno dello 0,5% dei suffragi.

Dopo la sconfitta alle europee del maggio 2019, il Partito Democratico è tornato ad essere il primo partito della Regione guadagnando 214.867 voti assoluti rispetto alle regionali del 2014 (-9,84 punti percentuali). Rispetto alle europee ha guadagnato voti anche in termini relativi (+46.845 voti e +3,45 punti percentuali). La Lega diventa la seconda formazione politica (dopo aver superato per la prima volta nella storia elettorale dell’Emilia Romagna il Partito Democratico alle europee del 2019). Rispetto alle regionali del 2014 ha guadagnato 457.425 voti (+12,53 punti percentuali), ma rispetto alle europee 2019 ha perso 69.084 voti (-1,82 punti percentuali). Notevole risultato ottenuto da Fratelli d’Italia, diventato il terzo partito, che rispetto alle regionali del 2014 guadagna 162.744 voti (+6,67 punti percentuali) mentre rispetto alle europee del 2019 guadagna 80.935 voti (+3,93 punti percentuali). Disfatta per il Movimento 5 Stelle che dopo essere stato il primo partito della Regione dopo le elezioni politiche del 2018 ha subìto due pesanti sconfitte elettorali nell’arco di un anno e mezzo. Rispetto alle regionali del 2014 ha perso 56.861 voti (-8,52 punti percentuali) e rispetto alle europee di 8 mesi fa ha perso 290.019 voti (-8,15 punti percentuali). Continua il declino inarrestabile di Forza Italia scavalcato pure dalla Lista Bonaccini Presidente e dalla lista di sinistra Emilia-Romagna Coraggiosa Ecologista e Progressista. Rispetto alle regionali del 2014 Forza Italia perde 45.161 voti e 5,8 punti percentuali mentre rispetto alle europee del 2019 perde 76.675 voti (-3,31 punti percentuali).

La partecipazione elettorale è stata del 67,67% (+30 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni regionali del 2014 che segnarono il record storico di assenteismo in Italia) confermando sostanzialmente il dato delle europee del 2019.

Tab. 1 – Emilia Romagna. Differenze regionali 2020 e europee 2019 riguardanti i principali partiti

Regionali 2020

Europee 2019

partito

voti validi

voti validi in %

partito

voti validi

voti validi in %

Differenza voti validi in valore assoluto

Differenza voti validi in punti percentuali

Partito Democratico

749.976

34,69

Partito Democratico

703.131

31,24

46.845

3,45

Lega

690.864

31,95

Lega

759.948

33,77

-69.084

-1,82

Fratelli d'Italia

185.796

8,59

Fratelli d'Italia

104.861

4,66

80.935

3,93

Movimento 5 Stelle

102.595

4,74

Movimento 5 Stelle

290.019

12,89

-187.424

-8,15

Emilia-Romagna Coraggiosa Ecologista e Progressista

81.419

3,77

Emilia-Romagna Coraggiosa Ecologista e Progressista

42.010

1,87

39.409

1,90

Forza Italia

55.317

2,56

Forza Italia

131.992

5,87

-76.675

-3,31

 

Votanti in %

 

 

Votanti in %

 

 

 

 

66,67

 

 

37,71

 

 

 

Tab. 2 – Emilia Romagna. Differenze regionali 2020-2014

 

Regionali 2020

Regionali 2014

 

 

 

partito

voti validi

voti validi in %

partito

voti validi

voti validi in %

Differenza voti validi in valore assoluto

Differenza voti validi in punti percentuali

 

Partito Democratico

749.976

34,69

Partito Democratico

535.109

44,53

214.867

-9,84

 

Lega

690.864

31,95

Lega

233.439

19,42

457.425

12,53

 

Fratelli d'Italia

185.796

8,59

Fratelli d'Italia

23.052

1,92

162.744

6,67

 

Movimento 5 Stelle

102.595

4,74

MoVimento 5 Stelle

159.456

13,27

-56.861

-8,53

 

Emilia-Romagna Coraggiosa Ecologista e Progressista

81.419

3,77

Sinistra ecologia e libertà (Sel)

38.845

3,23

42.574

0,54

 

Forza Italia

55.317

2,56

Forza Italia

100.478

8,36

-45.161

-5,80

 

+Europa - Psi - Pri

33.087

1,53

Emilia Romagna Civica

17.984

1,5

15.103

0,03

 

L'Altra Emilia-Romagna

7.830

0,36

L'Altra Emilia-Romagna

44.676

3,72

-36.846

-3,36

 

Altri Csx

176.000

8,14

Altri Csx

5.247

0,44

170.753

7,70

 

Altri Cdx

43.803

2,02

Altri Cdx

31.635

2,63

12.168

-0,61

 

Altri Sx

18.335

0,85

Altri Sx

 

 

18.335

0,85

 

Altri

17.194

0,8

Altri

11.864

0,99

5.330

-0,19

 

_Totale

2.162.216

100

_Totale

1.201.785

100

 

 

 

Sia in termini di voto al presidente sia in quelli di voto alle liste e alle coalizioni, il centrosinistra ha superato il centrodestra. Stefano Bonaccini ha ottenuto 181.070 voti in più (pari a 7,79 punti percentuali) di Lucia Borgonzoni, mentre la sua coalizione di centrosinistra ha superato quella di centrodestra di soli 58.695 voti (pari a 2,9 punti percentuali). Si ipotizza, come rilevato anche dall’indagine di alcuni Istituti di ricerca, che Bonaccini abbia beneficiato del voto diviso proveniente in buona parte da elettori del Movimento 5 Stelle e da alcuni elettori della sinistra alternativa. Come si evince dalla tabella 3 ben cinque candidati hanno avuto un rendimento personale inferiore rispetto alle liste da cui sono stati presentati.

 

Tab. 3 – Emilia Romagna. Differenze voti candidati e voti alla coalizione

Candidati Presidente

Numero di liste a sostegno dei candidati

Voti candidati

Voti liste collegate

Diff. In valore assoluto

Diff. In %

Voti personali in % sul totale dei voti attribuiti ai soli candidati

Stefano Bonaccini

6

1.195.742

1.040.482

155.260

12,98

95,09

Lucia Borgonzoni

6

1.014.672

981.787

32.885

3,24

20,14

Simone Benini

1

80.823

102.595

-21.772

-26,94

-13,33

Domenico Battaglia

1

10.979

11.187

-208

-1,89

-0,13

Laura Bergamini

1

10.269

10.287

-18

-0,18

-0,01

Marta Collot

1

7.029

8.048

-1.019

-14,50

-0,62

Stefano Lugli

1

5.983

7.830

-1.847

-30,87

-1,13

_Totale

17

2.325.497

2.162.216

163.281

7,02

100,00

 

Tab. 4 – Emilia Romagna. Differenze voti coalizioni regionali 2020/2014

Tab. 4 – Emilia Romagna. Differenze voti coalizioni regionali 2020/2014

Regionali 2020

Regionali 2014

 

 

Coalizione

voti validi

voti validi in %

Coalizione

voti validi

voti validi in %

Differenza voti validi in valore assoluto

Differenza voti validi in punti percentuali

Centrosinistra

1.195.742

51,42

Centrosinistra

615.723

49,05

580.019

2,37

Centrodestra

1.014.672

43,63

Centrodestra

374.736

29,85

639.936

13,78

Movimento 5 Stelle

80.823

3,48

Movimento 5 Stelle

167.022

13,31

-86.199

-9,83

Altri

34.260

1,47

Altri

97.777

7,79

-63.517

-6,32

 

Come si evince dalla tabella 4, rispetto alle precedenti elezioni del 2014, la coalizione uscente di centrosinistra ha guadagnato in valore assoluto 580.019 voti pari a 2,37 punti percentuali. Al contrario, la coalizione di centrodestra in termini di voti ne guadagna 639.936 pari a 13,78 punti percentuali.

In definitiva, da queste elezioni si evincono questi aspetti rilevanti:

-          un aumento consistente della partecipazione elettorale confronto alle regionali del 2014 e una tenuta rispetto alle europee del 2019;

-          una buona affermazione netta di Fratelli d’Italia soprattutto rispetto alle regionali del 2014,

-          una pesantissima perdita di voti del Movimento 5 Stelle soprattutto rispetto alle recenti elezioni europee del maggio 2019.

 

Analisi elezioni regionali Calabria 2020

Domenica 26 gennaio 840.563 cittadini calabresi si sono recati alle urne (con un’affluenza pari al 44,33% su 1.895.990 elettori) per l’elezione del Presidente della Giunta regionale e dei consiglieri regionali.

Il Consiglio regionale è formato da 30 consiglieri (compreso il candidato alla presidenza giunto secondo) e dal Presidente della Giunta regionale e il candidato alla carica di Presidente della Giunta arrivato secondo (si tratta di una novità rispetto al regime previgente). Riguardo la struttura della votazione, l’elettore dispone di due voti, uno per il candidato Presidente e uno per una lista provinciale. Qualora l’elettore decida di votare solo la lista o, esprimendo una preferenza solo per un candidato della medesima, il voto si trasmette automaticamente al candidato Presidente collegato. Viene mantenuto il voto di preferenza per un singolo consigliere, ma non è ammesso il voto disgiunto. La ripartizione dei seggi è suddivisa in 12 seggi per il collegio di Cosenza, 11 per il collegio di Catanzaro-Crotone-Vibo, 7 per il collegio di Reggio Calabria. In tale ripartizione sono inclusi i candidati alla presidenza. Viene mantenuto il cd. “listino regionale” ridotto a 6 candidati collegati al candidato Presidente che automaticamente entreranno in Consiglio qualora la coalizione nella parte proporzionale non raggiunga il 50% dei seggi. Nel caso in cui il gruppo di liste o i gruppi di liste provinciali collegate a quella regionale abbiano conseguito un numero di seggi pari o superiore a 15, verranno assegnati allo stesso gruppo 3 dei seggi da ripartire secondo il sistema maggioritario. I restanti 3 seggi sono assegnati alle liste non collegate alla lista regionale risultata vincente. Qualora la coalizione vincente non raggiunga i 16 seggi nonostante l’assegnazione del premio di maggioranza, i seggi aggiuntivi vengono attribuiti togliendoli da quelli che sarebbero spettati alle liste di opposizione. I seggi sono assegnati con il sistema proporzionale: in sede provinciale con la formula del quoziente corretto +1 (metodo Hagenbach-Bischoff) e recupero dei seggi residui nel collegio unico regionale (liste provinciali) col metodo del quoziente naturale e più alti resti.

A livello regionale è presente la soglia di sbarramento al 4% sia per le liste che partecipano da sole, sia per quelle in coalizione, mentre per le liste coalizzate è fissata all’8%.

Si sono presentati quattro candidati e, in linea alle previsioni dei sondaggi, la vittoria è andata alla candidata della coalizione di centrodestra Jole Santelli (attualmente parlamentare di Forza Italia, che ha ricoperto l’incarico di vicesindaco di Cosenza e di sottosegretario nei governi Berlusconi e Letta) che subentra al presidente uscente Mario Oliverio del Partito Democratico (diventato per la prima volta consigliere regionale nel 1980, a 27 anni, nelle liste del Partito Comunista Italiano e più volte parlamentare) che in questa tornata elettorale ha rinunciato a ricandidarsi.

La coalizione di centrosinistra (che comprendeva Partito Democratico, la lista civica Io Resto in Calabria e i Democratici Progressisti) ha presentato l’imprenditore Filippo (detto Pippo) Callipo che guida un’azienda storica del settore ittico ed ex Presidente di Confindustria della Calabria che è giunto secondo col 30,14% dei voti. Al terzo posto Francesco Aiello, docente universitario dell’Università della Calabria, candidato del Movimento 5 Stelle e appoggiato anche dalla lista Calabria Civica che ha ottenuto il 7,35%. Infine Carlo Tansi, ricercatore del CNR ed ex presidente della Protezione Civile della regione Calabria, sostenuto da tre liste civiche che ha ottenuto il 7,22%.

Il Partito Democratico, dopo le ultime sconfitte alle elezioni politiche del 2018 ed europee del 2019, è tornato ad essere il primo partito della Regione pur perdendo 66.690 voti e 8,48 punti percentuali rispetto alle precedenti regionali del 2014. Tuttavia, rispetto alle ultime consultazioni elettorali (le europee) ha subìto un ulteriore flessione (-14.887 voti e -3,06 punti percentuali).

Forza Italia, dopo le politiche e la batosta alle europee, torna ad essere il secondo partito mantenendo sostanzialmente invariato il rendimento rispetto alle europee (-1,068 voti e -0,98 punti). La Lista Santelli, in quanto lista civica, non l’ho inclusa nel conteggio assieme a Forza Italia anche se la candidata alla presidenza è espressione di tale partito. La Lega, che non era presente alle regionali del 2014, rispetto alle europee del 2019 diventa il terzo partito perdendo una posizione. La flessione subita rispetto alle ultime elezioni europee è rilevante (-69.515 voti e -10,36 punti percentuali). Continua la crescita di Fratelli d’Italia che è il quarto partito della Regione che guadagna voti sia rispetto alle regionali del 2014 (+65.154 voti e 8,38 punti percentuali), sia rispetto alle recenti europee anche si in misura assai più limitata (+9.672 voti e 0,59 punti). È da segnalare la clamorosa disfatta del Movimento 5 Stelle che fino alle ultime europee del 2019 (dopo il brillante risultato delle politiche del 2018) era il primo partito. Adesso è collocato al nono posto collocandosi sostanzialmente alle posizioni delle regionali del 2014 (+10,439 voti e +1,36 punti) mentre rispetto alle europee del 2019 (-145.911 voti e -20,42 punti)

La partecipazione elettorale si è attestata al 44,33% rimanendo sostanzialmente invariata rispetto alle regionali del 2014 e alle recenti europee.

Tab. 1 – Calabria. Differenze regionali 2020 e europee 2019 riguardanti i principali partiti

Regionali Calabria 2020

Europee 2019 Calabria

partito

voti validi

voti validi in %

partito

voti validi

voti validi in %

Differenza voti validi in valore assoluto

Differenza voti validi in punti percentuali

Partito Democratico

118.249

15,19

Partito Democratico

133.136

18,25

-14.887

-3,06

Forza Italia

96.067

12,34

Forza Italia

97.135

13,32

-1.068

-0,98

Lega

95.400

12,25

Lega

164.915

22,61

-69.515

-10,36

Fratelli D'Italia

84.507

10,85

Fratelli d'Italia/Alleanza Nazionale

74.835

10,26

9.672

0,59

Movimento 5 Stelle

48.784

6,27

MoVimento 5 Stelle

194.695

26,69

-145.911

-20,42

Democratici Progressisti

47.650

6,12

La Sinistra-+Europa-Italia In Comune-Pde Italia

29.293

4,02

18.357

2,1

 

Votanti in %

 

 

Votanti in %

 

 

 

 

44,33

 

 

43,99

 

 

 

 

Tab. 2 – Calabria. Differenze regionali 2020-2014

Regionali Calabria 2020

Regionali Calabria 2014

 

 

partito

voti validi

voti validi in %

partito

voti validi

voti validi in %

Differenza voti validi in valore assoluto

Differenza voti validi in punti percentuali

Partito Democratico

118.249

15,19

Partito Democratico

185.209

23,67

-66.960

-8,48

Forza Italia

96.067

12,34

Forza Italia

96.066

12,28

1

0,06

Lega

95.400

12,25

Lega

 

 

Non presente

 

Fratelli D'Italia

84.507

10,85

Fratelli d'Italia/Alleanza Nazionale

19.353

2,47

65.154

8,38

Unione di Centro

53.250

4,46

Unione di Centro

21.020

2,69

32.230

4,15

Casa delle Libertà

49.778

4,18

Casa delle libertà

67.189

8,59

-17.411

-2,19

Movimento 5 Stelle

48.784

3,77

MoVimento 5 Stelle

38.345

4,9

10.439

1,36

Democratici Progressisti

47.650

3,37

Democratici Progressisti

56.928

7,28

-9.278

-1,16

Altri Cdx

65.816

8,45

Altri Cdx

47.574

6,08

18.242

2,37

Altri Sx

61.699

7,92

Altri Sx

104.195

13,32

-42.496

-5,4

Altri

57.402

7,37

Altri

89.663

11,46

-32.261

-4,09

_Totale

289.330

100

_Totale

236.470

100

 

 



Sia in termini di voto al presidente sia in quelli di voto alle liste e alle coalizioni, il centrodestra ha superato nettamente il centrosinistra. Jole Santelli ha ottenuto 204.551 voti in più (pari a 25,15 punti percentuali) di Pippo Callipo, mentre la sua coalizione ha superato quella della maggioranza uscente per 217.220 voti (pari a 27,89 punti percentuali).

Tab. 3 – Calabria. Differenze voti candidati e voti alla coalizione

Candidati Presidente

Numero di liste a sostegno dei candidati

Voti candidati

Voti liste collegate

Diff. In valore assoluto

Diff. In %

Voti personali in % sul totale dei voti attribuiti ai soli candidati

Jole Santelli

6

449.705

444.818

4.887

1,09

14,06

Filippo Callipo

3

245.154

227.598

17.556

7,16

50,52

Francesco Aiello

2

59.796

57.328

2.468

4,13

7,10

Carlo Tansi

3

58.700

48.858

9.842

16,77

28,32

_Totale

14

813.355

778.602

34.753

4,27

100,00


Come si evince dalla tabella 3, tutti i candidati presidente hanno ottenuto più voti delle liste o delle coalizioni a supporto. Filippo Callipo è stato il candidato Presidente, in valore assoluto, che ha ottenuto più voti personali rispetto alla propria coalizione di riferimento (17.556 voti, pari a una differenza del 7,16%).

 

Tab. 4 – Calabria. Differenze voti coalizioni regionali 2020/2014

Regionali Calabria 2020

Regionali Calabria 2014

 

 

Coalizione

voti validi

voti validi in %

Coalizione

voti validi

voti validi in %

Differenza voti validi in valore assoluto

Differenza voti validi in punti percentuali

Centrodestra

449.705

55,29

Centrodestra

188.288

23,59

261.417

31,7

Centrosinistra

245.154

30,14

Centrosinistra

490.229

61,41

-245.075

-31,27

Movimento 5 Stelle

59.796

7,35

Movimento 5 Stelle

39.658

4,97

20.138

2,38

Altri

58.700

7,22

Altri

10.548

1,32

48.152

5,90

 

 

 

Altri di centro

69.521

8,71

 

 

Come si evince dalla tabella 4, rispetto alle precedenti elezioni del 2014, la coalizione uscente di centrosinistra ha perso 245.075 voti pari a ben 31,27 punti percentuali. Al contrario, la coalizione di centrodestra in termini di voti ne guadagna 261.417, pari a 31,7 punti percentuali.

In definitiva, da queste elezioni si evincono questi aspetti rilevanti:

-          una sostanziale conferma della partecipazione elettorale sia in confronto alle europee del 2019, sia in confronto alle regionali del 2014;

-          una buona affermazione netta di Fratelli d’Italia soprattutto rispetto alle regionali del 2014,

-          una disfatta del Movimento 5 Stelle rispetto alle recenti elezioni europee del maggio 2019.

 

Presentazione del progetto archivistico-elettorale

Fino ad almeno venti anni fa i risultati elettorali, nella maggior parte dei casi, potevano essere acquisiti solo su richiesta alle autorità competenti tramite fax, ovvero attendendo le pubblicazioni in forma cartacea. Negli ultimi anni, l’enorme diffusione di Internet ha reso possibile reperire con maggiore rapidità e facilità i dati elettorali. In molti Stati democratici, oltre ai siti web dei rispettivi ministeri dell'Interno e dei Parlamenti, esistono quelli delle Commissioni elettorali indipendenti in cui troviamo i risultati delle elezioni in tempo reale. Ciò rende meno arduo creare un vasto archivio elettorale in continuo aggiornamento.

Obbiettivo: creare un patrimonio archivistico politico-elettorale completo, innovativo e di facile reperibilità e fruibilità utile a partiti, movimenti e associazioni politiche, singoli politici, docenti, ricercatori, studenti, giornalisti e anche per gli utenti che, pur non essendo specializzati in questioni tecnico-politiche, sono interessati alla politica.  Questo archivio elettorale, si prefigge anche l’importante obiettivo di agevolare l’utenza nella ricerca dei risultati elettorali. Infatti, sovente, molti siti in cui si reperiscono le elezioni, cambiano indirizzo o, comunque, non risulta agevole la loro lettura.

Oggetto: saranno trattate le elezioni per il Parlamento europeo, le legislative a livello nazionale, le regionali (di alcuni Stati federali europei) complete, nella quasi totalità dei casi, di voti e seggi in valore assoluto, oltre che in %. Inoltre per ogni elezione saranno presenti i seguenti indici: Neffe (numero effettivo di partiti elettorali) che ci indica la frammentazione partitica elettorale (a livello di voti); Neffp (numero effettivo di partiti parlamentari) che ci indica la frammentazione partitica parlamentare (a livello di seggi). Sia Neffe, sia Neffp tengono in considerazione la forza dei vari partiti rispettivamente a livello di voti e seggi. Lsq (indice dei minimi quadrati di Gallagher), ci indica il livello di proporzionalità del sistema partitico a livello aggregato. Inoltre, verrà ricavato il livello di proporzionalità per ogni singola lista mediante la differenza tra seggi e voti (S-V) e il rapporto tra seggi e voti (S/V). Inoltre, il database comprenderà le elezioni presidenziali che prevedono l'elezione popolare diretta del Presidente.

Per l’Italia, è stato predisposto un database completo di tutte le elezioni europee, politiche e regionali. Riguardo alle elezioni comunali, sto proseguendo nell’archiviazione di tutti i comuni italiani con popolazione > 15.000 ab. (compresi quelli delle Regioni a Statuto Speciale in cui è presente il voto disgiunto) a partire dal 1993 (anno dell’introduzione dell’elezione diretta del Sindaco). Il progetto, con riferimento alle comunali, avrà l’obiettivo di estendere il database a partire dal 1948 fino alla riforma del 1993. Attualmente dispongo di un database di circa 5.200 elezioni comunali.

Illustro, in sintesi per le elezioni locali italiane, come ho strutturato ogni elezione archiviata. Inserisco:

1)       tutte le liste senza fare aggregazioni,

2)       i voti e i seggi in valore assoluto e in %,

3)       la differenza tra voti e seggi per ogni lista,

4)       i candidati a Sindaco o a Presidente e le liste da cui sono sostenuti,

5)       il numero degli elettori, i votanti, i voti validi e le schede non valide,

6)       il livello di personalizzazione del voto riguardo alle elezioni regionali (post 1995) e comunali (post 1993) per verificare il rendimento dei Sindaci/Presidenti attraverso il confronto con le liste da cui sono sostenuti.

Metodologia: verranno considerati i paesi con regimi democratici (suffragio universale maschile e femminile e presenza di una qualche forma di pluralismo politico) o che hanno avuto regimi democratici, anche per un periodo limitato (limite medio minimo accettato Freedom House= 5). Inoltre, nel ricavare Neffe, Neffp e Lsq, escludo dal calcolo gli altri partiti (others) e i candidati indipendenti. Dall’archiviazione ho escluso Palau, Tuvalu, Nauru, le Isole Marshall e gli Stati Federati di Micronesia in quanto non esistono formalmente i partiti politici.

Dopo questi aspetti introduttivi, ho inserito i paesi esaminati per aree geografiche. A tal proposito, mi sono riferito alla classificazione proposta dall’Organizzazione Internazionale dei Parlamenti degli Stati sovrani (Interparliamentary Union in, http://www.ipu.org/english/whatipu.htm). In essa i paesi sono classificati in base alle seguenti aree geografiche:

1)     Europa: Albania, Andorra, Armenia, Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Moldavia, Monaco, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Rep. Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina e Ungheria;

2)     Medio Oriente: Israele, Kuwait, Libano e Yemen;

3)     Asia Orientale: Giappone, Mongolia e Corea del Sud;

4)     Asia Centrale: Kyrgyzstan;

5)     Asia Meridionale: Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan e Sri Lanka;

6)     Asia Sudorientale: Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore e Thailandia;

7)     America del Nord: Canada, Stati Uniti e Messico;

8)     America Centrale caraibica: Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Domenica, Giamaica, Grenada, Haiti, S. Kitts e Nevis, S. Lucia, S. Vincent e Grenadines, Trinidad e Tobago e Repubblica Dominicana;

9)     America Centrale continentale: Belize, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama;

10)   America del Sud: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Guyana, Paraguay, Perù, Suriname, Uruguay e Venezuela;

11)   Africa Settentrionale: Algeria, Tunisia, Egitto e Marocco;

12)   Africa Centrale: Burundi, Gabon, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo e Sao Tomè e Principe;

13)   Africa Orientale: Gibuti, Etiopia, Kenya, Sudan e Tanzania;

14)   Africa Occidentale: Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Ghana, Gambia, Gionea, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo;

15)   Africa Meridionale: Botswana, Comore, Lesotho, Madagascar, Malawi, Mozambico, Namibia, Repubblica di Maurizio, Repubblica Sudafricana, Seychelles e Zambia;

16)   Oceania: Australia, Figi, Isole Salomone, Kiribati, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Samoa, Timor Est, Tonga e Vanuatu.

Roberto Brocchini

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 16 Ottobre 2019 17:31)