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Sentenza e motivazioni Corte Costituzionale su Italicum

Con la sentenza n. 35 del 25 gennaio 2017, la Corte Costituzionale si è pronunciata sull'Italicum dichiarandone una parziale illegittimità nella parte che prevede la facoltà di scelta dei collegi da parte dei capolista "bloccati" candidati in più collegi e del ballottaggio, mentre ha confermato il premio di maggioranza per la lista che supera il 40% dei voti validi. Altro fondamentale a aspetto è che la legge sarà immediatamente esecutiva. Il Parlamento, molto probabilmente, interverrà per rendere omogeneo il sistema elettorale di Camera e Senato.

MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

La soglia del 40% dei voti validi per l''ottenimento del premio di maggioranza per la Corte "non appare in sé manifestamente irragionevole, poiché volta a bilanciare i principi costituzionali della necessaria rappresentatività della Camera dei deputati e dell’eguaglianza del voto, da un lato, con gli obbiettivi, pure di rilievo costituzionale, della stabilità del governo del Paese e della rapidità del processo decisionale, dall’altro...L’esito dello scrutinio fin qui condotto non è inficiato dalla circostanza, messa criticamente in luce dal giudice a quo, per cui la soglia del 40 per cento è calcolata sui voti validi espressi, anziché sul complesso degli aventi diritto al voto. Pur non potendosi in astratto escludere che, in periodi di forte astensione dal voto, l’attribuzione del premio avvenga a favore di una lista che dispone di un’esigua rappresentatività reale, condizionare il premio al raggiungimento di una soglia calcolata sui voti validi espressi ovvero sugli aventi diritto costituisce oggetto di una delicata scelta politica, demandata alla discrezionalità del legislatore e non certo soluzione costituzionalmente obbligata (sentenza n. 173 del 2005)".

In merito al turno di ballottaggio dichiarato incostituzionale, la Corte afferma: "È vero – come osserva l’Avvocatura generale dello Stato – che la soglia minima si innalza, al secondo turno, al 50 per cento più uno dei voti, ma non potrebbe che essere così, dal momento che le liste ammesse al ballottaggio sono solo due. La legge n. 52 del 2015, prevedendo una competizione risolutiva tra due sole liste, prefigura stringenti condizioni che rendono inevitabile la conquista della maggioranza assoluta dei voti validamente espressi da parte della lista vincente; e poiché, per le caratteristiche già ricordate, il ballottaggio non è che una prosecuzione del primo turno di votazione, il premio conseguentemente attribuito resta un premio di maggioranza, e non diventa un premio di governabilità. Ne consegue che le disposizioni che disciplinano l’attribuzione di tale premio al ballottaggio incontrano a loro volta il limite costituito dall’esigenza costituzionale di non comprimere eccessivamente il carattere rappresentativo dell’assemblea elettiva e l’eguaglianza del voto.

Il rispetto di tali principi costituzionali non è tuttavia garantito dalle disposizioni censurate: una lista può accedere al turno di ballottaggio anche avendo conseguito, al primo turno, un consenso esiguo, e ciononostante ottenere il premio, vedendo più che raddoppiati i seggi che avrebbe conseguito sulla base dei voti ottenuti al primo turno. Le disposizioni censurate riproducono così, seppure al turno di ballottaggio, un effetto distorsivo analogo a quello che questa Corte aveva individuato, nella sentenza n. 1 del 2014, in relazione alla legislazione elettorale previgente".

La Corte ritiene ammissibile la presenza di capilista bloccati in liste brevi. A tal proposito afferma: "...mentre lede la libertà del voto un sistema elettorale con liste bloccate e lunghe di candidati, nel quale è in radice esclusa, per la totalità degli eletti, qualunque indicazione di consenso degli elettori, appartiene al legislatore discrezionalità nella scelta della più opportuna disciplina per la composizione delle liste e per l’indicazione delle modalità attraverso le quali prevedere che gli elettori esprimano il proprio sostegno ai candidati. Alla luce di tali premesse, le disposizioni censurate non determinano una lesione della libertà del voto dell’elettore, presidiata dall’art. 48, secondo comma, Cost. Il sistema elettorale previsto dalla legge n. 52 del 2015 si discosta da quello previgente per tre aspetti essenziali: le liste sono presentate in cento collegi plurinominali di dimensioni ridotte, e sono dunque formate da un numero assai inferiore di candidati; l’unico candidato bloccato è il capolista, il cui nome compare sulla scheda elettorale (ciò che valorizza la sua preventiva conoscibilità da parte degli elettori); l’elettore può, infine, esprimere sino a due preferenze, per candidati di sesso diverso tra quelli che non sono capilista".

La Corte non ritiene ammissibile che i capolista bloccati possano scegliere il collegio in cui essere eletti in caso di candidature plurime. La Corte afferma: "Da questo punto di vista, non errano i giudici a quibus laddove lamentano che l’opzione arbitraria affida irragionevolmente alla decisione del capolista il destino del voto di preferenza espresso dall’elettore nel collegio prescelto, determinando una distorsione del suo esito in uscita, in violazione non solo del principio dell’uguaglianza ma anche della personalità del voto, tutelati dagli artt. 3 e 48, secondo comma, Cost. Né la garanzia di alcun altro interesse di rango costituzionale potrebbe bilanciare tale lesione, poiché la libera scelta dell’ambito territoriale in cui essere eletto – al fine di instaurare uno specifico legame, in termini di responsabilità politica, con il corpo degli elettori appartenenti ad un determinato collegio – potrebbe semmai essere invocata da un capolista che in quel collegio abbia guadagnato l’elezione con le preferenze, ma non certo, ed in ipotesi a danno di candidati che le preferenze hanno ottenuto, da un capolista bloccato.

La Corte evidenzia che l’esito del referendum del 4 dicembre ha confermato la “parità di posizione e funzioni delle due Camere”. Per questo la Corte ricorda che la Costituzione, è vero, che “non impone al legislatore di introdurre, per i due rami del Parlamento, sistemi elettorali identici“, ma “esige che, al fine di non compromettere il corretto funzionamento della forma di governo parlamentare, i sistemi adottati, pur se differenti, non devono ostacolare, all’esito delle elezioni, la formazione di maggioranze parlamentari omogenee“.

Le 99 pagine di motivazioni sono state scritte dal giudice relatore Nicolò Zanon e firmate dal presidente della Corte Paolo Grossi.

 

 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 10 Febbraio 2017 11:38)

 

Dati aggiornati elezioni italiane

NUMERO DI ELEZIONI ARCHIVIATE (ITALIA)

ELEZIONI EUROPEE

 

ELEZIONI POLITICHE

 

ELEZIONI REGIONALI

 

ELEZIONI PROVINCIALI

 

ELEZIONI COMUNALI

(Comuni capoluogo di Provincia)

 

ELEZIONI COMUNALI

(Comuni non capoluogo)

 

TOTALE ELEZIONI COMUNALI

 

8

35

198

410

650

4.063

4.713

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 16 Novembre 2016 09:25)

 

Dati aggiornati elezioni legislative nel mondo

DATI AGGIORNATI ELEZIONI LEGISLATIVE NEL MONDO

EUROPA

Albania= 8

Andorra= 6

Armenia= 6

Austria= 21

Belgio=22 (Camera), 21 (Senato)

Bosnia Erzegovina= 5

Bulgaria= 10

Cipro= 10

Croazia= 7

Danimarca= 37

Estonia= 7

Finlandia=37

Francia= 19

Georgia= 7

Germania=18

Grecia= 17

Irlanda= 20

Islanda=22

Italia= 17 (Camera), 17 (Senato)

Kosovo= 2

Lettonia= 8

Liechtenstein=10

Lituania= 7

Lussemburgo=15

Macedonia= 8

Malta= 23

Moldavia= 8

Monaco= 5

Montenegro= 4

Norvegia=24

Paesi Bassi=22

Polonia= 8

Portogallo= 14

Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord= 22

Repubblica Ceca= 6 (Camera), 9 (Senato)

Romania= 7 (Camera), 7 (Senato)

Russia= 4

San Marino= 13

Serbia= 6

Slovacchia= 7

Slovenia= 7

Spagna= 13

Svezia=28

Svizzera= 12

Turchia= 13

Ucraina= 7

Ungheria= 7

Tot. Europa= 660 in 47 paesi

MEDIO ORIENTE

Kuwait= 6

Israele= 20

Libano= 5

Yemen= 2

Tot. Medio Oriente= 33 in 4 paesi

 

ASIA ORIENTALE

Corea Sud= 12

Giappone= 20

Mongolia= 8

Tot. Asia Orientale= 40 in 3 paesi

ASIA CENTRALE

Kyrgizistan= 2

Tot. Asia Centrale= 2 in 1 paese

 

ASIA MERIDIONALE

Bangladesh= 9

Bhutan= 2

India= 16

Maldive= 2

Nepal= 5

Pakistan= 5

Sri Lanka= 8

Tot. Asia Meridionale= 47 in 7 paesi

 

ASIA SUDORIENTALE

Filippine= 12 (Camera), 10 (Senato)

Indonesia= 9

Malaysia= 13

Singapore= 12

Thailandia= 14

Tot. Asia Sudorientale= 70 in 5 paesi

 

AMERICA DEL NORD

Canada= 29

Messico= 24 (Camera), 11 (Senato)

Stati Uniti= 49 (Camera), 49 (Senato)

Tot. America del Nord= 162 in 3 paesi

 

AMERICA CENTRALE CARAIBICA

Antigua e Barbuda= 8

Bahamas= 9

Barbados= 12

Dominica= 10

Giamaica= 17

Grenada= 9

Haiti= 4 (Camera), 5 (Senato)

S. Kitts e Nevis= 9

S. Lucia= 12

S. Vincent e Grenadines= 10

Trinidad e Tobago= 14

Rep. Dominicana= 12 (Camera), 12 (Senato)

Tot. America Centrale caraibica= 143 in 12 paesi

 

AMERICA CENTRALE CONTINENTALE

Belize= 8

Costa Rica= 16

El Salvador= 15

Guatemala= 12

Honduras= 10

Nicaragua= 10 (di cui 1 Senato)

Panama= 6

Tot. America Centrale continentale= 77 in 7 paesi

 

AMERICA DEL SUD

Argentina= 17 (Camera), 8 (Senato)

Bolivia= 10 (Camera), 9 (Senato)

Brasile= 11 (Camera), 11 (Senato)

Cile= 16 (Camera), 16 (Senato)

Colombia= 19 (Camera), 16 (Senato)

Ecuador= 15

Guyana= 9

Paraguay= 10 (Camera), 10 (Senato), 1 Assemblea Cost.

Perù= 3 (Camera), 3 (Senato), 7 monocamerali

Suriname= 7

Uruguay= 16 (Camera), 16 (Senato)

Venezuela= 14 (Camera), 10 (Senato)

Tot. America del Sud= 254 in 12 paesi

 

AFRICA SETTENTRIONALE

Algeria= 1

Egitto= 6

Marocco= 8

Tunisia= 2

Tot. Africa Settentrionale= 17 in 4 paesi

 

AFRICA CENTRALE

Burundi= 2

Gabon= 4

Repubblica Centrafricana= 4

Repubblica del Congo= 3

Sao Tomè e Principe= 7

Tot. Africa Centrale= 20 in 5 paesi

 

AFRICA ORIENTALE

Gibuti= 2

Etiopia= 3

Kenya= 4 (Assemblea Nazionale), 1 (Senato)

Sudan= 1

Tanzania= 5

Tot. Africa Orientale= 16 in 5 paesi

 

AFRICA OCCIDENTALE

Benin= 7

Burkina Faso= 6

Capo Verde= 6

Gambia= 7

Ghana= 8

Guinea= 1

Guinea Bissau= 4

Liberia= 4 (Camera), 5 (Senato)

Mali= 6

Mauritania= 1

Niger= 7

Nigeria= 9 (Camera), 7 (Senato)

Senegal= 8

Sierra Leone= 7

Togo= 2

Tot. Africa Occidentale= 96 in 15 paesi

 

AFRICA MERIDIONALE

Botswana= 10

Comore= 6

Lesotho= 7

Madagascar= 8

Malawi= 5

Mozambico= 5

Namibia= 5

Rep. di Maurizio= 10

Rep. Sudafricana= 5

Seychelles= 5

Zambia= 5

Tot. Africa Meridionale= 71 in 11 paesi

 

OCEANIA

Australia= 45 (Camera), 43 (Senato)

Isole Figi= 10

Isole Salomone= 9

Kiribati= 7

Nuova Zelanda= 36

Papua Nuova Guinea= 8

Samoa= 6

Timor Est= 3

Tonga= 1

Vanuatu= 10

Tot. Oceania= 176 in 10 paesi

Tot.=1.886 elezioni legislative in 150 paesi (limite minimo considerato: media FH= 5)

Ultimo aggiornamento (Lunedì 10 Aprile 2017 11:39)