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I sistemi elettorali del voto singolo trasferibile e del voto alternativo: i casi di Irlanda, Malta e Australia di Roberto Brocchini

I sistemi elettorali del voto singolo trasferibile e del voto alternativo: i casi di Irlanda, Malta e Australia

di Roberto Brocchini

https://www.amazon.it/sistemi-elettorali-singolo-trasferibile-alternativo/dp/8831643517

Ultimo aggiornamento (Domenica 04 Ottobre 2020 01:08)

 

Analisi elezioni regionali Toscana 2020

Domenica 21 e lunedì 22 settembre 1.870.283 cittadini toscani si sono recati alle urne (con un’affluenza pari al 62,6% su 2.987.881 elettori) per l’elezione del Presidente della Giunta regionale e dei consiglieri regionali.

Il Consiglio regionale è formato da 39 consiglieri (oltre al presidente eletto e al candidato presidente miglior perdente). È stabilito il limite di due mandati consecutivi per il Presidente della Giunta.

Riguardo la struttura della votazione, ogni elettore può votare solo per un candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale, votare sia per il candidato Presidente sia per una delle liste collegate, votare per il candidato Presidente e per una lista non collegata (cd. voto disgiunto), oppure votare a favore solo di una lista ed in questo caso il voto si estende anche al candidato/a Presidente collegato/a. L’elettore ha la possibilità di esprimere fino a due preferenze all’interno della lista prescelta, purché per candidati di diverso sesso (la c.d. “doppia preferenza di genere”).

I seggi sono ripartiti tra le circoscrizioni provinciali in base alla popolazione.

Sono ammesse alla competizione elettorale solo le liste con il medesimo contrassegno presenti in almeno 9 circoscrizioni provinciali.

Le liste che non raggiungono il 3% dei voti validi non partecipano al riparto dei seggi, a meno che non siano collegate a un candidato Presidente che abbia ottenuto almeno il 5% dei voti.

Vi sono vari sbarramenti: 10% per le coalizioni,  5% per le liste non coalizzate  e 3% per le liste all'interno di coalizioni. Se un partito prende il 5% dei voti all’interno di una coalizione che non raggiunge il 10%, i suoi voti sono ugualmente considerati nel calcolo dei seggi.

È previsto il premio di maggioranza: la coalizione vincente prende il 60% dei seggi (ossia 24) se raggiunge il 45% dei voti al primo turno, oppure prende il 57,5% dei seggi (ossia 23) se raggiunge una percentuale compresa tra il 40%+1 e il 45% dei voti validi nel primo turno di votazione. La minoranza, in ogni caso, non può prendere un numero di seggi inferiore al 40%.

Si sono presentati sette candidati: Eugenio Giani (ex militante del Partito Socialista Italiano poi dei Socialisti Democratici Italiani e dal 2007 aderisce al Partito Democratico) 61 anni, consigliere comunale di Firenze dal 1990 e in seguito varie volte assessore. Dal 2010 viene eletto consigliere regionale ed è stato Presidente del Consiglio Regionale uscente. Susanna Ceccardi (Lega) 33 anni, consigliere comunale di Cascina dal 2011 e Sindaco di Cascina nel 2016 fino al 2019 quando è stata eletta parlamentare europea.

Irene Galletti (M5S) 43 anni consigliere regionale uscente, Tommaso Fattori (Toscana a Sinistra) 49 anni, consigliere regionale uscente e già candidato Presidente nel 2015, Tiziana Vigni (Movimento 3V) 61 anni, avvocato contraria all’obbligo vaccinale. Salvatore Catello (Partito Comunista) 40 anni, tecnico informatico; Marco Barzanti (Partito Comunista Italiano) 51 anni, geometra.

Come previsto, gli unici candidati in grado di competere per la vittoria sono stati il candidato del centrosinistra Eugenio Giani (Partito Democratico) e Susanna Ceccardi (Lega) sostenuta dal centrodestra unito.

La vittoria è andata a Giani della coalizione di centrosinistra che ha ottenuto un risultato assai superiore, rispetto a quello previsto dai sondaggi, che davano un testa a testa con Ceccardi, ottenendo il 48,62% dei voti.

La coalizione di centrosinistra, oltre al Partito Democratico, includeva altre 5 liste: la Lista Italia Viva-+Europa, Sinistra Civica Ecologista, Orgoglio Toscana per Giani Presidente, Europa Verde Progressista Civica e Svolta!. La coalizione di centrodestra (che comprendeva Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia-UDC, Toscana Civica per il Cambiamento) ha presentato Susanna Ceccardi, europarlamentare pisana che ha ottenuto il 40,46% dei voti. Al terzo posto, nettamente distanziata la candidato del Movimento 5 Stelle Irene Galletti col 6,4%. Infine, gli altri quattro candidati hanno ottenuto meno dello 5% dei suffragi.

A livello di liste il Partito Democratico si è confermato il primo partito della Regione anche se rispetto alle regionali del 2015 ha perso 51.753 voti assoluti (-11,65 punti percentuali). Rispetto alle europee ha perso 59.818 voti assoluti ma ha guadagnato voti in termini relativi (+1,38 punti percentuali).

La Lega, dopo il risultato delle europee del 2019, si conferma la seconda formazione politica. Rispetto alle regionali del 2015 ha guadagnato 139.084 voti (+5,62 punti percentuali), ma rispetto alle europee ha perso 235.213 voti (-9,7 punti percentuali).

Da rilevare il notevole risultato ottenuto da Fratelli d’Italia a guida Meloni, diventato il terzo partito, che rispetto alle regionali del 2015 ha guadagnato 168.013 voti (+9,65 punti percentuali) mentre rispetto alle europee del 2019 ha guadagnato 126.932 voti (+8,57 punti percentuali).

Disfatta per il Movimento 5 Stelle che dopo essere stato il secondo partito della Regione dopo le elezioni politiche del 2018, ha subìto due pesanti sconfitte elettorali nell’arco di due anni.

Rispetto alle regionali del 2015 ha perso 86.935 voti (-8,12 punti percentuali) e rispetto alle europee del 2019 ha perso 123.273 voti (-5,67 punti percentuali).

Continua il declino inarrestabile di Forza Italia scavalcato pure dalla neonata lista di Renzi Italia Viva - +Europa. Rispetto alle regionali del 2015 Forza Italia perde 43.202 voti e 4,21 punti percentuali mentre rispetto alle europee del 2019 perde 39.337 voti (-1,54 punti percentuali).

La partecipazione elettorale è stata del 62,6% (+14,32 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni regionali del 2015 che segnarono il record storico di assenteismo nelle regionali in Toscana) lievemente inferiore (-3,15 punti percentuali) rispetto alle europee del 2019.

Tab. 1 – Toscana. Differenze regionali 2020 e europee 2019 riguardanti i principali partiti

Regionali 2020

Europee 2019

partito

voti validi

voti validi in %

partito

voti validi

voti validi in %

Differenza voti validi in valore assoluto

Differenza voti validi in punti percentuali

Partito Democratico

563.116

34,69

Partito Democratico

622.934

33,31

-59.818

1,38

Lega

353.514

21,78

Lega

588.727

31,48

-235.213

-9,70

Fratelli d'Italia

219.165

13,5

Fratelli d'Italia

92.233

4,93

126.932

8,57

Movimento 5 Stelle

113.836

7,01

Movimento 5 Stelle

237.109

12,68

-123.273

-5,67

Italia Viva - +Europa

72.649

4,48

+Europa - Italia In Comune - Pde Italia

57.069

3,05

15.580

1,43

Forza Italia

69.456

4,28

Forza Italia

108.793

5,82

-39.337

-1,54

 

Votanti in %

 

 

Votanti in %

 

 

 

 

62,6

 

 

65,75

 

 

 

 

Tab. 2 – Toscana. Differenze regionali 2020-2015

Regionali 2020

Regionali 2015

 

 

partito

voti validi

voti validi in %

partito

voti validi

voti validi in %

Differenza voti validi in valore assoluto

Differenza voti validi in punti percentuali

Partito Democratico

563.116

34,69

Partito Democratico

614.869

46,34

-51.753

-11,65

Lega

353.514

21,78

Lega

214.430

16,16

139.084

5,62

Fratelli d'Italia

219.165

13,5

Fratelli d'Italia

51.152

3,85

168.013

9,65

Movimento 5 Stelle

113.836

7,01

Movimento 5 Stelle

200.771

15,13

-86.935

-8,12

Italia Viva - +Europa

72.649

4,48

Popolo toscano/Riformisti 2020

22.760

1,72

49.889

2,76

Forza Italia - UDC

69.456

4,28

Forza Italia

112.658

8,49

-43.202

-4,21

Toscana a Sinistra

46.514

2,87

Sì - Toscana a sinistra

83.187

6,27

-36.673

-3,40

 

 

 

Altri Centro

15.837

1,19

Altri Csx

128.358

7,9

Altri Cdx

16.923

1,04

Altri Sx

32.649

2,01

Altri

6.974

0,43

Altri

11.315

0,85

-4.341

-0,42

_Totale

1.623.154

100

_Totale

1.326.979

100

 

 

 

Sia in termini di voto al presidente sia in quelli di voto alle liste e alle coalizioni, il centrosinistra ha superato il centrodestra. Eugenio Giani ha ottenuto 145.044 voti in più (pari a 8,16 punti percentuali) di Susanna Ceccardi, mentre la sua coalizione di centrosinistra ha superato quella di centrodestra di 105.065 voti (pari a 6,47 punti percentuali). Si ipotizza, come rilevato anche dall’indagine di alcuni Istituti di ricerca, che Giani abbia beneficiato del voto diviso proveniente soprattutto da elettori della sinistra alternativa. Come si evince dalla tabella 3 tre candidati hanno avuto un rendimento personale inferiore rispetto alle liste da cui sono stati presentati. Ma il dato si presenta rilevante rispetto al candidato della Sinistra alternativa Tommaso Fattori.

Tab. 3 – Toscana. Differenze voti candidati e voti alla coalizione

Candidati Presidente

Numero di liste a sostegno dei candidati

Voti candidati

Voti alla coalizione

Diff. In valore assoluto (voti al solo Presidente)

Diff. In %

Voti personali in % sul totale dei voti attribuiti ai soli candidati

Eugenio Giani

6

864.310

764.123

100.187

11,59

64,78

Susanna Ceccardi

4

719.266

659.058

60.208

8,37

38,93

Irene Galletti

1

113.796

113.836

-40

-0,04

-0,03

Tommaso Fattori

1

39.684

46.514

-6.830

-17,21

-4,42

Salvatore Catello

1

17.007

17.032

-25

-0,15

-0,02

Marco Barzanti

1

16.078

15.617

461

2,87

0,30

Tiziana Vigni

1

7.668

6.974

694

9,05

0,45

_Totale

15

1.777.809

1.623.154

154.655

8,70

100,00

 

Tab. 4 – Toscana. Differenze voti coalizioni regionali 2020/2015

Regionali 2020

Regionali 2015

 

Coalizione

voti validi

voti validi in %

Coalizione

voti validi

voti validi in %

Differenza voti validi in valore assoluto

Differenza voti validi in punti percentuali

Centrosinistra

864.310

48,62

Centrosinistra

656.920

48,02

207.390

0,6

Centrodestra

719.266

40,46

Centrodestra

398.227

29,12

321.039

11,34

Movimento 5 Stelle

113.796

6,4

Movimento 5 Stelle

205.818

15,05

-92.022

-8,65

Sinistra

39.684

2,23

Sinistra

85.870

6,28

-46.186

-4,05

Altri

40.753

2,29

Altri

21.037

1,53

 

 

Come si evince dalla tabella 4, rispetto alle precedenti elezioni del 2015, la coalizione uscente di centrosinistra ha guadagnato in valore assoluto 207.390 voti pari a 0,6 punti percentuali. Al contrario, la coalizione di centrodestra in termini di voti ne guadagna ben 321.039 pari a 11,34 punti percentuali.

In definitiva, da queste elezioni si evincono questi aspetti rilevanti:

-  un aumento consistente della partecipazione elettorale confronto alle regionali del 2015 e una tenuta rispetto alle europee del 2019;

- Il Partito Democratico, pur confermandosi la prima formazione politica, in termini assoluti mantiene sostanzialmente la posizione anche se per la prima volta rimane sotto i 600.000 voti.

- una buona affermazione netta di Fratelli d’Italia soprattutto rispetto alle regionali del 2015,

- una pesante perdita di voti della Lega rispetto alle europee del 2019 anche se ha guadagnato voti in misura consistente rispetto alle regionali del 2015,

- una pesante perdita di voti del Movimento 5 Stelle e di Forza Italia soprattutto sia rispetto alle regionali del 2015, sia rispetto alle recenti elezioni europee del maggio 2019.

 

 

Referendum costituzionale 2020

Referendum costituzionale o sospensivo del 20-21 settembre 2020 inerente la riduzione del numero dei parlamentari
Totale Italia + circoscrizione estero
SI (favorevoli) % SI NO (contrari) % NO
17.913.053 68,76 7.692.029 29,53
Elettori Votanti Votanti in % Voti validi Voti validi in % Schede non valide Schede non valide in % Schede bianche Schede nulle Schede contestate e non assegnate
50.956.057 26.050.229 51,12 25.605.082 50,25 445.147 0,87 218.107 226.571 469
Totale Italia
SI (favorevoli) % SI NO (contrari) % NO
17.168.496 68,69 7.484.940 29,95
Elettori Votanti Votanti in % Voti validi Voti validi in % Schede non valide Schede non valide in % Schede bianche Schede nulle Schede contestate e non assegnate
46.418.749 24.993.018 53,84 24.653.436 53,11 339.582 0,73 210.862 128.397 323
Totale circoscrizione estero
SI (favorevoli) % SI NO (contrari) % NO
744.557 70,43 207.089 19,59
Elettori Votanti Votanti in % Voti validi Voti validi in % Schede non valide Schede non valide in % Schede bianche Schede nulle Schede contestate e non assegnate
4.537.308 1.057.211 23,30 951.646 20,97 105.565 2,33 7.245 98.174 146
Fonte: Servizio elettorale Ministero Interno (elaborazione Roberto Brocchini)
 

Presentazione del progetto archivistico-elettorale

Fino ad almeno venti anni fa i risultati elettorali, nella maggior parte dei casi, potevano essere acquisiti solo su richiesta alle autorità competenti tramite fax, ovvero attendendo le pubblicazioni in forma cartacea. Negli ultimi anni, l’enorme diffusione di Internet ha reso possibile reperire con maggiore rapidità e facilità i dati elettorali. In molti Stati democratici, oltre ai siti web dei rispettivi ministeri dell'Interno e dei Parlamenti, esistono quelli delle Commissioni elettorali indipendenti in cui troviamo i risultati delle elezioni in tempo reale. Ciò rende meno arduo creare un vasto archivio elettorale in continuo aggiornamento.

Obbiettivo: creare un patrimonio archivistico politico-elettorale completo, innovativo e di facile reperibilità e fruibilità utile a partiti, movimenti e associazioni politiche, singoli politici, docenti, ricercatori, studenti, giornalisti e anche per gli utenti che, pur non essendo specializzati in questioni tecnico-politiche, sono interessati alla politica.  Questo archivio elettorale, si prefigge anche l’importante obiettivo di agevolare l’utenza nella ricerca dei risultati elettorali. Infatti, sovente, molti siti in cui si reperiscono le elezioni, cambiano indirizzo o, comunque, non risulta agevole la loro lettura.

Oggetto: saranno trattate le elezioni per il Parlamento europeo, le legislative a livello nazionale, le regionali (di alcuni Stati federali europei) complete, nella quasi totalità dei casi, di voti e seggi in valore assoluto, oltre che in %. Inoltre per ogni elezione saranno presenti i seguenti indici: Neffe (numero effettivo di partiti elettorali) che ci indica la frammentazione partitica elettorale (a livello di voti); Neffp (numero effettivo di partiti parlamentari) che ci indica la frammentazione partitica parlamentare (a livello di seggi). Sia Neffe, sia Neffp tengono in considerazione la forza dei vari partiti rispettivamente a livello di voti e seggi. Lsq (indice dei minimi quadrati di Gallagher), ci indica il livello di proporzionalità del sistema partitico a livello aggregato. Inoltre, verrà ricavato il livello di proporzionalità per ogni singola lista mediante la differenza tra seggi e voti (S-V) e il rapporto tra seggi e voti (S/V). Inoltre, il database comprenderà le elezioni presidenziali che prevedono l'elezione popolare diretta del Presidente.

Per l’Italia, è stato predisposto un database completo di tutte le elezioni europee, politiche e regionali. Riguardo alle elezioni comunali, sto proseguendo nell’archiviazione di tutti i comuni italiani con popolazione > 15.000 ab. (compresi quelli delle Regioni a Statuto Speciale in cui è presente il voto disgiunto) a partire dal 1993 (anno dell’introduzione dell’elezione diretta del Sindaco). Il progetto, con riferimento alle comunali, avrà l’obiettivo di estendere il database a partire dal 1948 fino alla riforma del 1993. Attualmente dispongo di un database di circa 5.200 elezioni comunali.

Illustro, in sintesi per le elezioni locali italiane, come ho strutturato ogni elezione archiviata. Inserisco:

1)       tutte le liste senza fare aggregazioni,

2)       i voti e i seggi in valore assoluto e in %,

3)       la differenza tra voti e seggi per ogni lista,

4)       i candidati a Sindaco o a Presidente e le liste da cui sono sostenuti,

5)       il numero degli elettori, i votanti, i voti validi e le schede non valide,

6)       il livello di personalizzazione del voto riguardo alle elezioni regionali (post 1995) e comunali (post 1993) per verificare il rendimento dei Sindaci/Presidenti attraverso il confronto con le liste da cui sono sostenuti.

Metodologia: verranno considerati i paesi con regimi democratici (suffragio universale maschile e femminile e presenza di una qualche forma di pluralismo politico) o che hanno avuto regimi democratici, anche per un periodo limitato (limite medio minimo accettato Freedom House= 5). Inoltre, nel ricavare Neffe, Neffp e Lsq, escludo dal calcolo gli altri partiti (others) e i candidati indipendenti. Dall’archiviazione ho escluso Palau, Tuvalu, Nauru, le Isole Marshall e gli Stati Federati di Micronesia in quanto non esistono formalmente i partiti politici.

Dopo questi aspetti introduttivi, ho inserito i paesi esaminati per aree geografiche. A tal proposito, mi sono riferito alla classificazione proposta dall’Organizzazione Internazionale dei Parlamenti degli Stati sovrani (Interparliamentary Union in, http://www.ipu.org/english/whatipu.htm). In essa i paesi sono classificati in base alle seguenti aree geografiche:

1)     Europa: Albania, Andorra, Armenia, Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Moldavia, Monaco, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Rep. Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina e Ungheria;

2)     Medio Oriente: Israele, Kuwait, Libano e Yemen;

3)     Asia Orientale: Giappone, Mongolia e Corea del Sud;

4)     Asia Centrale: Kyrgyzstan;

5)     Asia Meridionale: Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan e Sri Lanka;

6)     Asia Sudorientale: Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore e Thailandia;

7)     America del Nord: Canada, Stati Uniti e Messico;

8)     America Centrale caraibica: Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Domenica, Giamaica, Grenada, Haiti, S. Kitts e Nevis, S. Lucia, S. Vincent e Grenadines, Trinidad e Tobago e Repubblica Dominicana;

9)     America Centrale continentale: Belize, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama;

10)   America del Sud: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Guyana, Paraguay, Perù, Suriname, Uruguay e Venezuela;

11)   Africa Settentrionale: Algeria, Tunisia, Egitto e Marocco;

12)   Africa Centrale: Burundi, Gabon, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo e Sao Tomè e Principe;

13)   Africa Orientale: Gibuti, Etiopia, Kenya, Sudan e Tanzania;

14)   Africa Occidentale: Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Ghana, Gambia, Gionea, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo;

15)   Africa Meridionale: Botswana, Comore, Lesotho, Madagascar, Malawi, Mozambico, Namibia, Repubblica di Maurizio, Repubblica Sudafricana, Seychelles e Zambia;

16)   Oceania: Australia, Figi, Isole Salomone, Kiribati, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Samoa, Timor Est, Tonga e Vanuatu.

Roberto Brocchini

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 16 Ottobre 2019 17:31)