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Presentazione del progetto archivistico-elettorale

Fino ad almeno venti anni fa i risultati elettorali, nella maggior parte dei casi, potevano essere acquisiti solo su richiesta alle autorità competenti tramite fax, ovvero attendendo le pubblicazioni in forma cartacea. Negli ultimi anni, l’enorme diffusione di Internet ha reso possibile reperire con maggiore rapidità e facilità i dati elettorali. In molti Stati democratici, oltre ai siti web dei rispettivi ministeri dell'Interno e dei Parlamenti, esistono quelli delle Commissioni elettorali indipendenti in cui troviamo i risultati delle elezioni in tempo reale. Ciò rende meno arduo creare un vasto archivio elettorale in continuo aggiornamento.

Obbiettivo: creare un patrimonio archivistico politico-elettorale completo, innovativo e di facile reperibilità e fruibilità utile a partiti, movimenti e associazioni politiche, singoli politici, docenti, ricercatori, studenti, giornalisti e anche per gli utenti che, pur non essendo specializzati in questioni tecnico-politiche, sono interessati alla politica.  Questo archivio elettorale, si prefigge anche l’importante obiettivo di agevolare l’utenza nella ricerca dei risultati elettorali. Infatti, sovente, molti siti in cui si reperiscono le elezioni, cambiano indirizzo o, comunque, non risulta agevole la loro lettura.

Oggetto: saranno trattate le elezioni per il Parlamento europeo, le legislative a livello nazionale, le regionali (di alcuni Stati federali europei) complete, nella quasi totalità dei casi, di voti e seggi in valore assoluto, oltre che in %. Inoltre per ogni elezione saranno presenti i seguenti indici: Neffe (numero effettivo di partiti elettorali) che ci indica la frammentazione partitica elettorale (a livello di voti); Neffp (numero effettivo di partiti parlamentari) che ci indica la frammentazione partitica parlamentare (a livello di seggi). Sia Neffe, sia Neffp tengono in considerazione la forza dei vari partiti rispettivamente a livello di voti e seggi. Lsq (indice dei minimi quadrati di Gallagher), ci indica il livello di proporzionalità del sistema partitico a livello aggregato. Inoltre, verrà ricavato il livello di proporzionalità per ogni singola lista mediante la differenza tra seggi e voti (S-V) e il rapporto tra seggi e voti (S/V). Inoltre, il database comprenderà le elezioni presidenziali che prevedono l'elezione popolare diretta del Presidente.

Per l’Italia, è stato predisposto un database completo di tutte le elezioni europee, politiche e regionali. Riguardo alle elezioni comunali, sto proseguendo nell’archiviazione di tutti i comuni italiani con popolazione > 15.000 ab. (compresi quelli delle Regioni a Statuto Speciale in cui è presente il voto disgiunto) a partire dal 1993 (anno dell’introduzione dell’elezione diretta del Sindaco). Il progetto, con riferimento alle comunali, avrà l’obiettivo di estendere il database a partire dal 1948 fino alla riforma del 1993. Attualmente dispongo di un database di circa 5.200 elezioni comunali.

Illustro, in sintesi per le elezioni locali italiane, come ho strutturato ogni elezione archiviata. Inserisco:

1)       tutte le liste senza fare aggregazioni,

2)       i voti e i seggi in valore assoluto e in %,

3)       la differenza tra voti e seggi per ogni lista,

4)       i candidati a Sindaco o a Presidente e le liste da cui sono sostenuti,

5)       il numero degli elettori, i votanti, i voti validi e le schede non valide,

6)       il livello di personalizzazione del voto riguardo alle elezioni regionali (post 1995) e comunali (post 1993) per verificare il rendimento dei Sindaci/Presidenti attraverso il confronto con le liste da cui sono sostenuti.

Metodologia: verranno considerati i paesi con regimi democratici (suffragio universale maschile e femminile e presenza di una qualche forma di pluralismo politico) o che hanno avuto regimi democratici, anche per un periodo limitato (limite medio minimo accettato Freedom House= 5). Inoltre, nel ricavare Neffe, Neffp e Lsq, escludo dal calcolo gli altri partiti (others) e i candidati indipendenti. Dall’archiviazione ho escluso Palau, Tuvalu, Nauru, le Isole Marshall e gli Stati Federati di Micronesia in quanto non esistono formalmente i partiti politici.

Dopo questi aspetti introduttivi, ho inserito i paesi esaminati per aree geografiche. A tal proposito, mi sono riferito alla classificazione proposta dall’Organizzazione Internazionale dei Parlamenti degli Stati sovrani (Interparliamentary Union in, http://www.ipu.org/english/whatipu.htm). In essa i paesi sono classificati in base alle seguenti aree geografiche:

1)     Europa: Albania, Andorra, Armenia, Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Moldavia, Monaco, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Rep. Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina e Ungheria;

2)     Medio Oriente: Israele, Kuwait, Libano e Yemen;

3)     Asia Orientale: Giappone, Mongolia e Corea del Sud;

4)     Asia Centrale: Kyrgyzstan;

5)     Asia Meridionale: Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan e Sri Lanka;

6)     Asia Sudorientale: Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore e Thailandia;

7)     America del Nord: Canada, Stati Uniti e Messico;

8)     America Centrale caraibica: Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Domenica, Giamaica, Grenada, Haiti, S. Kitts e Nevis, S. Lucia, S. Vincent e Grenadines, Trinidad e Tobago e Repubblica Dominicana;

9)     America Centrale continentale: Belize, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama;

10)   America del Sud: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Guyana, Paraguay, Perù, Suriname, Uruguay e Venezuela;

11)   Africa Settentrionale: Algeria, Tunisia, Egitto e Marocco;

12)   Africa Centrale: Burundi, Gabon, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo e Sao Tomè e Principe;

13)   Africa Orientale: Gibuti, Etiopia, Kenya, Sudan e Tanzania;

14)   Africa Occidentale: Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Ghana, Gambia, Gionea, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo;

15)   Africa Meridionale: Botswana, Comore, Lesotho, Madagascar, Malawi, Mozambico, Namibia, Repubblica di Maurizio, Repubblica Sudafricana, Seychelles e Zambia;

16)   Oceania: Australia, Figi, Isole Salomone, Kiribati, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Samoa, Timor Est, Tonga e Vanuatu.

Roberto Brocchini

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 16 Ottobre 2019 17:31)